Reddito di Cittadinanza – Simulatore – Calcolo Reddito Spettante

Ultima Modifica in Gennaio 14, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Il calcolo verifica i requisiti di ammissibilità e determina verosimilmente la quota di reddito spettante variabile in rapporto al numero dei componenti familiari, ai valori patrimoniali ed economici. I dati inseriti non saranno memorizzati.

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Buoni Spesa – Come richiederli

Ultima Modifica in Giugno 23, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Fondo Ristori

Il Decreto Ristori finanza 400 milioni di Euro di Buoni Spesa

Modalità di Erogazione

Identiche a quelle di aprile e indicate nell’ordinanza n. 658 della Protezione civile del 29 marzo 2020.

Richiesta Buoni Spesa

Bisogna visitare il sito del proprio Comune di appartenenza, il quale provvede a pubblicare il bando buoni spesa e le modalità per accedere al beneficio.

Valore dei Buoni

In base alla precedente normativa, l’importo del buono acquisto ha mediamente un valore di 300 euro, tuttavia può variare da circa 100/200 euro fino a 500/600 euro.

I bonus più elevati vengono generalmente assegnati ai nuclei familiari più numerosi.

A titolo esemplificativo i buoni spesa di alcuni comuni sono erogati in base a tre fasce:
– fino a 300 euro per nuclei familiari composti da 1 o 2 persone;
– fino a 400 euro per nuclei familiari composti da 3 o 4 persone;
– fino a 500 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone.


Articoli recenti

Bonus Casa – Come vendere il credito di imposta on-line – Piattaforma SiBonus di Infocamere

Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

E’ InfoCamere, società delle Camere di Commercio Italiane, ad avere pubblicato la prima piattaforma on-line per lo scambio diretto tra venditori e acquirenti del credito di imposta. 

Si chiama “SiBonus“la nuova piattaforma.


Come funziona:

Annuncio – Accodo – Vendita


Chi può utilizzare la Piattaforma SiBonus

Il servizio è accessibile a tutti i cittadini dotati di una identità digitale SPID/CNS interessati a vendere o acquistare crediti di imposta generati a seguito dagli interventi previsti dalla legge (Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus, Bonus facciate, Bonus ristrutturazioni).

Come inserire e consultare gli annuci

Qualsiasi utente una volta acceduto al servizio potrà compilare e pubblicare gratuitamente un annuncio di vendita del proprio credito di imposta. L’annuncio sarà ricercabile e consultabile gratuitamente in modalità anonima da tutti gli utenti che, se interessati, potranno contattarti per conoscerti e avere più informazioni per acquistare il tuo credito


Qui il Link della Piattaforma SiBonus di Infocamere


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    Tutte le agevolazioni per l’Abitazione

    Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    EcoBonus 110% – Bonus Riqualificazione Energetica – Bonus Facciate – Bonus Ristrutturazione – Bonus Verde – Bonus Mobili

    Bonus

    Elenco di tutte le agevolazioni valide per il 2020 e il 2021, che interessano l’edilizia sulle abitazioni.
    Detrazione di Imposta in 5 quote annuali pari al 110% delle spesa per
    1. Isolamento termico
    2. Sostituzione Impianti di climatizzazione
    3. Interventi antisismici
    4. Installazione di impianti fotovoltaici
    5. Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
    Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari ad una percentuale che varia da 50% a 85% a seconda del tipo di intervento .

    Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

    1. riqualificazione energetica (vedi nota sotto) di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale (75%) è di 100.000 euro).
    2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
    3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
    4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
    5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
    6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
    7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
    NOTA: Gli interventi di riqualificazione energetica possono riguardare tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione. Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato", ovvero a tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee  a  conseguire  determinati  livelli  di  risparmio energetico. Per fare qualche esempio anche l'installazione di  pareti interne,  o pavimenti, o infissi e finestre può raggiungere migliore indice di prestazione energetica.
    Per le diverse percentuale consultare qui l'Allegato al Decreto Requisiti
     
    Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari al 90% delle spesa-
    Si tratta dei seguenti interventi su edifici esistenti ubicati in determinate zone:
    1. pulitura o tinteggiatura esterna
    2. recupero o restauro della facciata esterna degli

    Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici:
    1. la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
    2. la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.
     
    L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione del 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
    È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

    In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
    Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
     
    Il bonus verde consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi:
    • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
    • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
    La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.
    Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni, frigoriferi, lavastoviglie), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

    Opzioni

    Detrazione/Cessione/Sconto valide per tutti i Bonus (eccetto Bonus Verde e Bonus Mobili/Elettrodomestici)

    I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

    Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
    Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
    Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
    Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

    Residuo annuo non utilizzabile

    Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

    (Vedi Esempio di Calcolo)


    La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
    Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
    (Qui l’approfondimento Sconto)
    La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
    (Qui l’approfondimento)
    La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
    (Qui l’approfondimento)


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      EcoBonus 110 – Offerte Banche a confronto

      Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      102,00 € su 110


      102,00 € su 110


      103,00 € su 110


      105,00 € su 110


      100,00 € su 110


      102,00 € su 110

      101,00 € su 110


      Dettaglio offerte di acquisto

      Banca Offerta su 110 di credito
      Fineco 105
      Poste Italiane 103
      Unicredit 102
      Banca Intesa 102
      Mediolanum 102
      MPS 101
      BNL 100
      E' l'UniCredit la banca che propone la prima offerta di acquisto del credito di imposta.
      Il foglio informativo pubblicato da UniCredit offre ai contribuenti un PREZZO DI ACQUISTO valevole fino al 30 settembre 2020, diverso per tipo di contribuente e tipologia di credito:
      • Persone fisiche e Condomini - € 102 per ogni 110€ di credito di imposta
      • Imprese - € 100 per ogni 110€
      • Crediti fiscali diversi dal Superbonus 110% - € 78 per ogni 100€
      In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102.
      Anche Banca Intesa ha pubblicato la sua offerta di acquisto
      (Qui il foglio Informativo Banca Intesa).
      Attraverso tale offerta, il Contribuente/Beneficiario che ha maturato un credito d’imposta lo trasferisce pro-soluto e a titolo definitivo alla banca il credito ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata. Offerte di acquisto Banca Intesa:
      • EcoBonus 110% - Prezzo di Acquisto 92,70% del credito
      • Diversi da EcoBonus con detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,10% del credito
      • Diversi da EcoBonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito
      In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102 (pari al 92,70% di 110).
      Poste Italiane ha annunciato il suo ingresso in campo con la piattaforma online o, in alternativa, gli sportelli sul territorio.

