EcoBonus 110 – Quando l’IVA è compresa nel Bonus

Come si applica l’IVA sugli interventi ammessi all’EcoBonus?

Principio Generale

L’IVA è una spesa ammissibile solo quando rappresenta un costo.

IVA ed EcoBonus

Per tutte le detrazioni e i crediti fiscali (EcoBonus 110% compreso), l’importo massimo su cui calcolare l’agevolazione è:

  1. Iva compresa per i privati (rappresenta un costo)
  2. IVA esclusa per le aziende (non rappresenta un costo essendo iva a credito detraibile in liquidazione)

Importo
Cappotto Termico 30.000,00
 IVA al 10% 3.000,00
Spesa IVA compresa
33.000,00
EcoBonus 110%
36.300,00

Importo
Cappotto Termico 30.000,00
 IVA al 10% 3.000,00
Spesa IVA NON compresa
30.000,00
EcoBonus 110%
33.000,00

IVA in Edilizia

Gli interventi che beneficiano di detrazioni fiscali, es. risparmio energetico, facciate, ristrutturazioni edilizie, rientrano nel regime dei cosiddetti “interventi di recupero del patrimonio immobiliare”, in base al quale regime si applicano due possibili aliquote:

 

1. Iva 10%

  • Manodopera, Materie Prime e Prodotti Finiti non significativi

2. Iva 22%

  • Prestazioni professionali
  • Prodotti Finiti Significativi” (cioè Beni Finiti di un certo “valore“).

Regola speciale

L’installazione di pannelli solari (beni e manododpera) è sempre assoggettata all’aliquota IVA del 10%

Applicazione IVA per Aliquote

  • Manodopera
  • Installazioni
  • Materie Prime, Semilavorati, Altri Beni “Non Finiti”
  • Pannelli Solari (Apparecchiature e installazione)
  • Beni Finiti “Non Significativi” – Es Tapparelle, Raccordi, Elementi, Radiatori, ecc
  • Beni Finiti “Significativi” – Es Caldaia (entro il limite del 50% del tot contratto chiavi in mano)
  • Consulenze Tecniche, Progettazione, Asseverazioni e Certificazioni
  • Materie Prime acquistati dal committente
  • Beni Significativi scoperti da installazione e posa in opera

IVA per tipologia di spese

  • IVA agevolata al 10%
La prestazione di servizi è un obbligo di “fare”, anziché quella di “dare”, se ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”,assume natura di operazione soggetta a IVA agevolata al 10%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
  • al 10% se forniti dalla ditta che esegue i lavori
  • al 22% se acquistati direttamente e forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

Tutti i Beni che non rispondono alla definizione di “Beni Finiti”, sono da considerare “Beni NON Finiti“, quindi materie prime e semilavorati.

Esempio di Materie Prime e Semilavorati:

  • tegole
  • piastrelle
  • mattoni
  • materiale edile
  • ecc.
Il loro impiego concorre a formare altri beni, es tetto, pavimenti, muri.
  • Per i Beni Finiti l’Iva può essere al 10%, al 22% o mista a seconda se il Prodotto Finito sia o meno “Significativo”
  • I Pannelli Solari (apparecchiatura e manodopera) appartengono ad un regime speciale di aliquota al 10%
  • Il prodotto finito “non significativo” avrà sempre aliquota al 10%, anche se acquistato direttamente dal committente.

Esempio di Beni Finiti NON Significativi:

  • Tapparelle e Zanzariere,
  • Raccordatori
  • Elementi degli Impianti elettrici
  • Radiatori degli impianti termici
  • ecc.

Si definiscono beni finiti quelli che successivamente al loro impiego non perdono la loro individualità e pur incorporandosi nell’immobile possono essere sostituiti autonomamente (es infissi, sanitari, apparecchiatura elettrica, ecc), non perdono la loro individualità, né si trasformano in beni diversi.

