Bonus Idrico – Sostituzione Sanitari – Fino a 1.000 euro

Ultima Modifica in Gennaio 14, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Le disposizioni di cui ai commi 61-65, approvata dal Parlamento il 30 dicembre 2020, riconoscono alle persone fisiche residenti in Italia, un “bonus idrico” pari a 1.000 euro per ciascun beneficiario, da utilizzare entro il 31 dicembre 2021, per interventi di sostituzione di sanitari e apparecchi a limitazione di flusso d’acqua comprese eventuali opere idrauliche e murarie collegate.

Il contributo è riconosciuto nel limite di spesa previsto e fino ad esaurimento delle risorse, dotazione di 20 milioni di euro per il 2021, demandandosi la definizione delle modalità e dei termini per l’erogazione e ad un apposito decreto del Ministro dell’ambiente da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

Le spese ammissibili riguardano gli interventi di:

  1. sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto

la fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti

2. sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua

la fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, comprese le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e dismissione dei sistemi preesistenti.

Attuazione

La definizione delle modalità e dei termini per l’erogazione e l’ottenimento del “bonus”, anche ai fini del rispetto del limite di spesa, è demandata dal comma 65 ad un apposito decreto del Ministro dell’ambiente che dovrà essere emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge

Gli interventi possono avvenire:

  • su edifici esistenti
  • su parti di edifici esistenti
  • o su singole unità immobiliari.

La disposizione in esame non appare specificare se il contributo sia cumulabile o meno con i benefici fiscali previsti in materia di ristrutturazione del patrimonio immobiliare.



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Tutte le agevolazioni per l’Abitazione

Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

EcoBonus 110% – Bonus Riqualificazione Energetica – Bonus Facciate – Bonus Ristrutturazione – Bonus Verde – Bonus Mobili

Bonus

Elenco di tutte le agevolazioni valide per il 2020 e il 2021, che interessano l’edilizia sulle abitazioni.
Detrazione di Imposta in 5 quote annuali pari al 110% delle spesa per
  1. Isolamento termico
  2. Sostituzione Impianti di climatizzazione
  3. Interventi antisismici
  4. Installazione di impianti fotovoltaici
  5. Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari ad una percentuale che varia da 50% a 85% a seconda del tipo di intervento .

Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

  1. riqualificazione energetica (vedi nota sotto) di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale (75%) è di 100.000 euro).
  2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
  3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
  4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
  5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
  6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
  7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
NOTA: Gli interventi di riqualificazione energetica possono riguardare tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione. Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato", ovvero a tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee  a  conseguire  determinati  livelli  di  risparmio energetico. Per fare qualche esempio anche l'installazione di  pareti interne,  o pavimenti, o infissi e finestre può raggiungere migliore indice di prestazione energetica.
Per le diverse percentuale consultare qui l'Allegato al Decreto Requisiti
 
Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari al 90% delle spesa-
Si tratta dei seguenti interventi su edifici esistenti ubicati in determinate zone:
  1. pulitura o tinteggiatura esterna
  2. recupero o restauro della facciata esterna degli

Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici:
  1. la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
  2. la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.
 
L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione del 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
 
Il bonus verde consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi:
  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.
Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni, frigoriferi, lavastoviglie), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Opzioni

Detrazione/Cessione/Sconto valide per tutti i Bonus (eccetto Bonus Verde e Bonus Mobili/Elettrodomestici)

I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

Residuo annuo non utilizzabile

Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

(Vedi Esempio di Calcolo)


La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
(Qui l’approfondimento Sconto)
La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
(Qui l’approfondimento)
La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
(Qui l’approfondimento)


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    Conto Termico 2.0 – Fino a 5.000 € per Impianti Termici

    Ultima Modifica in Dicembre 12, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    Che cos’è

    Il Conto Termico è un incentivo statale a fondo perduto riconosciuto ai privati cittadini (anche imprese ed enti pubblici) allo scopo di migliorare l’efficienza energetica.

    Responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore Nazionale dei Servizi Energetici – GSE

    La misura è già operativa e ben collaudata da diversi anni ma pochi ne sono a conoscenza.

    Dopo un iniziale periodo di messa a punto delle procedure oggi si può dire che ha raggiunto una maturità tale da renderla (dal 2020) un’agevolazione molto efficace e conveniente per incentivare la sostituzione di apparecchi obsoleti a legna/pellet e gasolio (e GPL in presenza di alcune specifiche condizioni) con apparecchi di nuova generazione.

    Interventi ammessi al Conto Termico

    Impianti che possono beneficiare del contributo:

    • Nuovo impianto solare termico
    • Sostituzione di Impianto preesistente con uno a Pompa di Calore
    • Sostituzione di Impianto preesistente con uno a Caldaie e Stufe a Biomasse
    • Sostituzione di Impianto preesistente con uno a Scalda Acqua a pompa di Calore
    • Sostituzione di Impianto preesistente con uno a Impianto Ibrido a Pompa di Calore

    Qui la pagina dei requisti degli impianti ammessi – Sito del GSE

    L’incentivo a fondo perduto

    L’erogazione degli incentivi avviene in un’unica rata nel limite massimo di 5.000 euro e i tempi di pagamento sono all’incirca di 2 mesi.

    In nessun caso il contributo può superare il 65% delle spese sostenute.

    Gli incentivi del Conto Termico non sono cumulabili con altri incentivi statali, fatti salvi i fondi di rotazione, i fondi di garanzia e i contributi in conto interesse. 

    Confronto tra Conto Termico e Detrazioni Fiscali (EcoBonus)

    Dobbiamo subito chiarire che una corretta valutazione può essere effettuata solo caso per caso, essendo diversi i fattori variabili che ne influenzano la convenienza, percentuali, tipo di intervento (sostituzione o meno), tipo di impianto, regime fiscale, ecc..

    In generale, la detrazione di imposta, che varia nelle percentuali da 65 a 110% a seconda degli interventi, rimane sempre interessante nel caso si stia parlando di un’installazione ex novo, senza sostituzione alcuna. Ricordiamo infatti che il conto termico si applica solo se si sostituiscono vecchi impianti, eccetto per l’impianto Solare Termico il cui incentivo è riconosciuto senza necessità di sostituirne uno preesistente .

    La detrazione di imposta inoltre rimane l’unica agevolazione per alcuni impianti che non rientrano nei requisiti del Conto Termico.

    Di contro, il Conto Termico, diventa una validissima agevolazione laddove non si può accedere al superbonus, oppure non si ha la convenienza di sfruttare la detrazione fiscale, anche se attualmente è possibile optare per la cessione del credito.

    Come richiedere il contributo a fondo a perduto

    A partire dal 2016 il cittadino privato può presentare domanda di incentivo al Gestore dei Servizi Energetici esclusivamente tramite una ESCo.

    Le ESCo sono società (Energy Service Company) in possesso della certificazione UNI CEI 11352 e operano, per conto del beneficiario, in qualità di Soggetto Responsabile, mediante la stipula di contratti regolati dalla legge.

    Quindi il privato non può rivolgersi direttamente al Gestore dei Servizi Energetici, ma prendere contatti con una ESCo tra le tante presenti nel mercato, le quali sono strutturate e organizzate per garantire l’installazione dell’impianto a norma chiavi in mano e l’ottenimento del contributo a fondo perduto.

    Qui la guida GSE con le regole applicative

    Fotovoltaico – Nuovi Incentivi 2020 – Tariffa 100€ a MWh

    Ultima Modifica in Dicembre 12, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    Decreto MISE del 15 settembre

    All’EcoBonus 110% si aggiungono ora nuove opportunità per realizzare il proprio impianto fotovoltaico per la produzione e l’autoconsumo di energia elettrica.

