SuperBonus 110 – Proroga al 15 aprile 2021 la comunicazione spese 2020

Ultima Modifica in Aprile 2, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Le opzioni “Sconto” e “Cessione Credito” devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate annualmente. Ciò vale per gli interventi Superbonus decreto-legge n. 34 del 2020 che e per gli altri interventi edilizi elencati al comma 2 del medesimo articolo 121 dello stesso Decreto.

La comunicazione dell’opzione deve essere inviata telematicamente entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione.

Il termine di scadenza del 16 marzo 2021 per l’invio delle spese relative al periodo 2020 è stato prorogato prima al 31 marzo 2021, con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 febbraio 2021 e per ultimo con provvedimento del 30 marzo 2021 al 15 aprile 2021.

Attenzione: La mancata comunicazione entro il 15/04/2021 fa perdere il diritto alla Cessione Credito e alla fruizione dello Sconto per le spese sostenute nel periodo 2020.


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    Cessione Credito e Sconto in Fattura – Per quali Interventi e per quale Aliquota?

    Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    E’ la risoluzione N. 83/E del 28 dicembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate a fare chiarezza sul sistema complesso della norma che regola l’ opzione dello Sconto e della Cessione del Credito di imposta.

    I crediti d’imposta sono fruiti con la stessa ripartizione con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione dal beneficiario originario (cinque o dieci quote annuali di pari importo); la quota dei crediti non compensata nell’anno di riferimento non può essere fruita negli anni successivi, né può essere richiesta a rimborso.

    Le suddette opzioni possono essere esercitate in relazione alle spese sostenute per interventi di:

    1.

    50%

    Recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) ;

    2.

    Fino a 110%

    Efficienza Energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63 (c.d. Ecobonus) e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Superbonus);


    3.

    Fino a 110%

    Misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, del decreto-legge n. 63 del 2013 (c.d. sismabonus) e di cui al comma 4 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. superbonus);


    4.

    90%

    Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna (c.d. bonus facciate), di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;


    5.

    Fino al 110%

    Installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del TUIR, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. superbonus);


    6.

    Fino al 110%

    Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge n. 63 del 2013 e di cui al comma 8 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. superbonus).



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      EcoBonus 110 – No ai proprietari di interi fabbricati senza condomino

      Attenzione ai proprietari di immobili in cui vi siano più unità abitative!!

      La Legge di Bilancio 2021 ammette al superbonus 110% gli edifici composti da quattro unità immobiliari, distintamente accatastate, possedute da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche..

      Per essere ammessi all’ecobonus bisogna:

      • che l’edificio non sia composto da più di quattro unità immobiliari 
      • oppure, se superiore a 4 unità immobiliari appartenenti allo stesso edificio o complesso edilizio, che vi sia costituito il condominio.

      Il riferimento normativo al “condominio” (articolo 119, comma 9, lettera a, del decreto legge n. 34 del 2020) comporta che il Superbonus spetti per gli interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio in condominio.

       Sono da intendersi esclusi gli interventi su edifici composti da più di 4 unità immobiliari di un unico proprietario o di comproprietari. Anche la comproprietà se riferita all’intero fabbricato rappresenta una causa ostativa all’accesso ecobonus 110%. Si preda l’esempio di un fabbricato a più livelli appartenente interamente a due coniugi in comproprietà; se tale fabbricato è composto da più di 4 unità catastalmente individuabili non presenta le condizioni costitutive di condominio in quanto entrambi i coniugi sono comproprietari di ogni unità abitativa. Pertanto questa fattispecie non rientra nell’ecobonus 110%.

      Nell’ipotesi invece in cui si verificano le condizioni costitutive di condominio, si deve rispettare la condizione dell’accesso autonomo (a cui si rimanda qui per un Approfondimento).

      CIRCOLARE N. 24/E 08/08/2020 Agenzia delle Entrate

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        Tutte le agevolazioni per l’Abitazione

        Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

        EcoBonus 110% – Bonus Riqualificazione Energetica – Bonus Facciate – Bonus Ristrutturazione – Bonus Verde – Bonus Mobili

        Bonus

        Elenco di tutte le agevolazioni valide per il 2020 e il 2021, che interessano l’edilizia sulle abitazioni.
        Detrazione di Imposta in 5 quote annuali pari al 110% delle spesa per
        1. Isolamento termico
        2. Sostituzione Impianti di climatizzazione
        3. Interventi antisismici
        4. Installazione di impianti fotovoltaici
        5. Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
        Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari ad una percentuale che varia da 50% a 85% a seconda del tipo di intervento .

        Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

        1. riqualificazione energetica (vedi nota sotto) di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale (75%) è di 100.000 euro).
        2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
        3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
        4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
        5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
        6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
        7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
        NOTA: Gli interventi di riqualificazione energetica possono riguardare tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione. Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato", ovvero a tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee  a  conseguire  determinati  livelli  di  risparmio energetico. Per fare qualche esempio anche l'installazione di  pareti interne,  o pavimenti, o infissi e finestre può raggiungere migliore indice di prestazione energetica.
        Per le diverse percentuale consultare qui l'Allegato al Decreto Requisiti
         
        Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari al 90% delle spesa-
        Si tratta dei seguenti interventi su edifici esistenti ubicati in determinate zone:
        1. pulitura o tinteggiatura esterna
        2. recupero o restauro della facciata esterna degli

        Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici:
        1. la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
        2. la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.
         
        L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione del 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
        È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

        In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
        Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
         
        Il bonus verde consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi:
        • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
        • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
        La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.
        Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni, frigoriferi, lavastoviglie), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

        Opzioni

        Detrazione/Cessione/Sconto valide per tutti i Bonus (eccetto Bonus Verde e Bonus Mobili/Elettrodomestici)

        I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

        Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
        Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
        Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
        Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

        Residuo annuo non utilizzabile

        Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

        (Vedi Esempio di Calcolo)


        La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
        Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
        (Qui l’approfondimento Sconto)
        La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
        (Qui l’approfondimento)
        La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
        (Qui l’approfondimento)


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          EcoBonus 110 – Offerte Banche a confronto