L’acquisto di “Beni finiti”, purchè “non significativi”, per beneficiare della aliquota 10% deve essere ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”, altrimenti assume natura di operazione soggetta a IVA Ordinaria del 22%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
Il prodotto finito è significativo perchè il suo valore è rilevante rispetto al lavoro di posa in opera o di installazione.

I “prodotti finiti” significativi sono tassativamente elencati per legge e comprendono:

  • ascensori e montacarichi
  • infissi esterni ed interni
  • caldaie
  • videocitofoni
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
  • sanitari e rubinetterie da bagno
  • impianti di sicurezza
Il “prodotto finito significativo” avrà un’Iva mista, se la cessione è con “posa in opera”, ovvero quando si configura una vera e propria prestazione di servizi dipendente da contratto di appalto chiavi in mano. Vedi Esempi

Esempio 1 – Prodotto Finito Significativo con IVA al 10%

Iva è al 10% quando il valore del Bene Significativo non supera il valore della prestazione d’opera
  • 5.000 Prestaz. d’opera
  • 5.000 Condizionatori

Esempio 2 – Prodotto Finito Significativo con IVA mista

  • 4.000 Prestaz. d’opera
  • 6.000 Condizionatori
  • 10.000 Totale Intervento
    • 10% su 8.000 pari alla capienza della prestazione d’opera
    • 22% su 2.000

Esempio 3 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista senza manodopera

  • 22% su 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
  • 10% su  2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)

Esempio 4 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista e manodopera

  • 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
  • 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
  • 2.000 Manodopera
  • 14.000 Totale Intervento
    • 10% su 2.000 infissi pari alla capienza della prestazione d’opera
    • 22% su 8.000 infissi non capienti
    • 10% su 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
    • 10% su 2.000 Manodopera
      • Riepilogo IVA
      • 10% su 6.000
      • 22% su 8.00

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    • al 10% se forniti dalla ditta che esegue i lavori
    • al 22% se acquistati direttamente e forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

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    • piastrelle
    • mattoni
    • materiale edile
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    • Per i Beni Finiti l’Iva può essere al 10%, al 22% o mista a seconda se il Prodotto Finito sia o meno “Significativo”
    • I Pannelli Solari (apparecchiatura e manodopera) appartengono ad un regime speciale di aliquota al 10%
    • Il prodotto finito “non significativo” avrà sempre aliquota al 10%, anche se acquistato direttamente dal committente.

    Esempio di Beni Finiti NON Significativi:

    • Tapparelle e Zanzariere,
    • Raccordatori
    • Elementi degli Impianti elettrici
    • Radiatori degli impianti termici
    • ecc.

    Si definiscono beni finiti quelli che successivamente al loro impiego non perdono la loro individualità e pur incorporandosi nell’immobile possono essere sostituiti autonomamente (es infissi, sanitari, apparecchiatura elettrica, ecc), non perdono la loro individualità, né si trasformano in beni diversi.

    L’acquisto di “Beni finiti”, purchè “non significativi”, per beneficiare della aliquota 10% deve essere ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”, altrimenti assume natura di operazione soggetta a IVA Ordinaria del 22%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
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    Esempio 4 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista e manodopera

    • 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
    • 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
    • 2.000 Manodopera
    • 14.000 Totale Intervento
      • 10% su 2.000 infissi pari alla capienza della prestazione d’opera
      • 22% su 8.000 infissi non capienti
      • 10% su 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
      • 10% su 2.000 Manodopera
        • Riepilogo IVA
        • 10% su 6.000
        • 22% su 8.00

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    Principio Base

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    Spesa IVA compresa
    33.000,00
    EcoBonus 110%
    36.300,00

    Importo
    Cappotto Termico 30.000,00
     IVA al 10% 3.000,00
    Spesa IVA NON compresa
    30.000,00
    EcoBonus 110%
    33.000,00

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      - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

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      Stato di Disoccupazione – Come dichiararlo on-line

      Ultima Modifica in Novembre 11, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      DID – Dichiarazione di Immediata Disponibilità

      Per acquisire lo Status di Disoccupazione non basta aver perso un lavoro o essere privo di occupazione. Si può essere anche considerati disoccupati quando si lavora entro centro limiti di reddito.