    Il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha firmato il decreto attuativo e inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

    Il decreto reintroduce la tariffa con la quale si incentiva la promozione dell’autoconsumo da fonti rinnovabili.

    Incentivo – Nuove tariffe

    La tariffa per l’energia autoconsumata sarà pari rispettivamente a:

    • 100 €/MWh per le configurazioni di autoconsumo collettivo;
    • 110 €/MWh per le comunità energetiche rinnovabili.

    Cumulabilità con EcoBonus 110%

    L’incentivo sopra è riconosciuto per un periodo di 20 anni e sarà gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

    Inoltre l’incentivo è cumulabile con l’Ecobonus 110% nei limiti previsti dalla legge (vedi guida pratica EcoBonus 110%).

    Pertanto, l’impianto fotovoltaico in determinate circostanze e se realizzato insieme ad altri interventi ammessi all’EcoBonus (Isolamento termico e/o Sostituzione impianto di climatizzazione), può rappresentare un investimento “a costo zero” (EcoBonus) con rendimenti certi (Incentivo) di “guadagno” e con “risparmio” sulla bolletta elettrica.

    Beneficiari

    Il provvedimento mira a favorire l’autoconsumo collettivo, attivabile da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio.

    Inoltre vengono costituite le comunità energetiche, a cui possono partecipare persone fisiche, PMI, enti locali.


    Approfondimenti: Comunicato ministeriale MISE

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    Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    La sola “sostituzione” dell’impianto di climatizzazione beneficia del 110%

    La sostituzione di un impianto di climatizzazione è un intervento che può beneficiare della detrazione del 110%, anche senza la concomitanza di altri interventi.

    Non solo, al pari degli interventi di isolamento termico, la sostituzione di un impianto è considerato intervento “trainante”, nel senso che grazie a questo intervento anche altri interventi di efficienza energetica, quali ad es sostituzione di infissi, impianto fotovoltaico, beneficiano del 110% .

    Ciò trova riscontro legislativo nella norma istitutiva dell’agevolazione (110%), nel cosiddetto”Decreto Rilancio“, all’articolo 119 comma 1, lettera B) e C).

    ART 119 – La detrazione (110%)…omissis…è prevista nei casi:

    Comma 1, lettera B)

    Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti …

    Comma 1, lettera C)

    Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti …

    Infatti nello specifico le spese ammesse all’agevolazione secondo l’articolo 5 lettera d) del Decreto Requisiti sono:

    lettera D): interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda e l’installazione di sistemi di building automation attraverso:

    1. fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti termici;
    2. smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale.”o totale, “fornitura e posa in opera” di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d’arte, di impianti di climatizzazione invernale con impianti di cui all’articolo 2, comma l, lettera e). omissis
    3. fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche nonché delle opere elettriche e murarie necessarie per l’installazione e la messa in funzione a regola d’arte, all’interno degli edifici o delle unità abitative, di sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici.
      Non è compreso tra le spese ammissibili l’acquisto di dispositivi che permettono di interagire da remoto con le predette apparecchiature, quali telefoni cellulari, tablet e personal computer o dispositivi similari comunque denominati.

    L’articolo 2 del Decreto Requisiti, alle lettere C), D) ed E), a cui si rimanda, elenca le caratteristiche che devono avere i nuovi impianti di acqua calda sanitaria e di climatizzazione (collettori solari, caldaie a condensazione, termoregolazione, pompe di calore, ecc)

    Asseverazione non sempre necessaria

    Se gli interventi che beneficiano del 110% si limitano ai soli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione, l’asseverazione che in genere deve essere prodotta da un tecnico abilitato, può essere sostituita da idonea documentazione prodotta dal fornitore degli apparecchi.

    Restano fermi gli altri adempimenti a cui si rimanda.