      Poste mette in campo un meccanismo di cessione del credito a rimborso dei costi già sostenuti da imprese e privati.


      L'offerta in linea generale proposta a privati e piccole imprese è che, a fronte della cessione del 110% del bonus per tutti i cinque anni, Poste rimborserà in un’unica soluzione il 103% .
      La procedura di PosteItaliane mira all'obiettivo "Documenti Zero". Infatti il cliente di Poste deve avere già la titolarità del credito, già perfezionata dal visto di conformità.
      Qui la pagina PosteItaliane
      L’importo liquidato sarà pari a:
      • 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni(pari al 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
      • 85 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni(pari all’85% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
      Per esempio:
      • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 110% (Superbonus) con recupero fiscale in 5 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 105.000 euro
      • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 80% con recupero fiscale in 10 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 68.000 euro
      Offerte di acquisto BNL:
      • EcoBonus 110% detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,91% del credito
      • Bonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito

      Esempio di vendita a BNL (Ecobonus 110%):
      • Spese 100
      • Credito di imposta 110
      • Valore di vendita 100 (pari al 90,91% di 110)
      La banca pagherà al Cedente/Beneficiario 100€ per ogni 110€ di credito
      Il Cedente/Beneficiario può ottenere il pagamento del corrispettivo in via anticipata senza dover attendere la compensazione su più annualità.
      All'Operazione Anticipi su contratti viene applicato un Tasso Nominale 7,60% e TAEG 11,75%

      L’operazione di cessione è condizionata all’avverarsi di determinate condizioni sospensive (previste dalla normativa e/o indicate nel contratto).

      Alla verifica di tali condizioni il controvalore del credito di imposta sarà utilizzato ai fini del rimborso dell’anticipo concesso.

      Nel caso in cui non si verifichino tali condizioni sospensive previste nel contratto di cessione del credito o il controvalore della cessione non sia sufficiente ad estinguere l’affidamento, il cliente è tenuto a pagare alla banca quanto dovuto alla data di scadenza dell’anticipo su contratto concesso.


      Foglio informativo della Banca BNL
      Le modalità di intervento previste sono due:
      1.  Anticipo di liquidità e contestuale promessa di cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che hanno necessità di liquidità e vogliono cedere i loro crediti.
      2. Cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che vogliono esclusivamente cedere il credito d’imposta.

      L'offerta di acquisto è riservato alla clientela retail di Banca Mediolanum. Il prezzo di acquisto è di 102 euro su 110 euro.
      Qui il comunicato Mediolanum
      Il prezzo di acquisto previsto per la cessione del credito è calcolato sull’importo nominale del credito di imposta maturato e varia in base alla tipologia di bonus edilizio e al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidatoti dalla Banca è quindi pari al:
      • 91,82% del valore nominale del credito fiscale (101 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni
      • 92% del valore nominale del credito fiscale (92 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni
      • 80% del valore nominale del credito fiscale (80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni
      L'operazione di apertura di credito consiste nella messa a disposizione per l’azienda di una somma di denaro, da parte della Banca, per una durata massima di 18 mesi, a sostegno delle necessità finanziare connesse alla realizzazione dei lavori di riqualificazione degli immobili, ai sensi della richiamata normativa, con impegno dell’azienda a cedere alla Banca il futuro credito di imposta. L’importo dell’apertura di credito concessa dalla banca non può risultare superiore al 50% degli interventi per i quali è prevista la maturazione del credito di imposta. L’ammontare complessivo degli utilizzi della linea non potrà in ogni caso superare il controvalore a cui la Banca acquisterà il credito di imposta che l’azienda si impegna a cedere. La linea di credito è collegata ad uno specifico conto corrente, esente da spese, intestato all’azienda e che può essere utilizzato solo per la gestione dell’apertura di credito. Il rientro della linea potrà avvenire a maturazione e successiva cessione alla Banca del credito di imposta. Per questo, al momento della sottoscrizione dell’apertura di credito, la Banca ti chiede di sottoscrivere un impegno a cederle il credito d’imposta che maturerà, in sede di SAL (valido ad esempio nei casi di superbonus 110%) e/o a fine lavori.
      Qui il foglio informativo mps
      Unicredit mette a disposizione le seguenti soluzioni • acquisto crediti fiscali • apertura di credito a scadenza per anticipo contratti / fatture Attraverso il contratto di cessione del credito fiscale, il beneficiario si impegna a cedere alla Banca i futuri crediti fiscali che matureranno in seguito alla realizzazione dei lavori previsti dalla legge ed a destinare i proventi derivanti dalla cessione dei suddetti crediti fiscali diventati certi liquidi ed esigibili sul proprio conto corrente acceso presso la Banca a estinzione o riduzione del finanziamento concesso.
      I soggetti interessati possono richiedere una apertura di credito per anticipo contratti-fatture della durata massima di 18 mesi, mediante accensione di un conto corrente a termine dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni (TAEG 2,79% Persone Fisiche - TAEG 6,57% Imprese e Condomini).
      La linea di credito dovrà essere utilizzata per pagare gli interventi che danno diritto ai benefici fiscali e nel limite massimo dell’importo del credito fiscale ceduto. Le somme derivanti dalla cessione del credito fiscale dovranno essere utilizzate per rimborsare la linea di credito concessa.
      La percentuale anticipabile sui contratti – fatture è:
      • per le Imprese fino al 60% della cessione del credito fiscale
      • per i Condomìni fino al 100% della cessione del credito fiscale
      • per le Persone fisiche fino al 100% della cessione del credito fiscale
      Per poter utilizzare la linea di credito i persone fisiche e i Condomini devono presentare alla Banca la fattura da pagare, o il contratto con la ditta, con le modalità previste dalla normativa per ottenere i benefici fiscali. Esempio:
      • 1 settembre 2020 - sottoscrizione impegno a cedere i futuri crediti fiscali alla banca, che si impegna ad acquistarli;
      • 30 novembre 2020 - maturazione e cessione dei crediti fiscali sorti a seguito di asseverazione che certifica il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
      • 15 gennaio 2021 - maturazione e cessione dei crediti fiscali derivanti dal raggiungimento del 60% di lavori con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
      • 1 marzo 2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali residui a fine lavori, a seguito di avvenuta validazione del rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
      E’ prevista l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa senza costi fissi fino a 30 operazioni, da mantenere aperto fino alla conclusione della gestione dei flussi e del finanziamento concesso nelle more della maturazione del credito fiscale finalizzato all’avvio dei lavori.
      Allegati: Foglio Informativo UniCredit