      Per aver riconosciutolo Status di Disoccupazione occorre averlo comunicato agli uffici preposti. Questa comunicazione si chiama “DID”, Dichiarazione di Immediata Disponibilità .

      La “DID” si può presentare personalmente presso gli uffici del Centro dell’impiego di appartenenza,

      oppure

      inviarla on-line, in modo semplice e immediato, tramite il portale Anpal, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, responsabile del sistema informativo del mercato del lavoro.

      Qui l’accesso alla sezione DID del portale ANPAL per l’invio on-line

      Requisiti per lo Status di Disoccupazione

      Oltre la DID, occorre alternativamente soddisfare uno dei seguenti requisiti:

      • non svolgono attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;

      oppure

      • sono lavoratori il cui reddito lordo da lavoro dipendente o autonomo rimane entro determinate soglie:
      1. per il lavoro dipendente la soglia di reddito è pari a € 8.145 annui,
      2. nel caso di lavoro autonomo la soglia di reddito è pari a € 4.800 annui.

      A cosa serve lo Status di Disoccupato

      Lo status di disoccupato è un presupposto fondamentale per poter accedere a forme di sostegno al reddito (reddito di cittadinanza), di assistenza (esenzioni), di incentivi alla ricollocazione (Assegno alla ricollocazione).

      E’ il presupposto a che chiedere e ricevere l’indennità di disoccupazione, in caso di perdita involontaria del lavoro.

      Dalla comunicazione della disoccupazione inizia, inoltre, a maturare un periodo di l’anzianità di disoccupazione, dal quale dipendono spesso, a parità di altre condizioni, priorità nelle assunzioni e maggiori agevolazioni.

      ISEE fai da te – Guida

      Ultima Modifica in Gennaio 15, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      La guida che presentiamo ha l’obiettivo di guidarvi nella procedura di rilascio della certificazione ISEE direttamente da casa in tempi brevi e senza produrre documenti.

      Non occorre più cercare documenti quali, CUD, Unico, 730, estratti conti bancari, rendite catastali.

      L’utente infatti avrà a disposizione tutti i dati patrimoniali e reddituali precompilati e forniti dall’Agenzia delle Entrate, dal sistema bancario e dall’INPS.

      Prima di illustrare la guida potrebbe essere utile sapere che cos’è l’ISEE.

      ISEE che cosè

      La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE è un documento che contiene e autodichiara le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale. Sulla base di quanto autodichiarato, l’INPS rilascia una attestazione ISEE, dall’acronimo Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Ricordiamo che l’ ISEE è ricavato dal rapporto tra l’indicatore della situazione economica ( ISE= valore assoluto dato dalla somma dei redditi e del 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza di seguito riportata con le maggiorazioni previste.
      Un reddito complessivo di 30.000 per un nucleo familiare di 3 componenti, senza altri patrimoni, corrisponde ad un ISEE pari a: 30.000: 2,04 = 14.705,88.
      Se ci fossero stati patrimoni immobiliari e mobiliari, il reddito di 30.000 andrebbe incrementato del 20% di tali valori e quindi poi rapportati al coefficiente familiare 2,04. Se i componenti fossero stati 2 il coefficiente sarebbe 1,57, per 4 componenti 2,46, per 5 componenti 2,85.
      L'attestazione ISEE ha validità fino al 31/12 dell'anno in cui viene rilasciata.   Occorre rinnovarla almeno ogni anno per gli usi sempre più diffusi:
      • Bonus vacanza,
      • Bonus Bici
      • Bonus Internet
      • Bonus Utenze
      • Università
      • Asili nido
      • Servizi per l'impiego
      • Reddito di cittadinanza
      • Agevolazioni statali.
      Ordinariamente l’ISEE fa riferimento ai redditi dichiarati al fisco nell’anno precedente (i redditi cioè percepiti nel secondo anno solare precedente la DSU). In alcune situazioni, in presenza di eventi avversi (ad esempio, la perdita del posto di lavoro, l’interruzione di un trattamento previdenziale, assistenziale e indennitario) ovvero di una rilevante variazione del reddito del nucleo familiare (superiore al 25 per cento), tali redditi non riflettono la reale situazione economica del nucleo familiare. Viene pertanto data la possibilità di calcolare un ISEE CORRENTE basato sui redditi degli ultimi dodici mesi
      (anche solo degli ultimi due mesi in caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta la perdita, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa ovvero di interruzione dei trattamenti). I casi di variazione a seguito della quale è possibile calcolare l’ISEE CORRENTE sono indicati nel Quadro S2. Prima di chiedere il calcolo dell’ISEE CORRENTE deve essere già stata presentata una DSU e ricevuta l’attestazione con l’indicazione dell’indicatore della situazione reddituale, per permettere la sostituzione dei redditi e dei trattamenti indicati nel Quadro S3 a quelli di analoga natura utilizzati per il calcolo dell’ISEE in via ordinaria. L’ISEE CORRENTE ha validità sei mesi dal momento della presentazione della presente DSU, a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE CORRENTE deve essere aggiornato entro un due mesi dalla variazione.