    La sola sostituzione dell’impianto di “acqua calda sanitaria” beneficia del 110%

    Il decreto attuativo, della norma istituiva dell’agevolazione, è stato chiamato “Decreto Requisiti”. Tale decreto nel confermare le prescrizioni richiamate, amplia gli interventi di sostituzione. Ciò anche in forza del Dlgs 48/2020, in vigore dall’11 giugno, che amplia la definizione di impianto termico contemplando anche l’impianto destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria. Infatti la nuova definizione di impianto termico è la seguente; «impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria. Attenzione però che, non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate».

    Non solo quindi la climatizzazione ma anche la sola sostituzione dell’impianto di acqua calda sanitaria può oggi beneficiare dell’agevolazione 110%, purchè l’impianto sia centralizzato e al servizio di più unità immobiliari.

    Resta sempre da garantire il prerequisito del risparmio energetico, il salto di due classi energetiche dell’edificio.


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      Riferimenti Normativi:

      Articolo 119 Decreto Rilancio

      Decreto Requisti

      CIRCOLARE N. 24/E 08/08/2020 Agenzia delle Entrate

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      Simulatore
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      Adempimenti

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      Bonus Verde 36% – Guida Pratica – Sistemazione verde dell’abitazione

      Ultima Modifica in Febbraio 11, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      Il bonus, prorogato per tutto l’anno 2021 dalla legge di bilancio, consiste nella detrazione pari al 36 per cento delle spese documentate fino a un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo.

      L’agevolazione è ripartita in 10 anni, a quote costanti, a partire dall’anno in cui si sono sostenute le spese ed in quelli successivi.

      L’importo massimo da recuperare nella dichiarazione dei redditi è di €1.800 (ovvero il 36% di €5.000).

      L’utilizzo in detrazione resta confermato come l’unica via per utilizzare il bonus riconosciuto, resta esclusa la possibilità di accedere alle due opzioni dello sconto in fattura e della cessione del credito.

      Beneficiari

      La detrazione spetta ai contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi. Pertanto non si deve essere necessariamente proprietari.

      Il Bonus Verde è riferito all’immobile per il quale vengono effettuati i lavori, e non alla persona proprietaria o titolare di un diritto sull’immobile.

      Al contribuente che esegue gli interventi su più unità immobiliari il diritto alla detrazione è riconosciuto più volte. Pertanto, ogni persona fisica può sommare le detrazioni per le spese sostenute su ciascun immobile di sua proprietà o del quale è detentore.

      Se l’area verde fa parte di una unità immobiliare con più abitazioni, la spesa massima consentita sarà sempre di 5 mila euro e la detrazione sarà ripartibile pro-quota tra gli aventi diritto.


      Interventi Ammessi all’Agevolazione

      Sistemazione a Verde (Prato/alberi/piante/arbusti/cespugli/specie vegetali)

      Fioriere e Allestimento a verde di balconi e terrazzi

      Recinzioni

      Impianti di irrigazione

      Realizzazione di pozzi

      Coperture a verde

      Giardini pensili

      La realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi è agevolabile solo se permanente e sempreché si riferisca (collegata) ad un intervento innovativo di sistemazione a verde degli immobili residenziali.

      Tra le spese ammesse alla detrazione rientrano anche quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi in questione.


      La detrazione non spetta per:

      • manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati
      • lavori in economia

      Sono, pertanto, detraibili le opere che si inseriscono in un intervento di sistemazione a verde dell’intero giardino o area interessata, consistente nella riqualificazione ex novo dell’area a verde o nel radicale rinnovamento dell’esistente.

      Il contribuente dovrà quindi rivolgersi a fornitori diversi (no fai da te) per l’acquisto degli alberi/piante/arbusti/cespugli/specie vegetali e per la realizzazione dell’intervento, fermo restando che l’agevolazione spetta a condizione, come detto, che l’intervento di riqualificazione dell’area verde sia complessivo e ricomprenda anche le prestazioni necessarie alla sua realizzazione.

      Se gli interventi di “sistemazione a verde” e di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili sono realizzati su unità immobiliari residenziali adibite promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, ovvero all’esercizio dell’attività commerciale, la detrazione spettante è ridotta al 50 per cento.