      Tutti gli utilizzi del Bonus

      I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

      Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
      Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
      Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
      Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

      Residuo annuo non utilizzabile

      Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

      (Vedi Esempio di Calcolo)


      La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
      Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
      (Qui l’approfondimento Sconto)
      La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
      (Qui l’approfondimento)
      La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
      (Qui l’approfondimento)


      Approfondimenti

      Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

      • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
      • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
      • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
      • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

      E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
      L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
      Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
      Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
      Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
      Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

      Deduzione

      La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

      Esempio di deduzione:

      • Reddito 30.000
      • Spese deducibili 5.000
      • Reddito Tassato 25.000
      • Imposte 5.000

      Detrazione

      La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

      Esempio di Detrazione:

      • Reddito 30.000
      • Spese deducibili 5.000
      • Reddito Tassato 25.000
      • Imposte 5.000
      • Detrazione Imposta 5.000
      • Versamenti 0

      In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
      Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
      Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
      E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

      I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

      1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
      2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

       Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
      La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
      Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

      Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

      Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

      Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

      Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

      Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


      Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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        Legge Bilancio 2021

        Ultima Modifica in Gennaio 18, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

        In primo piano:

        • ASSEGNO UNICO FAMILIARE, a partire da luglio 2021, è prevista l’introduzione dell’assegno unico fino a 200€ esteso anche agli autonomi e agli incapienti

        • Azzeramento contributi per 3 anni per imprese che assumono giovani sotto 35

        • Prolungamento Cassa integrazione fino al 31/12/2020

        • Blocco delle cartelle esattoriali e dei pignoramenti fino al 31/12/2020

        • Moratoria mutui e prestiti

        • Rifinanziamento fondo disabilità

        • Fiscalità di vantaggio per imprese del mezzogiorno


        • Rifinanziamento Sabatini

        LEcoBonus 110% non occorre di proroga in quanto la sua naturale scadenza è prevista per il 31/12/2021.


        • Bonus auto elettrica
        • Bonus Idrico Sanitari

        • Proroga bonus verde a tutto il 2021


        Link

        Qui il dossier del parlamento con tutte le misure commi da 1 a 402

        Qui il dossier del parlamento con tutte le misure commi da 403 a 782

        Qui il dossier del parlamento con tutte le misure commi da 783 a 1150

        Qui il testo definitivo approvato il 30 dicembre 2020

        L’App IO

        L’App IO

        Funzioni:

        • Attivazione Servizi della Pubblica Amministrazione, Bonus,CashBack, Voucher e Incentivi
        • Comunicazioni, messaggi, avvisi
        • Pagamenti Vs PA
        • Documenti
        • Molti servizi si aggiungeranno in futuro

        Sarà l’App IO a mostrarti la lista completa dei servizi attivi.


        Per installare l’App Io bisogna:

        1. collegarsi al sito ministeriale qui il link App Io Italia, oppure al proprio App Store o Play Store per Android
        2. scaricare l’App
        3. Autenticarsi con SPID

        L’autenticazione SPID viene richiesta solo al primo accesso.


        EcoBonus 110 – Faq Quesiti e Risposte

        Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

        Tre raccolte autorevoli di Quesiti e Risposte (Faq) su EcoBonus 110%:

        Le Faq del Ministero Economia Finanze sono state pubblicate tramite facebook dal sottosegretario di Stato dall’On. Alessio Villarosa


        Faq MEF di particolare interesse

        • L’inquilino di un appartamento preso in locazione può beneficiare del Superbonus?
          • Sì, può beneficiarne ma ai fini dell’esecuzione dei lavori è necessaria l’approvazione del proprietario. Inoltre il contratto di locazione deve essere regolarmente registrato.
         
        • Si applica il Superbonus agli interventi effettuati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario?
          • No. L’Agenzia delle entrate, con la Circolare 24/2020 (vedi punto 1.1), ha ribadito che il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario (o in comproprietà fra più soggetti). Questa posizione è basata sul fatto che nell’ambito dei soggetti ammessi alle agevolazioni, la norma (comma 9 dell’art. 119 del D.L. 34/2020) fa espresso riferimento ai “condomìni”, mentre per quanto riguarda le “persone fisiche” si fa riferimento testuale alle “singole unità immobiliari” che però devono essere funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, in pratica escludendo la possibilità di intervenire su parti comuni di edifici (in quanto non vi è condominio). Si ricorda che con vari emendamenti al c.d. Decreto Agosto presentati al Senato della Repubblica (57.0.63; 113.0.61; 80.0.8; 80.0.10) si sta cercando di rendere applicabile il Superbonus anche alle comunioni e alle ipotesi di unico proprietario di intero edificio.
         