      Per il rilascio dell’attestazione ISEE, ci serviremo del servizio erogato dall’INPS tramite portale e che qui illustreremo passo dopo passo.

      Guida ISEE Fai da te

      Per ottenere l'attestazione ISEE bisogna accedere alla pagina MyInps tramite credenziali INPS (Codice Fiscale e Password) rilasciate dall'Ente Previdenziale. In alternativa alle credenziali INPS è possibile accedere a MyInps mediante SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, valido per questo e per tutti i servizi della Pubblica Amministrazione,(vedi guida come ottenere spid) oppure tramite la (CIE) Carta di Identità Elettronica.
      Effettuato l'accesso a MyInps si dovranno seguire degli step che a breve vedremo e confermare i seguenti dati precompilati dal sistema:
      • Canoni di locazione
      • Patrimoni mobiliari (titoli, conti correnti e veicoli)
      • Patrimoni Immobiliari
      • Redditi ai fini IRPEF
      • Pensioni e Trattamenti erogati dall'INPS
      La procedura per il rilascio ISEE si svolge in due fasi:
      1. Fase 1 - Acquisizione Dati:
      2. Fase 2 - Verifica e rilascio ISEE
      La Fase 1 - Acquisizione Dati, consiste nell'inserimento e l'invio dei dati anagrafici di ogni componente il nucleo familiare (codice fiscale, residenza).

      Step della fase 1:

      Figura 1
      • 1. Apri il seguente link "accedi a ISEE Precompilato" vedrete la Figura 1 da dove bisogna accedere tramite il pulsante acquisizione, accettare l'informativa della privacy e autenticarsi con lo SPID o le credenziale INPS.
      • 2. Conferma i dati anagrafici e scegli il tipo di Attestazione Mini (per gli usi più comuni: Bonus: Asili nido; Servizi per l'impiego), oppure Attestazione Integrale (per scopi più specifici Università - Assistenze Mediche - ecc)
      • 3. Inserisci residenza e codici fiscali (solo per la prima dichiarazione) di tutti i componenti il nucleo familiare
      ATTENZIONE: in presenza di un componente maggiorenne diverso dal dichiarante (es. lo stesso coniuge, o un figlio) occorre dichiarare di aver ricevuto delega (non scritta, serve per garantire il diritto di riservatezza) e fornire alcuni dati personali di riscontro per dimostrare l'effettiva facoltà di accesso agli atti (viene richiesta la scadenza del codice fiscale, il valore del reddito di cui Rigo RN34 ultima dichiarazione e il saldo bancario al 31 dicembre)  
      • 4. Completata questa parte di inserimento dei dati anagrafici viene chiesto di accettare e sottoscrivere con semplice click le informazioni generali. Il sistema effettuerà dei controlli ed elaborerà i dati precompilati per ogni componente il nucleo familiare
      Dopo l'inserimento e l'invio dei dati anagrafici, il sistema verifica i dati e avvisa l'utente tramite mail o sms l'avvenuta elaborazione. Step Fase 2:
      • 1. Occorre rientrare in MyInps (vedi passaggio 1 della prima fase) e accedere tramite il pulsante non più "Acquisisci" ma "Verifica";
      La precompilata sarà nello stato di "Elaborata" con tutti i dati precompilati (vi saranno eventuali valori e saldi di conti correnti, titoli, assegni Inps, veicoli, unità immobiliari e redditi)
      • 2. Tramite il pulsante "Completa" è possibile visionare i dati
      • 3. Tramite il pulsante "Presa Visione" è necessaria confermare i dati di ogni componente il nucleo familiare
      • 4. Infine il pulsante "Conferma e Attesta" conclude l'iter che permette l'immediato rilascio dell'attestazione ISEE.
      L'attestazione può essere stampata o scaricata in pdf insieme alla ricevuta di presentazione. NB – Non sempre il sistema precompila i dati dei veicoli di proprietà, in tal caso è sufficiente aggiungere per ognuno di essi il numero di targa Anche dopo aver ricevuto l’attestazione ISEE è possibile rettificarla o farne di nuove entrando nell’archivio personale attraverso il pulsante “Gestione