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          102,00 € su 110


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          103,00 € su 110


          105,00 € su 110


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          102,00 € su 110

          101,00 € su 110


          Dettaglio offerte di acquisto

          Banca Offerta su 110 di credito
          Fineco 105
          Poste Italiane 103
          Unicredit 102
          Banca Intesa 102
          Mediolanum 102
          MPS 101
          BNL 100
          E' l'UniCredit la banca che propone la prima offerta di acquisto del credito di imposta.
          Il foglio informativo pubblicato da UniCredit offre ai contribuenti un PREZZO DI ACQUISTO valevole fino al 30 settembre 2020, diverso per tipo di contribuente e tipologia di credito:
          • Persone fisiche e Condomini - € 102 per ogni 110€ di credito di imposta
          • Imprese - € 100 per ogni 110€
          • Crediti fiscali diversi dal Superbonus 110% - € 78 per ogni 100€
          In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102.
          Anche Banca Intesa ha pubblicato la sua offerta di acquisto
          (Qui il foglio Informativo Banca Intesa).
          Attraverso tale offerta, il Contribuente/Beneficiario che ha maturato un credito d’imposta lo trasferisce pro-soluto e a titolo definitivo alla banca il credito ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata. Offerte di acquisto Banca Intesa:
          • EcoBonus 110% - Prezzo di Acquisto 92,70% del credito
          • Diversi da EcoBonus con detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,10% del credito
          • Diversi da EcoBonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito
          In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102 (pari al 92,70% di 110).
          Poste Italiane ha annunciato il suo ingresso in campo con la piattaforma online o, in alternativa, gli sportelli sul territorio.

          Poste mette in campo un meccanismo di cessione del credito a rimborso dei costi già sostenuti da imprese e privati.


          L'offerta in linea generale proposta a privati e piccole imprese è che, a fronte della cessione del 110% del bonus per tutti i cinque anni, Poste rimborserà in un’unica soluzione il 103% .
          La procedura di PosteItaliane mira all'obiettivo "Documenti Zero". Infatti il cliente di Poste deve avere già la titolarità del credito, già perfezionata dal visto di conformità.
          Qui la pagina PosteItaliane
          L’importo liquidato sarà pari a:
          • 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni(pari al 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
          • 85 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni(pari all’85% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
          Per esempio:
          • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 110% (Superbonus) con recupero fiscale in 5 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 105.000 euro
          • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 80% con recupero fiscale in 10 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 68.000 euro
          Offerte di acquisto BNL:
          • EcoBonus 110% detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,91% del credito
          • Bonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito

          Esempio di vendita a BNL (Ecobonus 110%):
          • Spese 100
          • Credito di imposta 110
          • Valore di vendita 100 (pari al 90,91% di 110)
          La banca pagherà al Cedente/Beneficiario 100€ per ogni 110€ di credito
          Il Cedente/Beneficiario può ottenere il pagamento del corrispettivo in via anticipata senza dover attendere la compensazione su più annualità.
          All'Operazione Anticipi su contratti viene applicato un Tasso Nominale 7,60% e TAEG 11,75%

          L’operazione di cessione è condizionata all’avverarsi di determinate condizioni sospensive (previste dalla normativa e/o indicate nel contratto).

          Alla verifica di tali condizioni il controvalore del credito di imposta sarà utilizzato ai fini del rimborso dell’anticipo concesso.

          Nel caso in cui non si verifichino tali condizioni sospensive previste nel contratto di cessione del credito o il controvalore della cessione non sia sufficiente ad estinguere l’affidamento, il cliente è tenuto a pagare alla banca quanto dovuto alla data di scadenza dell’anticipo su contratto concesso.


          Foglio informativo della Banca BNL
          Le modalità di intervento previste sono due:
          1.  Anticipo di liquidità e contestuale promessa di cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che hanno necessità di liquidità e vogliono cedere i loro crediti.
          2. Cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che vogliono esclusivamente cedere il credito d’imposta.

          L'offerta di acquisto è riservato alla clientela retail di Banca Mediolanum. Il prezzo di acquisto è di 102 euro su 110 euro.
          Qui il comunicato Mediolanum
          Il prezzo di acquisto previsto per la cessione del credito è calcolato sull’importo nominale del credito di imposta maturato e varia in base alla tipologia di bonus edilizio e al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidatoti dalla Banca è quindi pari al:
          • 91,82% del valore nominale del credito fiscale (101 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni
          • 92% del valore nominale del credito fiscale (92 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni
          • 80% del valore nominale del credito fiscale (80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni
          L'operazione di apertura di credito consiste nella messa a disposizione per l’azienda di una somma di denaro, da parte della Banca, per una durata massima di 18 mesi, a sostegno delle necessità finanziare connesse alla realizzazione dei lavori di riqualificazione degli immobili, ai sensi della richiamata normativa, con impegno dell’azienda a cedere alla Banca il futuro credito di imposta. L’importo dell’apertura di credito concessa dalla banca non può risultare superiore al 50% degli interventi per i quali è prevista la maturazione del credito di imposta. L’ammontare complessivo degli utilizzi della linea non potrà in ogni caso superare il controvalore a cui la Banca acquisterà il credito di imposta che l’azienda si impegna a cedere. La linea di credito è collegata ad uno specifico conto corrente, esente da spese, intestato all’azienda e che può essere utilizzato solo per la gestione dell’apertura di credito. Il rientro della linea potrà avvenire a maturazione e successiva cessione alla Banca del credito di imposta. Per questo, al momento della sottoscrizione dell’apertura di credito, la Banca ti chiede di sottoscrivere un impegno a cederle il credito d’imposta che maturerà, in sede di SAL (valido ad esempio nei casi di superbonus 110%) e/o a fine lavori.
          Qui il foglio informativo mps
          Unicredit mette a disposizione le seguenti soluzioni • acquisto crediti fiscali • apertura di credito a scadenza per anticipo contratti / fatture Attraverso il contratto di cessione del credito fiscale, il beneficiario si impegna a cedere alla Banca i futuri crediti fiscali che matureranno in seguito alla realizzazione dei lavori previsti dalla legge ed a destinare i proventi derivanti dalla cessione dei suddetti crediti fiscali diventati certi liquidi ed esigibili sul proprio conto corrente acceso presso la Banca a estinzione o riduzione del finanziamento concesso.
          I soggetti interessati possono richiedere una apertura di credito per anticipo contratti-fatture della durata massima di 18 mesi, mediante accensione di un conto corrente a termine dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni (TAEG 2,79% Persone Fisiche - TAEG 6,57% Imprese e Condomini).
          La linea di credito dovrà essere utilizzata per pagare gli interventi che danno diritto ai benefici fiscali e nel limite massimo dell’importo del credito fiscale ceduto. Le somme derivanti dalla cessione del credito fiscale dovranno essere utilizzate per rimborsare la linea di credito concessa.
          La percentuale anticipabile sui contratti – fatture è:
          • per le Imprese fino al 60% della cessione del credito fiscale
          • per i Condomìni fino al 100% della cessione del credito fiscale
          • per le Persone fisiche fino al 100% della cessione del credito fiscale
          Per poter utilizzare la linea di credito i persone fisiche e i Condomini devono presentare alla Banca la fattura da pagare, o il contratto con la ditta, con le modalità previste dalla normativa per ottenere i benefici fiscali. Esempio:
          • 1 settembre 2020 - sottoscrizione impegno a cedere i futuri crediti fiscali alla banca, che si impegna ad acquistarli;
          • 30 novembre 2020 - maturazione e cessione dei crediti fiscali sorti a seguito di asseverazione che certifica il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
          • 15 gennaio 2021 - maturazione e cessione dei crediti fiscali derivanti dal raggiungimento del 60% di lavori con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
          • 1 marzo 2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali residui a fine lavori, a seguito di avvenuta validazione del rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
          E’ prevista l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa senza costi fissi fino a 30 operazioni, da mantenere aperto fino alla conclusione della gestione dei flussi e del finanziamento concesso nelle more della maturazione del credito fiscale finalizzato all’avvio dei lavori.
          Allegati: Foglio Informativo UniCredit