        • Un contribuente, comproprietario con il coniuge di un intero edificio composto da più unità immobiliari, autonomamente accatastate, può usufruire del Superbonus per la sostituzione degli infissi sulle singole unità immobiliari e per il rifacimento del cappotto termico dell’intero edificio?
          • No. Non è possibile beneficiare del Superbonus né per le spese sostenute per il cappotto termico né per le spese di sostituzione degli infissi effettuati sulle singole unità immobiliari, in quanto l’edificio non è costituito in condominio. L’Agenzia delle entrate, con la Circolare 24/2020 (vedi punto 1.1), ha ribadito che il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o, come in questo caso, in comproprietà fra più soggetti.
        • Quali esclusioni operano?
          • Il Superbonus non spetta per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli).
        • Su quante unità immobiliari posso effettuare interventi di efficientamento energetico?
          • È possibile accedere al Superbonus per gli interventi trainati al massimo per due unità immobiliari. Il limite delle due unità non si applica invece alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio (vedi art. 119 comma 15 bis del Decreto Rilancio).
         
        • In caso di unità immobiliari locate o in comodato, il conduttore/comodatario può effettuare gli interventi anche se il proprietario intende fruire del Superbonus su altre due unità immobiliari?
          • Sì. Il Superbonus, ai sensi del comma 10 dell’art. 119 del Decreto Rilancio, spetta ai contribuenti persone fisiche relativamente alle spese sostenute per interventi realizzati su massimo due unità immobiliari. Tale limitazione non si applica, invece, alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio. In altri termini, la norma esclude la possibilità che una persona fisica possa beneficiare del Superbonus per più di due immobili, prescindendo dal titolo di possesso degli stessi. Nell’ipotesi prospettata, pertanto, una persona fisica che detiene l’unità immobiliare in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, può fruire del Superbonus, nel rispetto di ogni altro requisito richiesto dalle norme agevolative, a prescindere dal fatto che il proprietario dell’immobile abbia o meno fruito del Superbonus per interventi effettuate su altre due unità immobiliari.
        • Cosa si intende per impianto di riscaldamento? Una stufa a legna o a pellet può essere considerata impianto di riscaldamento?
          • Ai sensi del punto l-tricies del comma 1 dell’art. 2 del D. Lgs. 192/2005, come recentemente modificato dal D. Lgs. 48/2020, per impianto termico si intende: impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Grazie alla nuova definizione normativa di impianto termico, le stufe a legna o a pellet -ma anche caminetti e termocamini- sono ora considerati “impianto di riscaldamento”. Di conseguenza sarà possibile accedere al Superbonus, sempre che vi sia il conseguimento di un risparmio energetico (concretamente difficile da raggiungere nella dismissione di impianti a biomassa) e che vi sia un salto di due classi energetiche dell’edificio da prima a dopo gli interventi. Resta, poi, il problema dell'Ape: in presenza di camini e stufe a legna, il calcolo da parte dei tecnici potrebbe non essere così semplice, richiedendo il ricorso a calcoli standard e simulazioni. 
         
        • Posso considerare come intervento trainato la sostituzione di climatizzatori su parti private?
          • La normativa non fa esplicito riferimento ai condizionatori, né includendoli né escludendoli. Si può quindi dedurre che se vengono rispettati i requisiti previsti dal D. Lgs. 192/05, come modificato dal D. Lgs. 40/2020 per la definizione di “impianti di riscaldamento”, la sostituzione di climatizzatori possa rientrare nel Superbonus al 110% come intervento trainato.
         
        • Sostituisco l’impianto termico, i lavori relativi al ripristino dell’intonaco e del pavimento godono del Superbonus?
          • Sono comprese tra le spese detraibili al 110% quelle sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento (per esempio, le spese per la demolizione del pavimento e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento, se connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento). Si precisa che l’individuazione delle spese connesse deve essere effettuata da un tecnico abilitato.
         
        • Con la sostituzione dell’impianto termico con altro radiante a pavimento, le spese di sostituzione della pavimentazione sono comprese nel bonus con la stessa aliquota?
          • Sono detraibili nella misura del 110 per cento talune spese sostenute in relazione agli interventi che beneficiano del Superbonus, a condizione, tuttavia, che l’intervento a cui si riferiscono sia effettivamente realizzato. Si tratta, in particolare delle spese sostenute per l’acquisto dei materiali e degli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi.
         
        • È possibile usufruire del Superbonus per l’installazione di impianti di climatizzazione invernale?
          • No. La norma prevede che il Superbonus si applichi solo alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, e non anche alla loro installazione. La norma si pone in linea con quanto previsto per l’Ecobonus, per il quale non rientrano nell’ambito applicativo della detrazione le installazioni di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne siano sprovvisti, con l’eccezione dal 1° gennaio 2015 dell’installazione dei generatori alimentati a biomassa.
         
        • Se decido di cambiare la mia vecchia caldaia con una a condensazione con classe energetica A e in aggiunta sostituisco i serramenti, le detrazioni sono entrambe del 110%?
          • Sì. Se si sostituisce l’impianto di climatizzazione invernale di un condominio, di un edificio unifamiliare, oppure di un’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, si ha diritto al Superbonus al 110%, trattandosi di un intervento cosiddetto “trainante”. Anche le spese per i serramenti potranno godere della detrazione al 110% (intervento cosiddetto “trainato”) se realizzato congiuntamente all’intervento trainante e sempreché gli interventi assicurino, nel loro complesso, il miglioramento di due classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Come precisato nella circolare n. 24/E del 2020, la maggiore aliquota si applica agli interventi trainati a condizione che gli interventi siano effettivamente conclusi. Gli interventi si considerano effettuati congiuntamente quando le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti ammessi al Superbonus. Il conseguimento del miglioramento di due classi energetiche deve essere asseverato mediante le attestazioni di prestazione energetica (APE), secondo le indicazioni del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 agosto 2020.
        • La facciata del condominio è senza intonaco. Posso considerare l’esecuzione ex novo dell’intonaco su cui applicherò il ‘cappotto’ come ammesso a detrazione?
          • Anche la fase dell’intonacatura, che nella sostanza consiste nel rifacimento della facciata, può fruire della detrazione del 110%. L’applicazione della percentuale di detrazione è possibile in considerazione dell’accessorietà del costo per l’intonaco rispetto alla spesa sostenuta per il cappotto termico. In pratica, l’intervento deve essere considerato unitariamente in quanto finalizzato all’isolamento dell’edificio.
         