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      EcoBonus 110% – Esempio di Calcolo

      Esempi

      La quota residua di detrazione non utilizzata interamente nell’anno in cui si avrebbe diritto, non può essere trasferita/utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. 

       

       

       

       

      Il periodo di utilizzo ordinario della detrazione per Altre spese di riqualificazione (es Infissi) è di 10 anni. Diventa di 5 anni se abbinato all’EcoBonus per beneficiare del 110%.

      Ipotesi di Investimento al 110%


      +30.000 (Isolamento Termico Involucro)

      +10.000 (Altri Interventi Riqu. Energ. es Infissi)

      +20.000 (Spese per Fotovoltaico)


      60.000 Totale spese


      Calcolo


      110% (Percentuale EcoBonus)

      66.000 (Bonus)


      5 anni (Periodo di utilizzo della detrazione)

      13.200 (Quota annua Utilizzabile*)

      Ipotesi di Investimento misto 110%-90%-50%


      +10.000 (Sost. Impianto di Climatizz. 110%)

      +10.000 (Riqualif Energ Infissi 110%)

      +20.000 (Facciata 90%)

      +30.000 (Ristrutturazione 50%)


      70.000 Totale spesa


      Calcolo

      Simulatore

      Spesa % Bonus Bonus Anni Quota Annua
      20.000 110% 22.000 5 4.400
      20.000 90% 18.000 10 1.800
      30.000 50% 15.000 10 1.500
      Totale 55.000

      Ripartizione bonus misto in 10 anni

      1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Totale
      7,7 7,7 7,7 7,7 7,7 3,3 3,3 3,3 3,3 3,3 55,00
      in M€

      Calcola tu


      Gli Utilizzi del Bonus

      I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

      Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
      Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
      Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
      Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l’importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

      Residuo annuo non utilizzabile

      Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

      (Vedi Esempio di Calcolo)


      La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
      Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
      (Qui l’approfondimento Sconto)
      La cessione del credito agli istituti bancari è un’operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
      (Qui l’approfondimento)
      La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
      (Qui l’approfondimento)

        Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

        - Verifica requisiti

        - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

        - Apposizione Visto di Conformità

        La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




        *Dati obbligatori


         
         


         

        Approfondimenti

        Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

        • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
        • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
        • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
        • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

        E’ consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un’adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
        L’uso combinato delle due opzioni, l’utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l’investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
        Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
        Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
        Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
        Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

        Deduzione

        La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un’aliquota.

        Esempio di deduzione:

        • Reddito 30.000
        • Spese deducibili 5.000
        • Reddito Tassato 25.000
        • Imposte 5.000

        Detrazione

        La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

        Esempio di Detrazione:

        • Reddito 30.000
        • Spese deducibili 5.000
        • Reddito Tassato 25.000
        • Imposte 5.000
        • Detrazione Imposta 5.000
        • Versamenti 0

        In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
        Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
        Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
        E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

        I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

        1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
        2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

         Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
        La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
        Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all’EcoBonus.

        Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell’IVA.

        Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

        Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l’anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell’economia di tutta l’operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l’abitazione.

        Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull’acquisto del credito.

        Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


        Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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        EcoBonus 110% – Guida Pratica

        Che cos’è

         il SuperBonus 110%

        E’ un beneficio fiscale (detrazione di Imposta) convertibile in Credito di Imposta o Sconto in fattura nella misura del 110% delle spese documentate e sostenute per specifici interventi, cosiddetti “trainanti” e “trainati”, eseguiti su edifici posseduti o di proprietà.

        Il Bonus è da RIPARTIRE IN 5 QUOTE ANNUALI di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, IN 4 QUOTE per quelle sostenute nel 2022.

        Il beneficiario, qualora non intendesse cedere il credito alle banche, avrebbe l’onere di anticipare la spesa per la parte scoperta dallo sconto su fatture, per poi recuperarla in busta paga, o in pensione o in dichiarazione, sottoforma di minor imposte pagate.

         

        Periodo di spesa

        Le spese ammesse al superbonus 110% devono essere sostenute nel periodo compreso dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022.

         

        Per i Condomini, se alla data del 30 giugno 2022 risultano effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, il termine ultimo entro cui far valere le spese ammesse a beneficio sarà il 31/12/2022.

        La proroga approvata dalla legge di bilancio per l’anno 2022 resta subordinata alla definitiva approvazione da parte del Consiglio dell’Unione europea, in caso contrario resterà valida la naturale scadenza del 31 dicembre 2021.

        Utilizzo del Bonus 110%

        I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

        Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
        Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
        Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
        Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

        Residuo annuo non utilizzabile

        Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

        (Vedi Esempio di Calcolo)


        La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
        Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
        (Qui l’approfondimento Sconto)
        La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
        (Qui l’approfondimento)
        La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
        (Qui l’approfondimento)

        Soggetti ammessi

        le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, che possiedono o detengono l’immobile unifamiliare o composto fino a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, anche senza condominio.

        i Condomini che possiedono o detengono unità immobiliare funzionalmente indipendente e che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, sita all’interno di edifici plurifamiliari (es. villetta a schiera)

        La detrazione spetta ai privati:
        1. condomini;
        2. persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari (massimo  2 Unità).
        La detrazione spetta ai familiari a condizione che:
        • siano conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione se antecedente all’avvio dei lavori;
        • le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può esplicarsi la convivenza.
        La detrazione, pertanto, non spetta al familiare del possessore o del detentore dell’immobile nel caso di interventi effettuati su immobili che non sono a disposizione (in quanto locati o concessi in comodato). Per fruire del Superbonus non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi.
        I titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi effettuati:
        • dal condominio sulle parti comuni
        • direttamente su immobili di proprietà NON strumentali ma patrimoniali
         
        • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing"
        • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa
        • Onlus e associazioni di volontariato
        • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

        Titolo di disponibilità dell’immobile:

        • proprietario
        • nudo proprietario
        • titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
        • detentore dell’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile.

         

        Possono essere ammessi anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado), sempreché sostengano le spese per la realizzazione dei lavori.

        Dovranno essere possessori o detentori dell’immobile oggetto dell’intervento, in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio.

        Soggetti NON ammessi

        Il Superbonus non spetta ai soggetti che non possiedono redditi imponibili i quali, inoltre, non possono esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito. E’ quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 24/E.

        Il superbonus non può essere fruito, inoltre,
        per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie
        catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli), ma solo per le unità immobiliari non aperte al pubblico.

        Attenzione ai proprietari di interi fabbricati con più di 4 unità abitative!!

        Attenzione alle abitazioni senza accesso autonomo!!