          Tutti gli utilizzi del Bonus

          I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

          Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
          Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
          Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
          Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

          Residuo annuo non utilizzabile

          Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

          (Vedi Esempio di Calcolo)


          La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
          Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
          (Qui l’approfondimento Sconto)
          La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
          (Qui l’approfondimento)
          La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
          (Qui l’approfondimento)


          Approfondimenti

          Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

          • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
          • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
          • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
          • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

          E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
          L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
          Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
          Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
          Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
          Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

          Deduzione

          La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

          Esempio di deduzione:

          • Reddito 30.000
          • Spese deducibili 5.000
          • Reddito Tassato 25.000
          • Imposte 5.000

          Detrazione

          La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

          Esempio di Detrazione:

          • Reddito 30.000
          • Spese deducibili 5.000
          • Reddito Tassato 25.000
          • Imposte 5.000
          • Detrazione Imposta 5.000
          • Versamenti 0

          In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
          Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
          Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
          E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

          I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

          1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
          2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

           Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
          La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
          Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

          Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

          Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

          Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

          Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

          Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


          Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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            EcoBonus 110 – Tetto e Copertura dell’Edificio

            Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

            Il tetto è una spesa ammissibile al 110%?

            La copertura dell’abitazione certamente può avere dei requisiti per essere classificata tra gli interventi di l’isolamento termico dell’involucro.

            Può bene trattarsi quindi di Isolamento termico di superfici orizzontale poichè interessa l’involucro dell’edificio e come tale beneficiare dell’Ecobonus 110%.


            Inoltre l’isolamento termico è da solo intervento trainante, potendo quindi trainare, al beneficio della maggiore percentuale di Bonus, l’Impianto Fotovoltaico e altre spese di Efficienza Energetica.

            Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

            1. Riqualificazione Energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro bonus ordinario 75%).
            2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
            3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
            4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
            5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
            6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
            7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
            Tra gli interventi di "Efficientamento Energetico", vi sono quelli di "Riqualificazione Energetica".
            Possono rientrare nella Riqualificazione Energetica tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione.

            Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato"


            La funzione di risultato dovrebbe comprendere tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee a conseguire determinati livelli di risparmio energetico.

            Detto ciò potrebbe rientrare, per esempio, la realizzazione di pareti interne o pavimenti, oltre ovviamente infissi e finestre, se si rispettano delle specifiche (es coibentazione) tali da poter raggiungere un migliore indice di prestazione energetica.

            E' consigliabile rivolgersi ad esperti.


            Condizioni di ammissibilità

            1. La legge di bilancio 2021, in vigore dall’01/01/2021, per gli interventi di coibentazione del tetto, ha eliminato il limite di incidenza della superficie disperdente di almeno il 25% rispetto a quella del sottotetto.
            2. L’intervento nel suo complesso deve comunque mirare alla riduzione di almeno due classi energetiche.

            E’ consigliabile affidarsi ad esperti.


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              Modelli di Asseverazione - Requisiti Tecnici - Testo Normativo - Responsabilità dei Tecnici - Polizza Assicurativa - By SantoORSA ... leggi
              Occorre chiarire subito che se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l'intera copertura dell'investimento dall'altra è necessario ... leggi

              EcoBonus 110 – Faq Quesiti e Risposte

              Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

              Tre raccolte autorevoli di Quesiti e Risposte (Faq) su EcoBonus 110%:

              Le Faq del Ministero Economia Finanze sono state pubblicate tramite facebook dal sottosegretario di Stato dall’On. Alessio Villarosa


              Faq MEF di particolare interesse

              • L’inquilino di un appartamento preso in locazione può beneficiare del Superbonus?
                • Sì, può beneficiarne ma ai fini dell’esecuzione dei lavori è necessaria l’approvazione del proprietario. Inoltre il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato.
               
              • Si applica il Superbonus agli interventi effettuati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario?
                • No. L’Agenzia delle entrate, con la Circolare 24/2020 (vedi punto 1.1), ha ribadito che il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario (o in comproprietà fra più soggetti). Questa posizione è basata sul fatto che nell’ambito dei soggetti ammessi alle agevolazioni, la norma (comma 9 dell’art. 119 del D.L. 34/2020) fa espresso riferimento ai “condomìni”, mentre per quanto riguarda le “persone fisiche” si fa riferimento testuale alle “singole unità immobiliari” che però devono essere funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, in pratica escludendo la possibilità di intervenire su parti comuni di edifici (in quanto non vi è condominio). Si ricorda che con vari emendamenti al c.d. Decreto Agosto presentati al Senato della Repubblica (57.0.63; 113.0.61; 80.0.8; 80.0.10) si sta cercando di rendere applicabile il Superbonus anche alle comunioni e alle ipotesi di unico proprietario di intero edificio.
               
              • Un contribuente, comproprietario con il coniuge di un intero edificio composto da più unità immobiliari, autonomamente accatastate, può usufruire del Superbonus per la sostituzione degli infissi sulle singole unità immobiliari e per il rifacimento del cappotto termico dell’intero edificio?
                • No. Non è possibile beneficiare del Superbonus né per le spese sostenute per il cappotto termico né per le spese di sostituzione degli infissi effettuati sulle singole unità immobiliari, in quanto l’edificio non è costituito in condominio. L’Agenzia delle entrate, con la Circolare 24/2020 (vedi punto 1.1), ha ribadito che il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o, come in questo caso, in comproprietà fra più soggetti.
              • Quali esclusioni operano?
                • Il Superbonus non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).
              • Su quante unità immobiliari posso effettuare interventi di efficientamento energetico?
                • È possibile accedere al Superbonus per gli interventi trainati al massimo per due unità immobiliari. Il limite delle due unità non si applica invece alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio (vedi art. 119 comma 15 bis del Decreto Rilancio).
               
