EcoBonus 110% – Trasformazione Sconto in fattura

Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

I cittadini che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per cui si ha diritto alla detrazione del 110%, possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi in 5 quote annuali, allo Sconto in Fattura.

Sconto in Fattura

La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.

Gli interventi ammessi a vari Bonus potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite Sconto in Fattura, ossia Cessione del credito al Fornitore

E’ ragionevole però attendersi che i fornitori potrebbero essere interessati a ricevere solo un parziale pagamento tramite credito di imposta, misurato ovviamente al proprio fabbisogno finanziario di uscite fiscali. E’ facili quindi attendersi proposte commerciali da parte dei fornitori differenti tra loro in ragione di un loro diverso carico fiscale. 


Opzioni

I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

Residuo annuo non utilizzabile

Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

(Vedi Esempio di Calcolo)


La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
(Qui l’approfondimento Sconto)
La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
(Qui l’approfondimento)
La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
(Qui l’approfondimento)


Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

  • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
  • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
  • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
  • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

Deduzione

La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

Esempio di deduzione:

  • Reddito 30.000
  • Spese deducibili 5.000
  • Reddito Tassato 25.000
  • Imposte 5.000

Detrazione

La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

Esempio di Detrazione:

  • Reddito 30.000
  • Spese deducibili 5.000
  • Reddito Tassato 25.000
  • Imposte 5.000
  • Detrazione Imposta 5.000
  • Versamenti 0

In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

  1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
  2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

 Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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    La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




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