        • È possibile applicare il Superbonus alle spese di tinteggiatura della facciata esterna di un edificio sostenute nell’anno 2020?
          • No, questa tipologia di interventi non rientra nell'ambito applicativo della norma. È possibile, però, usufruire del “bonus facciate” nella misura del 90% delle spese documentate sostenute nell'anno 2020. Anche per queste spese, il contribuente può, inoltre, scegliere se optare per il cosiddetto “sconto in fattura”, cioè un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi, oppure per la cessione di un credito d'imposta corrispondente alla detrazione spettante ad altri soggetti, inclusi gli istituti di credito e altri intermediari finanziari
        • È possibile usufruire del Superbonus nel caso di un immobile non in regola dal punto di vista urbanistico?
          • No, gli edifici con abusi edilizi non sanati sono esclusi dal Superbonus. Non si possono applicare incentivi dove non c’è conformità edilizia ed urbanistica.
         
        • Una minima discordanza tra progetto e costruito fa decadere dal Superbonus?
          • Dipende dalla discordanza. L’art. 34 bis del DPR 380/2001, recentemente introdotto dal Decreto Semplificazioni, prevede che il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2 % delle misure previste nel titolo abilitativo. È quindi ammessa una limitata tolleranza superata la quale si incorre nella decadenza dai benefici fiscali.
         
        • Cosa è il certificato di conformità urbanistica e a cosa serve?
          • Il certificato di conformità urbanistica consente di verificare se l’immobile presenta una difformità o un abuso edilizio. Si tratta di quel documento che attesta la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e il titolo edilizio con cui è stato realizzato. Grazie ad esso sarà possibile stabilire se l’immobile è in regola oppure no e, in quest’ultimo caso, l’entità dell’abuso.
         
        • Sono proprietario di un immobile realizzato quando non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio. Come faccio a certificarne lo stato legittimo?
          • Il Decreto Semplificazioni ha modificato l’art. 9 bis del DPR 380/2001, stabilendo che per gli immobili realizzati in un’epoca nella quale non era obbligatorio acquisire il titolo abilitativo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto ovvero da altri documenti probanti, quali le riprese fotografiche, gli estratti cartografici, i documenti d'archivio, o altro atto, pubblico o privato, di cui sia dimostrata la provenienza. A tali documenti va aggiunto il titolo abilitativo che ha disciplinato l’ultimo intervento edilizio sull’immobile o sull’unità immobiliare, integrato con gli eventuali titoli successivi che hanno abilitato interventi parziali.
        • Quali sono gli adempimenti necessari ai fini del Superbonus?
          • È necessario effettuare gli adempimenti ordinariamente previsti per Ecobonus, Sismabonus e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Inoltre, è necessario acquisire: 
            • il visto di conformità che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus, ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto;
            • l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonchè della congruità delle spese sostenute, ai fini della detrazione, nonché dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.
         
        • Come deve avvenire il pagamento delle spese per l’esecuzione degli interventi (salvo l’importo del corrispettivo oggetto di sconto in fattura), per fruire del Superbonus?
          • Il pagamento deve essere effettuato mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. L’obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico non riguarda i soggetti esercenti attività d'impresa. Su tali bonifici, le banche, Poste Italiane SPA nonché gli istituti di pagamento - autorizzati in base alle disposizioni di cui al D. Lgs. 11/2010 e al D. Lgs. 385/1993 a prestare servizi di pagamento - applicano, all'atto dell’accredito dei relativi pagamenti, la ritenuta d’acconto (attualmente nella misura dell’8 per cento) di cui all’articolo 25 del D.L. 78/ 2010. A tal fine possono essere utilizzati i bonifici predisposti dagli istituti di pagamento ai fini dell’ecobonus ovvero della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (cfr. circolare 08/07/2020, 24/E, pag. 41).
         
        • Il tecnico che redige l’asseverazione deve allegare il computo metrico?
          • Sì, deve allegare il computo metrico. Sul punto si veda il decreto requisiti tecnici, articolo 8 e allegato A par. 13.


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          Gli interventi che beneficiano di detrazioni fiscali, es. risparmio energetico e per le ristrutturazioni edilizie, rientrano nel regime dei cosiddetti “interventi di recupero del patrimonio immobiliare”, in base al quale regime si applicano due possibili aliquote:

          1. Iva 10%

          • Manodopera, Materie Prime e Prodotti Finiti non significativi

          2. Iva 22%

          • Prestazioni professionali
          • Prodotti Finiti Significativi” (cioè Beni Finiti di un certo “valore“).

          Regola speciale

          L’installazione di pannelli solari (beni e manododpera) è sempre assoggettata all’aliquota IVA del 10%

          Applicazione IVA per Aliquote

          • Manodopera
          • Installazioni
          • Materie Prime, Semilavorati, Altri Beni “Non Finiti”
          • Pannelli Solari (Apparecchiature e installazione)
          • Beni Finiti “Non Significativi” – Es Tapparelle, Raccordi, Elementi, Radiatori, ecc
          • Beni Finiti “Significativi” – Es Caldaia (entro il limite del 50% del tot contratto chiavi in mano)
          • Consulenze Tecniche, Progettazione, Asseverazioni e Certificazioni
          • Materie Prime acquistati dal committente
          • Beni Significativi scoperti da installazione e posa in opera

          IVA per tipologia di spese

          • IVA agevolata al 10%
          La prestazione di servizi è un obbligo di “fare”, anziché quella di “dare”, se ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”,assume natura di operazione soggetta a IVA agevolata al 10%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
          • al 10% se forniti dalla ditta che esegue i lavori
          • al 22% se acquistati direttamente e forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

          Tutti i Beni che non rispondono alla definizione di “Beni Finiti”, sono da considerare “Beni NON Finiti“, quindi materie prime e semilavorati.

          Esempio di Materie Prime e Semilavorati:

          • tegole
          • piastrelle
          • mattoni
          • materiale edile
          • ecc.
          Il loro impiego concorre a formare altri beni, es tetto, pavimenti, muri.
          • Per i Beni Finiti l’Iva può essere al 10%, al 22% o mista a seconda se il Prodotto Finito sia o meno “Significativo”
          • I Pannelli Solari (apparecchiatura e manodopera) appartengono ad un regime speciale di aliquota al 10%
          • Il prodotto finito “non significativo” avrà sempre aliquota al 10%, anche se acquistato direttamente dal committente.