              • In caso di unità immobiliari locate o in comodato, il conduttore/comodatario può effettuare gli interventi anche se il proprietario intende fruire del Superbonus su altre due unità immobiliari?
                • Sì. Il Superbonus, ai sensi del comma 10 dell’art. 119 del Decreto Rilancio, spetta ai contribuenti persone fisiche relativamente alle spese sostenute per interventi realizzati su massimo due unità immobiliari. Tale limitazione non si applica, invece, alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio. In altri termini, la norma esclude la possibilità che una persona fisica possa beneficiare del Superbonus per più di due immobili, prescindendo dal titolo di possesso degli stessi. Nell’ipotesi prospettata, pertanto, una persona fisica che detiene l’unità immobiliare in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, può fruire del Superbonus, nel rispetto di ogni altro requisito richiesto dalle norme agevolative, a prescindere dal fatto che il proprietario dell’immobile abbia o meno fruito del Superbonus per interventi effettuate su altre due unità immobiliari.
              • Cosa si intende per impianto di riscaldamento? Una stufa a legna o a pellet può essere considerata impianto di riscaldamento?
                • Ai sensi del punto l-tricies del comma 1 dell’art. 2 del D. Lgs. 192/2005, come recentemente modificato dal D. Lgs. 48/2020, per impianto termico si intende: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Grazie alla nuova definizione normativa di impianto termico, le stufe a legna o a pellet -ma anche caminetti e termocamini- sono ora considerati “impianto di riscaldamento”. Di conseguenza sarà possibile accedere al Superbonus, sempre che vi sia il conseguimento di un risparmio energetico (concretamente difficile da raggiungere nella dismissione di impianti a biomassa) e che vi sia un salto di due classi energetiche dell’edificio da prima a dopo gli interventi. Resta, poi, il problema dell'Ape: in presenza di camini e stufe a legna, il calcolo da parte dei tecnici potrebbe non essere così semplice, richiedendo il ricorso a calcoli standard e simulazioni. 
               
              • Posso considerare come intervento trainato la sostituzione di climatizzatori su parti private?
                • La normativa non fa esplicito riferimento ai condizionatori, né includendoli né escludendoli. Si può quindi dedurre che se vengono rispettati i requisiti previsti dal D. Lgs. 192/05, come modificato dal D. Lgs. 40/2020 per la definizione di “impianti di riscaldamento”, la sostituzione di climatizzatori possa rientrare nel Superbonus al 110% come intervento trainato.
               
              • Sostituisco l’impianto termico, i lavori relativi al ripristino dell’intonaco e del pavimento godono del Superbonus?
                • Sono comprese tra le spese detraibili al 110% quelle sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento (per esempio, le spese per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, se connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento). Si precisa che l’individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato.
               
              • Con la sostituzione dell’impianto termico con altro radiante a pavimento, le spese di sostituzione della pavimentazione sono comprese nel bonus con la stessa aliquota?
                • Sono detraibili nella misura del 110 per cento talune spese sostenute in relazione agli interventi che beneficiano del Superbonus, a condizione, tuttavia, che l’intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato. Si tratta, in particolare delle spese sostenute per l’acquisto dei materiali e degli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi.
               
              • È possibile usufruire del Superbonus per l’installazione di impianti di climatizzazione invernale?
                • No. La norma prevede che il Superbonus si applichi solo alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, e non anche alla loro installazione. La norma si pone in linea con quanto previsto per l’Ecobonus, per il quale non rientrano nell’ambito applicativo della detrazione le installazioni di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne siano sprovvisti, con l’eccezione dal 1° gennaio 2015 dell’installazione dei generatori alimentati a biomassa.
               
              • Se decido di cambiare la mia vecchia caldaia con una a condensazione con classe energetica A e in aggiunta sostituisco i serramenti, le detrazioni sono entrambe del 110%?
                • Sì. Se si sostituisce l’impianto di climatizzazione invernale di un condominio, di un edificio unifamiliare, oppure di un’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, si ha diritto al Superbonus al 110%, trattandosi di un intervento cosiddetto “trainante”. Anche le spese per i serramenti potranno godere della detrazione al 110% (intervento cosiddetto “trainato”) se realizzato congiuntamente all’intervento trainante e sempreché gli interventi assicurino, nel loro complesso, il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Come precisato nella circolare n. 24/E del 2020, la maggiore aliquota si applica agli interventi trainati a condizione che gli interventi siano effettivamente conclusi. Gli interventi si considerano effettuati congiuntamente quando le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti ammessi al Superbonus. Il conseguimento del miglioramento di due classi energetiche deve essere asseverato mediante le attestazioni di prestazione energetica (APE), secondo le indicazioni del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020.
              • La facciata del condominio è senza intonaco. Posso considerare l’esecuzione ex novo dell’intonaco su cui applicherò il ‘cappotto’ come ammesso a detrazione?
                • Anche la fase dell’intonacatura, che nella sostanza consiste nel rifacimento della facciata, può fruire della detrazione del 110%. L’applicazione della percentuale di detrazione è possibile in considerazione dell’accessorietà del costo per l’intonaco rispetto alla spesa sostenuta per il cappotto termico. In pratica, l’intervento deve essere considerato unitariamente in quanto finalizzato all’isolamento dell’edificio.
               
              • È possibile applicare il Superbonus alle spese di tinteggiatura della facciata esterna di un edificio sostenute nell’anno 2020?
                • No, questa tipologia di interventi non rientra nell'ambito applicativo della norma. È possibile, però, usufruire del “bonus facciate” nella misura del 90% delle spese documentate sostenute nell'anno 2020. Anche per queste spese, il contribuente può, inoltre, scegliere se optare per il cosiddetto “sconto in fattura”, cioè un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi, oppure per la cessione di un credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e altri intermediari finanziari
              • È possibile usufruire del Superbonus nel caso di un immobile non in regola dal punto di vista urbanistico?
                • No, gli edifici con abusi edilizi non sanati sono esclusi dal Superbonus. Non si possono applicare incentivi dove non c’è conformità edilizia ed urbanistica.
               
              • Una minima discordanza tra progetto e costruito fa decadere dal Superbonus?
                • Dipende dalla discordanza. L’art. 34 bis del DPR 380/2001, recentemente introdotto dal Decreto Semplificazioni, prevede che il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2 % delle misure previste nel titolo abilitativo. È quindi ammessa una limitata tolleranza superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali.
               
              • Cosa è il certificato di conformità urbanistica e a cosa serve?
                • Il certificato di conformità urbanistica consente di verificare se l’immobile presenta una difformità o un abuso edilizio. Si tratta di quel documento che attesta la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e il titolo edilizio con cui è stato realizzato. Grazie ad esso sarà possibile stabilire se l’immobile è in regola oppure no e, in quest’ultimo caso, l’entità dell’abuso.
               