        Si tratta in particolare di due fattispecie che trovano restrizioni:

        Sono esclusi dall'Ecobonus gli interventi realizzati su un edificio composto da più di quattro unità immobiliari la cui proprietà è tale da non consentire la costituzione di un condominio. Esempio di edificio (più unità abitative) con unico proprietario o in comproprietà (es tra coniugi), cioè proprietà non separata. Non può costituirsi infatti il condominio se l'edificio è composto per cinque appartamenti in comproprietà. Per la costituzione del condominio occorrono più unità immobiliari appartenenti a più proprietari giuridicamente diversi.
        Sono esclusi dall'Ecobonus gli interventi realizzati su edifici le cui singole unità non dispongono di un "accesso autonomo". In pratica le unità immobiliari che fanno parte dello stesso edificio devono avere "accesso autonomo dall'esterno". Per accesso autonomo si intende un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d'ingresso che consenta l'accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di proprietà non esclusiva. Se non vi è accesso autonomo, restano ammissibili soltanto gli interventi sulle PARTI COMUNI di cui alla lettera b) dell'art 119. In pratica la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale CENTRALIZZATA .

        In sintesi, per essere ammessi all’ecobonus bisogna che l’edificio non abbia più di 4 unità immobiliare , oppure faccia parte di un complesso edilizio (condominio), il cui ingresso alla propria abitazione sia autonomo (es. villetta a schiera). Vedi Faq.

        Interventi TRAINANTI

        …su un massimo di due unità.

        L’agevolazione del 110% è vincolata alla realizzazione di almeno uno dei seguenti interventi:

        ....su superfici verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio
        • Spesa Max 60.000
        • Bonus Max 66.000
        ...di climatizzazione invernale esistenti
        • Spesa Max 30.000
        • Bonus Max 33.000
        ...zone sismiche 1-2-3
        • Spesa Max 96.000
        • Bonus Max 105.600

        Interventi Trainati (NON trainanti)

        …già agevolati (al 75% – 65%) da precedenti normative, potranno beneficiare del bonus 110% se realizzati in concomitanza ad uno degli interventi “Trainanti”.

        Altri Interventi di Ristrutturazione volti al risparmio energetico:

        Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
        • Isolamento termico
        • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

        Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

        1. Riqualificazione Energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro bonus ordinario 75%).
        2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
        3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
        4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
        5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
        6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
        7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
        Tra gli interventi di "Efficientamento Energetico", vi sono quelli di "Riqualificazione Energetica".
        Possono rientrare nella Riqualificazione Energetica tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione.

        Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato"


        La funzione di risultato dovrebbe comprendere tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee a conseguire determinati livelli di risparmio energetico.

        Detto ciò potrebbe rientrare, per esempio, la realizzazione di pareti interne o pavimenti, oltre ovviamente infissi e finestre, se si rispettano delle specifiche (es coibentazione) tali da poter raggiungere un migliore indice di prestazione energetica.

        E' consigliabile rivolgersi ad esperti.

        Devono essere (TRAINATI) realizzati con almeno uno dei seguenti interventi:
        • Isolamento termico
        • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
        • Riduzione del Rischio Sismico
        Approfondimenti su Impianto Fotovoltaico
        Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
        • Isolamento termico
        • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
        Ammontare massimo delle spese pari a 3.000 euro.

        Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

        • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
        • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
        • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
        • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

        E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
        L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
        Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
        Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
        Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
        Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

        Deduzione

        La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

        Esempio di deduzione:

        • Reddito 30.000
        • Spese deducibili 5.000
        • Reddito Tassato 25.000
        • Imposte 5.000

        Detrazione

        La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

        Esempio di Detrazione:

        • Reddito 30.000
        • Spese deducibili 5.000
        • Reddito Tassato 25.000
        • Imposte 5.000
        • Detrazione Imposta 5.000
        • Versamenti 0

        In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
        Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
        Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
        E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

        I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

        1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
        2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

         Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
        La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
        Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

        Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

        Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

        Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

        Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

        Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


        Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

          Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

          - Verifica requisiti

          - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

          - Apposizione Visto di Conformità

          La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




          *Dati obbligatori


           
           


           

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