          Esempio di Beni Finiti NON Significativi:

          • Tapparelle e Zanzariere,
          • Raccordatori
          • Elementi degli Impianti elettrici
          • Radiatori degli impianti termici
          • ecc.

          Si definiscono beni finiti quelli che successivamente al loro impiego non perdono la loro individualità e pur incorporandosi nell’immobile possono essere sostituiti autonomamente (es infissi, sanitari, apparecchiatura elettrica, ecc), non perdono la loro individualità, né si trasformano in beni diversi.

          L’acquisto di “Beni finiti”, purchè “non significativi”, per beneficiare della aliquota 10% deve essere ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”, altrimenti assume natura di operazione soggetta a IVA Ordinaria del 22%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
          Il prodotto finito è significativo perchè il suo valore è rilevante rispetto al lavoro di posa in opera o di installazione.

          I “prodotti finiti” significativi sono tassativamente elencati per legge e comprendono:

          • ascensori e montacarichi
          • infissi esterni ed interni
          • caldaie
          • videocitofoni
          • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
          • sanitari e rubinetterie da bagno
          • impianti di sicurezza
          Il “prodotto finito significativo” avrà un’Iva mista, se la cessione è con “posa in opera”, ovvero quando si configura una vera e propria prestazione di servizi dipendente da contratto di appalto chiavi in mano. Vedi Esempi

          Esempio 1 – Prodotto Finito Significativo con IVA al 10%

          Iva è al 10% quando il valore del Bene Significativo non supera il valore della prestazione d’opera
          • 5.000 Prestaz. d’opera
          • 5.000 Condizionatori

          Esempio 2 – Prodotto Finito Significativo con IVA mista

          • 4.000 Prestaz. d’opera
          • 6.000 Condizionatori
          • 10.000 Totale Intervento
            • 10% su 8.000 pari alla capienza della prestazione d’opera
            • 22% su 2.000

          Esempio 3 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista senza manodopera

          • 22% su 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
          • 10% su  2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)

          Esempio 4 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista e manodopera

          • 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
          • 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
          • 2.000 Manodopera
          • 14.000 Totale Intervento
            • 10% su 2.000 infissi pari alla capienza della prestazione d’opera
            • 22% su 8.000 infissi non capienti
            • 10% su 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
            • 10% su 2.000 Manodopera
              • Riepilogo IVA
              • 10% su 6.000
              • 22% su 8.00

          Come si applica l’IVA sugli interventi ammessi all’EcoBonus?

          Principio Base

          L’IVA è una spesa ammissibile quando rappresenta un costo.

          IVA ed EcoBonus

          Per tutte le detrazioni e crediti fiscali (EcoBonus 110% compreso), l’importo massimo su cui calcolare l’agevolazione è:

          1. Iva compresa per i privati (rappresenta un costo)
          2. IVA esclusa per le aziende (non rappresenta un costo in quanto detraibile)

          Importo
          Cappotto Termico 30.000,00
           IVA al 10% 3.000,00
          Spesa IVA compresa
          33.000,00
          EcoBonus 110%
          36.300,00

          Importo
          Cappotto Termico 30.000,00
           IVA al 10% 3.000,00
          Spesa IVA NON compresa
          30.000,00
          EcoBonus 110%
          33.000,00

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              Stato di Disoccupazione – Come dichiararlo on-line

              Ultima Modifica in Novembre 11, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

              DID – Dichiarazione di Immediata Disponibilità

              Per acquisire lo Status di Disoccupazione non basta aver perso un lavoro o essere privo di occupazione. Si può essere anche considerati disoccupati quando si lavora entro centro limiti di reddito.

              Per aver riconosciutolo Status di Disoccupazione occorre averlo comunicato agli uffici preposti. Questa comunicazione si chiama “DID”, Dichiarazione di Immediata Disponibilità .

              La “DID” si può presentare personalmente presso gli uffici del Centro dell’impiego di appartenenza,

              oppure

              inviarla on-line, in modo semplice e immediato, tramite il portale Anpal, Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, responsabile del sistema informativo del mercato del lavoro.

              Qui l’accesso alla sezione DID del portale ANPAL per l’invio on-line

              Requisiti per lo Status di Disoccupazione

              Oltre la DID, occorre alternativamente soddisfare uno dei seguenti requisiti:

              • non svolgono attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;

              oppure

              • sono lavoratori il cui reddito lordo da lavoro dipendente o autonomo rimane entro determinate soglie:
              1. per il lavoro dipendente la soglia di reddito è pari a € 8.145 annui,
              2. nel caso di lavoro autonomo la soglia di reddito è pari a € 4.800 annui.

              A cosa serve lo Status di Disoccupato

              Lo status di disoccupato è un presupposto fondamentale per poter accedere a forme di sostegno al reddito (reddito di cittadinanza), di assistenza (esenzioni), di incentivi alla ricollocazione (Assegno alla ricollocazione).

              E’ il presupposto a che chiedere e ricevere l’indennità di disoccupazione, in caso di perdita involontaria del lavoro.

              Dalla comunicazione della disoccupazione inizia, inoltre, a maturare un periodo di l’anzianità di disoccupazione, dal quale dipendono spesso, a parità di altre condizioni, priorità nelle assunzioni e maggiori agevolazioni.

              ISEE fai da te – Guida

              Ultima Modifica in Gennaio 15, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

              La guida che presentiamo ha l’obiettivo di guidarvi nella procedura di rilascio della certificazione ISEE direttamente da casa in tempi brevi e senza produrre documenti.

              Non occorre più cercare documenti quali, CUD, Unico, 730, estratti conti bancari, rendite catastali.

              L’utente infatti avrà a disposizione tutti i dati patrimoniali e reddituali precompilati e forniti dall’Agenzia delle Entrate, dal sistema bancario e dall’INPS.