              • Sono proprietario di un immobile realizzato quando non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio. Come faccio a certificarne lo stato legittimo?
                • Il Decreto Semplificazioni ha modificato l’art. 9 bis del DPR 380/2001, stabilendo che per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto ovvero da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d'archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza. A tali documenti va aggiunto il titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio sull’immobile o sull’unità immobiliare, integrato con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.
              • Quali sono gli adempimenti necessari ai fini del Superbonus?
                • È necessario effettuare gli adempimenti ordinariamente previsti per Ecobonus, Sismabonus e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Inoltre, è necessario acquisire: 
                  • il visto di conformità che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus, ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto;
                  • l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonchè della congruità delle spese sostenute, ai fini della detrazione, nonché dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.
               
              • Come deve avvenire il pagamento delle spese per l’esecuzione degli interventi (salvo l’importo del corrispettivo oggetto di sconto in fattura), per fruire del Superbonus?
                • Il pagamento deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. L’obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico non riguarda i soggetti esercenti attività d'impresa. Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane SPA nonché gli istituti di pagamento - autorizzati in base alle disposizioni di cui al D. Lgs. 11/2010 e al D. Lgs. 385/1993 a prestare servizi di pagamento - applicano, all'atto dell’accredito dei relativi pagamenti, la ritenuta d’acconto (attualmente nella misura dell’8 per cento) di cui all’articolo 25 del D.L. 78/ 2010. A tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (cfr. circolare 08/07/2020, 24/E, pag. 41).
               
              • Il tecnico che redige l’asseverazione deve allegare il computo metrico?
                • Sì, deve allegare il computo metrico. Sul punto si veda il decreto requisiti tecnici, articolo 8 e allegato A par. 13.


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                Interventi Principali

                Sono ammessi all’EcoBonus nella misura del 110% le spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, per i seguenti interventi:

                ....su superfici verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio
                • Spesa Max 60.000
                • Bonus Max 66.000
                ...di climatizzazione invernale esistenti
                • Spesa Max 30.000
                • Bonus Max 33.000
                ...zone sismiche 1-2-3
                • Spesa Max 96.000
                • Bonus Max 105.600


                Interventi Trainanti

                Sono “trainanti” quegli interventi grazie ai anche quali “altri interventi” possono beneficiare dello stesso SuperBonus 110%.

                Gli “interventi trainanti” sono due:

                1. Isolamento Termico
                2. Sostituzione Impianto di Climatizzazione

                Gli interventi di riduzione del rischio sismiconon sono trainanti

                Ciò vuol dire che gli interventi di riqualificazione energetica (es. sostituzione di infissi), se realizzati contestualmente a interventi di riduzione del rischio sismico, non beneficiano della percentuale straordinaria del 110%, ma solo di quella ordinaria.



                “Altri Interventi” non trainanti

                Gli Altri Interventi “Non Trainanti” ammessi al 110%, se realizzati congiuntamente ad uno degli interventi “trainanti”, sono:

                Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
                • Isolamento termico
                • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

                Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

                1. Riqualificazione Energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro bonus ordinario 75%).
                2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
                3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
                4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
                5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
                6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
                7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
                Tra gli interventi di "Efficientamento Energetico", vi sono quelli di "Riqualificazione Energetica".
                Possono rientrare nella Riqualificazione Energetica tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione.

                Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato"


                La funzione di risultato dovrebbe comprendere tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee a conseguire determinati livelli di risparmio energetico.

                Detto ciò potrebbe rientrare, per esempio, la realizzazione di pareti interne o pavimenti, oltre ovviamente infissi e finestre, se si rispettano delle specifiche (es coibentazione) tali da poter raggiungere un migliore indice di prestazione energetica.

                E' consigliabile rivolgersi ad esperti.

                Devono essere (TRAINATI) realizzati con almeno uno dei seguenti interventi:
                • Isolamento termico
                • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
                • Riduzione del Rischio Sismico
                Approfondimenti su Impianto Fotovoltaico
                Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
                • Isolamento termico
                • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
                Ammontare massimo delle spese pari a 3.000 euro.
                Qui l’approfondimento sugli interventi non trainanti

                Requisti Tecnici

                I due decreti attuativi (Decreto Requisti tecnici e Decreto Asseverazione), definiscono sia i requisiti tecnici per il Superbonus e il Sismabonus al 110% sia la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, tra cui Enea.

                Al decreto Requisiti inoltre troviamo disponibile una utilissima tabella di sintesi in cui sono raccolti tutti i riferimenti legislativi in vigore e tutti gli interventi ammessi alle agevolazioni distinti per tipologia di spesa e percentuale di detrazione.

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                  EcoBonus 110 – Interventi diversi da quelli Trainanti”

                  Ultima Modifica in Marzo 11, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

                  Quali sono gli altri Interventi che beneficiano del 110%?

                  Gli “Altri Interventi”, diversi da quelli cosiddetti trainanti, sono interventi “TRAINATI” ammessi al superbonus 110%, se realizzati congiuntamente agli interventi principali “trainanti”.

                  Ai fini dell’applicazione del superbonus, le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, devono essere ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti.

                  Sono considerati Altri Interventi quelli trainati, cioè NON trainanti“:

                  Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
                  • Isolamento termico
                  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

                  Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

                  1. Riqualificazione Energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro bonus ordinario 75%).
                  2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
                  3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
                  4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
                  5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
                  6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
                  7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
                  Tra gli interventi di "Efficientamento Energetico", vi sono quelli di "Riqualificazione Energetica".
                  Possono rientrare nella Riqualificazione Energetica tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione.

                  Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato"


                  La funzione di risultato dovrebbe comprendere tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee a conseguire determinati livelli di risparmio energetico.

                  Detto ciò potrebbe rientrare, per esempio, la realizzazione di pareti interne o pavimenti, oltre ovviamente infissi e finestre, se si rispettano delle specifiche (es coibentazione) tali da poter raggiungere un migliore indice di prestazione energetica.

                  E' consigliabile rivolgersi ad esperti.

                  Devono essere (TRAINATI) realizzati con almeno uno dei seguenti interventi:
                  • Isolamento termico
                  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
                  • Riduzione del Rischio Sismico
                  Approfondimenti su Impianto Fotovoltaico
                  Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
                  • Isolamento termico
                  • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
                  Ammontare massimo delle spese pari a 3.000 euro.

                  A differenza dell’impianto fotovoltaico, le spese di riqualificazione energetica e quelle per la ricarica di veicoli elettrici, se realizzate contestualmente agli interventi di riduzione del rischio sismico, non beneficiano del 110%. Per beneficiare del 110% devono quindi essere congiunti a “Isolamento Termico” o “Sostituzione Impianto di Climatizzazione”.

                  Qualora gli interventi non venissero realizzati congiuntamente ad uno degli interventi “trainanti”, andrebbero a beneficare di una detrazione diversa e inferiore, 50%-65%-75% a seconda dell’intervento e ripartita in 10 quote annuali.


                  Interventi di Efficientamento Energetico “NON trainanti”

                  Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

                  1. riqualificazione energetica (vedi nota sotto) di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro)
                  2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
                  3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
                  4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
                  5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
                  6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
                  7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

                  Gli interventi di riqualificazione energetica possono riguardare tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione. Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una “funzione di risultato”, ovvero a tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee  a  conseguire  determinati  livelli  di  risparmio energetico. Per fare qualche esempio anche l’installazione di  pareti interne,  o pavimenti, o infissi e finestre può raggiungere migliore indice di prestazione energetica. 

                  Fa discutere ultimamente la risposta della Agenzia delle Entrate (nr 43 del 18/01/2021) all’interpello di un contribuente attinente gli interventi di riqualificazione energetica. Secondo l’agenzia il Superbonus non spetta sulle spese per un intervento di riqualificazione energetica globale del fabbricato ai sensi del comma 344 della legge n. 296 del 2006, essendo considerato un intervento a se stante e pertanto non combinabile con altri, facendo riferimento ad una precedente circolare 19/E dell’8 luglio 2020. Quest’ultima circolare infatti conferma l’obbligo in capo al contribuente di scegliere una delle agevolazioni di cui può fruire indicando il riferimento normativo nella scheda da inviare all’ENEA: la scelta di agevolare un intervento, ai sensi del comma 344, impedisce al contribuente di fruire, per il medesimo intervento o anche per parti di esso, delle altre agevolazioni. Avendo il contribuente, nel caso in esame, fatto esplicito riferimento agli interventi ai sensi del comma 344, probabilmente l’Agenzia intende esercitata tale opzione, senza però dare importanza all’esplicita estensione di cui al comma 2 dell’articolo 119 DL 34/2020, secondo la quale l’aliquota del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63.


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                    EcoBonus 110 – Impianto Fotovoltaico – Condizioni e Limiti di Spesa

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                    Condizione di ammissibilità

                    L’Impianto Fotovoltaico per essere ammesso alla detrazione del 110%, da ripartire in 5 anni o da cedere a terzi sotto forma di Credito di Imposta, deve essere realizzato congiuntamente ad almeno uno dei seguenti interventi:

                    1. Interventi di isolamento Termico
                    2. Interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione
                    3. Interventi volti alla riduzione del rischio sismico

                    L’impianto fotovoltaico è ammesso quindi al super bonus 110% anche se realizzato contestualmente alla semplice sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale.

                    Qualora, invece, intervento non fosse congiunto e contestuale ad uno degli interventi di cui sopra, le spese dell’impianto fotovoltaico andrebbero a beneficare di una detrazione diversa e inferiore, quella attualmente in vigore pari al 50% delle spese sostenute da ripartire in 10 quote annuali

                    Limiti di spesa

                    Euro 48.000 Impianto Fotovoltaico

                    Euro 48.000 Sistemi di Accumulo


                    Euro 96.000 Totale spesa Ammissibile

                    Le spese dell’impianto fotovoltaico sono ammesse fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW

                    La detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

                    Ultime precisazioni dell’Agenzia delle Entrate (28/09/2020 – Risoluzione 60) chiariscono che i sistemi di accumulo integrati fruiscono di un doppio limite di spesa 48mila euro. Ciò significa che tra impianto fotovoltaico e sistema di accumulo si arriva a un limite di spesa pari a 96mila euro.


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                      Qui l’approfondimento Interventi Trainanti

                      Qui l’approfondimento Interventi diversi da quelli “trainanti”


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                      EcoBonus 110 – Costi zero?

                      Ultima Modifica in Gennaio 11, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

                      Dubbi infondati

                      Alcuni non accettano il concetto del costo zero, definendolo una bufala. Il costo zero è invece una realtà.

                      Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all’EcoBonus.

                      Ma, le spese si dovrebbero anticipare?

                      Bhe, ovvio il beneficiario pur restando uno strumento agevolativo senza precedenti.

                      Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell’IVA.

                      Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                      Molte Banche hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l’anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell’economia di tutta l’operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l’abitazione.

                      Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, di essere fornitori, con guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzi.

                      Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.

                      Chi comprerebbe il credito di imposta?

                      Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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                      Piena Operatività

                      Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 ottobre 2020:

                      Ricordiamo che la cessione del credito potrà essere comunicata telematicamente all’Agenzia delle Entrate solo a partire dal 15 ottobre 2020.

                      Con la pubblicazione ci sono i i nuovi massimali di costo (da considerare al netto di IVA, prestazioni professionali e costo per installazione e per posa in opera). A titolo esemplificativo, per la sostituzione degli infissi, il costo massimo detraibile è fissato tra i 650 ed i 750 euro al metro quadro, a seconda della zona climatica di riferimento, mentre per le schermature solari o ombreggianti, l’importo massimo di spesa detraibile è pari a 230 euro al metro quadro.

                      In Decreto Asseverazione è strutturato come segue:

                      • Prescrizioni sulla Asseverazione del tecnico (articolo 2 e 3)
                      • Requisiti degli interventi (articolo 4)
                      • Controlli e Sanzioni (articolo 5 e 6)
                      • Comunicazione alla Agenzia delle entrate (articolo 7)
                      • Rendicontazione (articolo 8)
                      • Allegati (schema asseverazione)

                      In Decreto Requisti è strutturato come segue:

                      • Tipologia e caratteristiche degli interventi (articolo 2)
                      • Limiti delle Agevolazioni (articolo 3)
                      • Soggetti ammessi (articolo 4)
                      • Limiti di spesa (articolo 5)
                      • Adempimenti (articolo 6, 7, 8)
                      • Cessione del Credito (articolo 9)
                      • Monitoraggio e Controlli (articolo 10 e 11)
                      • Allegati (Requisti e Massimali di costo degli interventi)

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                      La sola “sostituzione” dell’impianto di climatizzazione beneficia del 110%

                      La sostituzione di un impianto di climatizzazione è un intervento che può beneficiare della detrazione del 110%, anche senza la concomitanza di altri interventi.