              Prima di illustrare la guida potrebbe essere utile sapere che cos’è l’ISEE.

              ISEE che cosè

              La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE è un documento che contiene e autodichiara le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale. Sulla base di quanto autodichiarato, l’INPS rilascia una attestazione ISEE, dall’acronimo Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Ricordiamo che l’ ISEE è ricavato dal rapporto tra l’indicatore della situazione economica ( ISE= valore assoluto dato dalla somma dei redditi e del 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componenti il nucleo familiare) e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza di seguito riportata con le maggiorazioni previste.
              Un reddito complessivo di 30.000 per un nucleo familiare di 3 componenti, senza altri patrimoni, corrisponde ad un ISEE pari a: 30.000: 2,04 = 14.705,88.
              Se ci fossero stati patrimoni immobiliari e mobiliari, il reddito di 30.000 andrebbe incrementato del 20% di tali valori e quindi poi rapportati al coefficiente familiare 2,04. Se i componenti fossero stati 2 il coefficiente sarebbe 1,57, per 4 componenti 2,46, per 5 componenti 2,85.
              L'attestazione ISEE ha validità fino al 31/12 dell'anno in cui viene rilasciata.   Occorre rinnovarla almeno ogni anno per gli usi sempre più diffusi:
              • Bonus vacanza,
              • Bonus Bici
              • Bonus Internet
              • Bonus Utenze
              • Università
              • Asili nido
              • Servizi per l'impiego
              • Reddito di cittadinanza
              • Agevolazioni statali.
              Ordinariamente l’ISEE fa riferimento ai redditi dichiarati al fisco nell’anno precedente (i redditi cioè percepiti nel secondo anno solare precedente la DSU). In alcune situazioni, in presenza di eventi avversi (ad esempio, la perdita del posto di lavoro, l’interruzione di un trattamento previdenziale, assistenziale e indennitario) ovvero di una rilevante variazione del reddito del nucleo familiare (superiore al 25 per cento), tali redditi non riflettono la reale situazione economica del nucleo familiare. Viene pertanto data la possibilità di calcolare un ISEE CORRENTE basato sui redditi degli ultimi dodici mesi
              (anche solo degli ultimi due mesi in caso di lavoratore dipendente a tempo indeterminato per cui sia intervenuta la perdita, sospensione o riduzione dell’attività lavorativa ovvero di interruzione dei trattamenti). I casi di variazione a seguito della quale è possibile calcolare l’ISEE CORRENTE sono indicati nel Quadro S2. Prima di chiedere il calcolo dell’ISEE CORRENTE deve essere già stata presentata una DSU e ricevuta l’attestazione con l’indicazione dell’indicatore della situazione reddituale, per permettere la sostituzione dei redditi e dei trattamenti indicati nel Quadro S3 a quelli di analoga natura utilizzati per il calcolo dell’ISEE in via ordinaria. L’ISEE CORRENTE ha validità sei mesi dal momento della presentazione della presente DSU, a meno di variazioni nella situazione occupazionale o nella fruizione dei trattamenti, nel qual caso l’ISEE CORRENTE deve essere aggiornato entro un due mesi dalla variazione.

              Per il rilascio dell’attestazione ISEE, ci serviremo del servizio erogato dall’INPS tramite portale e che qui illustreremo passo dopo passo.

              Guida ISEE Fai da te

              Per ottenere l'attestazione ISEE bisogna accedere alla pagina MyInps tramite credenziali INPS (Codice Fiscale e Password) rilasciate dall'Ente Previdenziale. In alternativa alle credenziali INPS è possibile accedere a MyInps mediante SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, valido per questo e per tutti i servizi della Pubblica Amministrazione,(vedi guida come ottenere spid) oppure tramite la (CIE) Carta di Identità Elettronica.
              Effettuato l'accesso a MyInps si dovranno seguire degli step che a breve vedremo e confermare i seguenti dati precompilati dal sistema:
              • Canoni di locazione
              • Patrimoni mobiliari (titoli, conti correnti e veicoli)
              • Patrimoni Immobiliari
              • Redditi ai fini IRPEF
              • Pensioni e Trattamenti erogati dall'INPS
              La procedura per il rilascio ISEE si svolge in due fasi:
              1. Fase 1 - Acquisizione Dati:
              2. Fase 2 - Verifica e rilascio ISEE
              La Fase 1 - Acquisizione Dati, consiste nell'inserimento e l'invio dei dati anagrafici di ogni componente il nucleo familiare (codice fiscale, residenza).

              Step della fase 1:

              Figura 1
              • 1. Apri il seguente link "accedi a ISEE Precompilato" vedrete la Figura 1 da dove bisogna accedere tramite il pulsante acquisizione, accettare l'informativa della privacy e autenticarsi con lo SPID o le credenziale INPS.
              • 2. Conferma i dati anagrafici e scegli il tipo di Attestazione Mini (per gli usi più comuni: Bonus: Asili nido; Servizi per l'impiego), oppure Attestazione Integrale (per scopi più specifici Università - Assistenze Mediche - ecc)
              • 3. Inserisci residenza e codici fiscali (solo per la prima dichiarazione) di tutti i componenti il nucleo familiare
              ATTENZIONE: in presenza di un componente maggiorenne diverso dal dichiarante (es. lo stesso coniuge, o un figlio) occorre dichiarare di aver ricevuto delega (non scritta, serve per garantire il diritto di riservatezza) e fornire alcuni dati personali di riscontro per dimostrare l'effettiva facoltà di accesso agli atti (viene richiesta la scadenza del codice fiscale, il valore del reddito di cui Rigo RN34 ultima dichiarazione e il saldo bancario al 31 dicembre)  
              • 4. Completata questa parte di inserimento dei dati anagrafici viene chiesto di accettare e sottoscrivere con semplice click le informazioni generali. Il sistema effettuerà dei controlli ed elaborerà i dati precompilati per ogni componente il nucleo familiare
              Dopo l'inserimento e l'invio dei dati anagrafici, il sistema verifica i dati e avvisa l'utente tramite mail o sms l'avvenuta elaborazione. Step Fase 2:
              • 1. Occorre rientrare in MyInps (vedi passaggio 1 della prima fase) e accedere tramite il pulsante non più "Acquisisci" ma "Verifica";
              La precompilata sarà nello stato di "Elaborata" con tutti i dati precompilati (vi saranno eventuali valori e saldi di conti correnti, titoli, assegni Inps, veicoli, unità immobiliari e redditi)
              • 2. Tramite il pulsante "Completa" è possibile visionare i dati
              • 3. Tramite il pulsante "Presa Visione" è necessaria confermare i dati di ogni componente il nucleo familiare
              • 4. Infine il pulsante "Conferma e Attesta" conclude l'iter che permette l'immediato rilascio dell'attestazione ISEE.
              L'attestazione può essere stampata o scaricata in pdf insieme alla ricevuta di presentazione. NB – Non sempre il sistema precompila i dati dei veicoli di proprietà, in tal caso è sufficiente aggiungere per ognuno di essi il numero di targa Anche dopo aver ricevuto l’attestazione ISEE è possibile rettificarla o farne di nuove entrando nell’archivio personale attraverso il pulsante “Gestione