                      Non solo, al pari degli interventi di isolamento termico, la sostituzione di un impianto è considerato intervento “trainante”, nel senso che grazie a questo intervento anche altri interventi di efficienza energetica, quali ad es sostituzione di infissi, impianto fotovoltaico, beneficiano del 110% .

                      Ciò trova riscontro legislativo nella norma istitutiva dell’agevolazione (110%), nel cosiddetto”Decreto Rilancio“, all’articolo 119 comma 1, lettera B) e C).

                      ART 119 – La detrazione (110%)…omissis…è prevista nei casi:

                      Comma 1, lettera B)

                      Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti …

                      Comma 1, lettera C)

                      Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti …

                      Infatti nello specifico le spese ammesse all’agevolazione secondo l’articolo 5 lettera d) del Decreto Requisiti sono:

                      lettera D): interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda e l’installazione di sistemi di building automation attraverso:

                      1. fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti termici;
                      2. smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale.”o totale, “fornitura e posa in opera” di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d’arte, di impianti di climatizzazione invernale con impianti di cui all’articolo 2, comma l, lettera e). omissis
                      3. fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici o delle unità abitative, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici.
                        Non è compreso tra le spese ammissibili l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire da remoto con le predette apparecchiature, quali telefoni cellulari, tablet e personal computer o dispositivi similari comunque denominati.

                      L’articolo 2 del Decreto Requisiti, alle lettere C), D) ed E), a cui si rimanda, elenca le caratteristiche che devono avere i nuovi impianti di acqua calda sanitaria e di climatizzazione (collettori solari, caldaie a condensazione, termoregolazione, pompe di calore, ecc)

                      Asseverazione non sempre necessaria

                      Se gli interventi che beneficiano del 110% si limitano ai soli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione, l’asseverazione che in genere deve essere prodotta da un tecnico abilitato, può essere sostituita da idonea documentazione prodotta dal fornitore degli apparecchi.

                      Restano fermi gli altri adempimenti a cui si rimanda.

                      La sola sostituzione dell’impianto di “acqua calda sanitaria” beneficia del 110%

                      Il decreto attuativo, della norma istituiva dell’agevolazione, è stato chiamato “Decreto Requisiti”. Tale decreto nel confermare le prescrizioni richiamate, amplia gli interventi di sostituzione. Ciò anche in forza del Dlgs 48/2020, in vigore dall’11 giugno, che amplia la definizione di impianto termico contemplando anche l’impianto destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria. Infatti la nuova definizione di impianto termico è la seguente; «impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria. Attenzione però che, non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate».

                      Non solo quindi la climatizzazione ma anche la sola sostituzione dell’impianto di acqua calda sanitaria può oggi beneficiare dell’agevolazione 110%, purchè l’impianto sia centralizzato e al servizio di più unità immobiliari.

                      Resta sempre da garantire il prerequisito del risparmio energetico, il salto di due classi energetiche dell’edificio.


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                        La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                        *Dati obbligatori



                        Riferimenti Normativi:

                        Articolo 119 Decreto Rilancio

                        Decreto Requisti

                        CIRCOLARE N. 24/E 08/08/2020 Agenzia delle Entrate

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                        EcoBonus – Come monetizzare il credito di imposta – Cessione in Banca

                        Ultima Modifica in Marzo 12, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

                        Come è noto il beneficiario dell’EcoBonus 110% ha quattro opzioni di utilizzo tra cui la “Cessione in banca” che qui approfondiremo.

                        La legge da il diritto al Beneficiario del credito d’imposta di trasferire, in cambio di un corrispettivo, la piena titolarità alla Banca, che lo potrà utilizzare nelle modalità e nei tempi previsti dalla normativa.

                        Oltre all’acquisto del credito fiscale le banche in genere offrono a Privati, Condomìni, Imprese, una copertura finanziaria dell’investimento mediante l’anticipazione dell’importo dei lavori. L’utilizzo in tempi successivi da parte della banca del credito rappresenta una forma di rimborso dell’anticipazione.


                        Dettaglio offerte di acquisto

                        Banca Offerta su 110 di credito
                        Fineco 105
                        Poste Italiane 103
                        Unicredit 102
                        Banca Intesa 102
                        Mediolanum 102
                        MPS 101
                        BNL 100
                        E' l'UniCredit la banca che propone la prima offerta di acquisto del credito di imposta.
                        Il foglio informativo pubblicato da UniCredit offre ai contribuenti un PREZZO DI ACQUISTO valevole fino al 30 settembre 2020, diverso per tipo di contribuente e tipologia di credito:
                        • Persone fisiche e Condomini - € 102 per ogni 110€ di credito di imposta
                        • Imprese - € 100 per ogni 110€
                        • Crediti fiscali diversi dal Superbonus 110% - € 78 per ogni 100€
                        In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102.
                        Anche Banca Intesa ha pubblicato la sua offerta di acquisto
                        (Qui il foglio Informativo Banca Intesa).
                        Attraverso tale offerta, il Contribuente/Beneficiario che ha maturato un credito d’imposta lo trasferisce pro-soluto e a titolo definitivo alla banca il credito ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata. Offerte di acquisto Banca Intesa:
                        • EcoBonus 110% - Prezzo di Acquisto 92,70% del credito
                        • Diversi da EcoBonus con detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,10% del credito
                        • Diversi da EcoBonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito
                        In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102 (pari al 92,70% di 110).
                        Poste Italiane ha annunciato il suo ingresso in campo con la piattaforma online o, in alternativa, gli sportelli sul territorio.

                        Poste mette in campo un meccanismo di cessione del credito a rimborso dei costi già sostenuti da imprese e privati.


                        L'offerta in linea generale proposta a privati e piccole imprese è che, a fronte della cessione del 110% del bonus per tutti i cinque anni, Poste rimborserà in un’unica soluzione il 103% .
                        La procedura di PosteItaliane mira all'obiettivo "Documenti Zero". Infatti il cliente di Poste deve avere già la titolarità del credito, già perfezionata dal visto di conformità.
                        Qui la pagina PosteItaliane
                        L’importo liquidato sarà pari a:
                        • 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni(pari al 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
                        • 85 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni(pari all’85% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
                        Per esempio:
                        • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 110% (Superbonus) con recupero fiscale in 5 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 105.000 euro
                        • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 80% con recupero fiscale in 10 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 68.000 euro
                        Offerte di acquisto BNL:
                        • EcoBonus 110% detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,91% del credito
                        • Bonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito

                        Esempio di vendita a BNL (Ecobonus 110%):
                        • Spese 100
                        • Credito di imposta 110
                        • Valore di vendita 100 (pari al 90,91% di 110)
                        La banca pagherà al Cedente/Beneficiario 100€ per ogni 110€ di credito
                        Il Cedente/Beneficiario può ottenere il pagamento del corrispettivo in via anticipata senza dover attendere la compensazione su più annualità.
                        All'Operazione Anticipi su contratti viene applicato un Tasso Nominale 7,60% e TAEG 11,75%

                        L’operazione di cessione è condizionata all’avverarsi di determinate condizioni sospensive (previste dalla normativa e/o indicate nel contratto).