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              EcoBonus 110% – Esempio di Calcolo

              Esempi

              La quota residua di detrazione non utilizzata interamente nell’anno in cui si avrebbe diritto, non può essere trasferita/utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. 

               

               

               

               

              Il periodo di utilizzo ordinario della detrazione per Altre spese di riqualificazione (es Infissi) è di 10 anni. Diventa di 5 anni se abbinato all’EcoBonus per beneficiare del 110%.

              Ipotesi di Investimento al 110%


              +30.000 (Isolamento Termico Involucro)

              +10.000 (Altri Interventi Riqu. Energ. es Infissi)

              +20.000 (Spese per Fotovoltaico)


              60.000 Totale spese


              Calcolo


              110% (Percentuale EcoBonus)

              66.000 (Bonus)


              5 anni (Periodo di utilizzo della detrazione)

              13.200 (Quota annua Utilizzabile*)

              Ipotesi di Investimento misto 110%-90%-50%


              +10.000 (Sost. Impianto di Climatizz. 110%)

              +10.000 (Riqualif Energ Infissi 110%)

              +20.000 (Facciata 90%)

              +30.000 (Ristrutturazione 50%)


              70.000 Totale spesa


              Calcolo

              Simulatore

              Spesa % Bonus Bonus Anni Quota Annua
              20.000 110% 22.000 5 4.400
              20.000 90% 18.000 10 1.800
              30.000 50% 15.000 10 1.500
              Totale 55.000

              Ripartizione bonus misto in 10 anni

              1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Totale
              7,7 7,7 7,7 7,7 7,7 3,3 3,3 3,3 3,3 3,3 55,00
              in M€

              Calcola tu


              Gli Utilizzi del Bonus

              I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

              Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
              Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
              Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
              Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l’importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

              Residuo annuo non utilizzabile

              Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

              (Vedi Esempio di Calcolo)


              La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
              Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
              (Qui l’approfondimento Sconto)
              La cessione del credito agli istituti bancari è un’operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
              (Qui l’approfondimento)
              La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
              (Qui l’approfondimento)

                Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

                - Verifica requisiti

                - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

                - Apposizione Visto di Conformità

                La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                *Dati obbligatori


                 
                 


                 

                Approfondimenti

                Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

                • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
                • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
                • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
                • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

                E’ consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un’adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
                L’uso combinato delle due opzioni, l’utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l’investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
                Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
                Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
                Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
                Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

                Deduzione

                La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un’aliquota.

                Esempio di deduzione:

                • Reddito 30.000
                • Spese deducibili 5.000
                • Reddito Tassato 25.000
                • Imposte 5.000

                Detrazione

                La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

                Esempio di Detrazione:

                • Reddito 30.000
                • Spese deducibili 5.000
                • Reddito Tassato 25.000
                • Imposte 5.000
                • Detrazione Imposta 5.000
                • Versamenti 0

                In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
                Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
                Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
                E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

                I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

                1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
                2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

                 Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
                La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
                Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all’EcoBonus.

                Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell’IVA.

                Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l’anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell’economia di tutta l’operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l’abitazione.

                Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull’acquisto del credito.

                Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


                Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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                EcoBonus 110% – Trasformazione Sconto in fattura

                Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

                I cittadini che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per cui si ha diritto alla detrazione del 110%, possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi in 5 quote annuali, allo Sconto in Fattura.

                Sconto in Fattura

                La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.

                Gli interventi ammessi a vari Bonus potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite Sconto in Fattura, ossia Cessione del credito al Fornitore

                E’ ragionevole però attendersi che i fornitori potrebbero essere interessati a ricevere solo un parziale pagamento tramite credito di imposta, misurato ovviamente al proprio fabbisogno finanziario di uscite fiscali. E’ facili quindi attendersi proposte commerciali da parte dei fornitori differenti tra loro in ragione di un loro diverso carico fiscale. 


                Opzioni

                I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

                Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
                Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
                Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
                Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

                Residuo annuo non utilizzabile

                Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

                (Vedi Esempio di Calcolo)


                La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
                Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
                (Qui l’approfondimento Sconto)
                La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
                (Qui l’approfondimento)
                La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
                (Qui l’approfondimento)


                Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

                • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
                • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
                • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
                • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

                E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
                L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
                Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
                Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
                Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
                Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

                Deduzione

                La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

                Esempio di deduzione:

                • Reddito 30.000
                • Spese deducibili 5.000
                • Reddito Tassato 25.000
                • Imposte 5.000

                Detrazione

                La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

                Esempio di Detrazione:

                • Reddito 30.000
                • Spese deducibili 5.000
                • Reddito Tassato 25.000
                • Imposte 5.000
                • Detrazione Imposta 5.000
                • Versamenti 0

                In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
                Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
                Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
                E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

                I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

                1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
                2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

                 Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
                La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
                Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

                Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

                Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

                Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

                Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


                Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

                  Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

                  - Verifica requisiti

                  - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

                  - Apposizione Visto di Conformità

                  La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                  *Dati obbligatori



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