                        Alla verifica di tali condizioni il controvalore del credito di imposta sarà utilizzato ai fini del rimborso dell’anticipo concesso.

                        Nel caso in cui non si verifichino tali condizioni sospensive previste nel contratto di cessione del credito o il controvalore della cessione non sia sufficiente ad estinguere l’affidamento, il cliente è tenuto a pagare alla banca quanto dovuto alla data di scadenza dell’anticipo su contratto concesso.


                        Foglio informativo della Banca BNL
                        Le modalità di intervento previste sono due:
                        1.  Anticipo di liquidità e contestuale promessa di cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che hanno necessità di liquidità e vogliono cedere i loro crediti.
                        2. Cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che vogliono esclusivamente cedere il credito d’imposta.

                        L'offerta di acquisto è riservato alla clientela retail di Banca Mediolanum. Il prezzo di acquisto è di 102 euro su 110 euro.
                        Qui il comunicato Mediolanum
                        Il prezzo di acquisto previsto per la cessione del credito è calcolato sull’importo nominale del credito di imposta maturato e varia in base alla tipologia di bonus edilizio e al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidatoti dalla Banca è quindi pari al:
                        • 91,82% del valore nominale del credito fiscale (101 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni
                        • 92% del valore nominale del credito fiscale (92 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni
                        • 80% del valore nominale del credito fiscale (80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni
                        L'operazione di apertura di credito consiste nella messa a disposizione per l’azienda di una somma di denaro, da parte della Banca, per una durata massima di 18 mesi, a sostegno delle necessità finanziare connesse alla realizzazione dei lavori di riqualificazione degli immobili, ai sensi della richiamata normativa, con impegno dell’azienda a cedere alla Banca il futuro credito di imposta. L’importo dell’apertura di credito concessa dalla banca non può risultare superiore al 50% degli interventi per i quali è prevista la maturazione del credito di imposta. L’ammontare complessivo degli utilizzi della linea non potrà in ogni caso superare il controvalore a cui la Banca acquisterà il credito di imposta che l’azienda si impegna a cedere. La linea di credito è collegata ad uno specifico conto corrente, esente da spese, intestato all’azienda e che può essere utilizzato solo per la gestione dell’apertura di credito. Il rientro della linea potrà avvenire a maturazione e successiva cessione alla Banca del credito di imposta. Per questo, al momento della sottoscrizione dell’apertura di credito, la Banca ti chiede di sottoscrivere un impegno a cederle il credito d’imposta che maturerà, in sede di SAL (valido ad esempio nei casi di superbonus 110%) e/o a fine lavori.
                        Qui il foglio informativo mps
                        Unicredit mette a disposizione le seguenti soluzioni • acquisto crediti fiscali • apertura di credito a scadenza per anticipo contratti / fatture Attraverso il contratto di cessione del credito fiscale, il beneficiario si impegna a cedere alla Banca i futuri crediti fiscali che matureranno in seguito alla realizzazione dei lavori previsti dalla legge ed a destinare i proventi derivanti dalla cessione dei suddetti crediti fiscali diventati certi liquidi ed esigibili sul proprio conto corrente acceso presso la Banca a estinzione o riduzione del finanziamento concesso.
                        I soggetti interessati possono richiedere una apertura di credito per anticipo contratti-fatture della durata massima di 18 mesi, mediante accensione di un conto corrente a termine dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni (TAEG 2,79% Persone Fisiche - TAEG 6,57% Imprese e Condomini).
                        La linea di credito dovrà essere utilizzata per pagare gli interventi che danno diritto ai benefici fiscali e nel limite massimo dell’importo del credito fiscale ceduto. Le somme derivanti dalla cessione del credito fiscale dovranno essere utilizzate per rimborsare la linea di credito concessa.
                        La percentuale anticipabile sui contratti – fatture è:
                        • per le Imprese fino al 60% della cessione del credito fiscale
                        • per i Condomìni fino al 100% della cessione del credito fiscale
                        • per le Persone fisiche fino al 100% della cessione del credito fiscale
                        Per poter utilizzare la linea di credito i persone fisiche e i Condomini devono presentare alla Banca la fattura da pagare, o il contratto con la ditta, con le modalità previste dalla normativa per ottenere i benefici fiscali. Esempio:
                        • 1 settembre 2020 - sottoscrizione impegno a cedere i futuri crediti fiscali alla banca, che si impegna ad acquistarli;
                        • 30 novembre 2020 - maturazione e cessione dei crediti fiscali sorti a seguito di asseverazione che certifica il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
                        • 15 gennaio 2021 - maturazione e cessione dei crediti fiscali derivanti dal raggiungimento del 60% di lavori con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
                        • 1 marzo 2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali residui a fine lavori, a seguito di avvenuta validazione del rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
                        E’ prevista l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa senza costi fissi fino a 30 operazioni, da mantenere aperto fino alla conclusione della gestione dei flussi e del finanziamento concesso nelle more della maturazione del credito fiscale finalizzato all’avvio dei lavori.
                        Allegati: Foglio Informativo UniCredit

                          Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

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                          La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                          *Dati obbligatori



                          Tutti gli utilizzi del Bonus

                          I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

                          Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
                          Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
                          Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
                          Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

                          Residuo annuo non utilizzabile

                          Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

                          (Vedi Esempio di Calcolo)


                          La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
                          Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
                          (Qui l’approfondimento Sconto)
                          La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
                          (Qui l’approfondimento)
                          La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
                          (Qui l’approfondimento)


                          Approfondimenti

                          Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

                          • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
                          • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
                          • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
                          • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

                          E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
                          L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
                          Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
                          Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
                          Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
                          Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

                          Deduzione

                          La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

                          Esempio di deduzione:

                          • Reddito 30.000
                          • Spese deducibili 5.000
                          • Reddito Tassato 25.000
                          • Imposte 5.000

                          Detrazione

                          La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

                          Esempio di Detrazione:

                          • Reddito 30.000
                          • Spese deducibili 5.000
                          • Reddito Tassato 25.000
                          • Imposte 5.000
                          • Detrazione Imposta 5.000
                          • Versamenti 0

                          In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
                          Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
                          Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
                          E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

                          I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

                          1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
                          2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

                           Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
                          La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
                          Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

                          Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

                          Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                          Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

                          Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

                          Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


                          Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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