      Modalità di pagamento

      La detrazione spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni.

      Tali pagamenti possono essere effettuati a mezzo di assegni bancari, postali o circolari non trasferibili o con modalità informatizzate come ad esempio carte di credito, bancomat, bonifici.

      Documenti da conservare

      1

      Le fatture idonee a comprovare il sostenimento della spesa e la riconducibilità della stessa agli interventi agevolabili. Nel documento di spesa (Fattura) deve essere indicato il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e la descrizione dell’intervento deve consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

      2

      Le fatture idonee a comprovare il sostenimento della spesa e la riconducibilità della stessa agli interventi agevolabili. Nel documento di spesa (Fattura) deve essere indicato il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e la descrizione dell’intervento deve consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

      3

      La documentazione attestante il pagamento delle spese.

      4

      Autocertificazione attestante che l’ammontare delle spese sulle quali è calcolata la detrazione da parte di tutti gli aventi diritto non ecceda il limite massimo ammissibile.

      5

      Autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari.


      Riferimenti normativi


      Articoli Correlati

      Bonus 50% – Mobili ed Elettrodomestici

      Ultima Modifica in Dicembre 31, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      Il bonus del 50%, confermato per tutto l’anno 2021, è una detrazione Irpef riconosciuta ai contribuenti per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

      Rientrano nel novero delle spese che, se legate ad interventi di ristrutturazione edilizia, possono essere portati in detrazione fiscale: 

      • Letti, armadi, e mobili;
      • Elettrodomestici come frigoriferi, forni, lavasciuga, ecc.

      Utilizzo del Bonus

      La detrazione va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, innalzata al 16.000 per il 2021, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

      Lo sconto si recupera in 10 anni, in sede di dichiarazione dei redditi.

      Esempio: una spesa di 10 mila euro da diritto ad una detrazione di 5 mila euro, che può essere detratta in 10 anni per un importo annuo di 500 euro (in altri termini il contribuente verserà per 10 anni meno imposte, 500 euro in meno l’anno. Se si pensa che ad un pensionato o ad un dipendente vengono trattenuti alla fonte in media dai 4 mila ai 7 mila euro di IRPEF l’anno, il beneficio per tali contribuenti sarebbe quello di trovarsi uno stipendio/pensione maggiorato della stessa somma di 500 euro (pari a 42 euro mese).

      L’utilizzo in detrazione resta confermato come l’unica via per utilizzare il bonus riconosciuto. Infatti per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici resta esclusa la possibilità di accedere alle due opzioni dello sconto in fattura e della cessione del credito.


      Bonifico e Pagamento Tracciabile

      Il pagamento va effettuato con bonifico o carta di debito o credito.

      Se il pagamento è disposto con bonifico, non è necessario utilizzare quello predisposto per le spese di ristrutturazione edilizia.


      Interventi Edilizi necessari per avere la Detrazione

      I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti non danno diritto al bonus (per esempio, tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti, sostituzione di infissi esterni, rifacimento di intonaci interni).

      1. Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti.
      2. Ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza
      3. Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile
      4. Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.


      Per maggiori informazione sugli interventi che danno diritto alla detrazione è possibile consultare la guida dell’agenzia delle entrate:

      Guida Agenzia delle Entrate Bonus Mobili ed Elettrodomestici


      Bonus Condizionatori

      Ultima Modifica in Giugno 23, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      ll bonus condizionatori 2020 è una agevolazione fiscale (detrazione di imposta) che spetta a tutti i soggetti che decidono di acquistare oppure sostituire i propri condizionatori con uno a pompa di calore a risparmio energetico, come ad esempio classe A+++, sia per il riscaldamento che per il raffreddamento.

      L’agevolazione fiscale varia – 110%, 65% o 50% – a seconda della tipologia del lavoro eseguito o della semplice sostituzione.

      Il Bonus spetta purchè l’acquisto rispetti una delle seguenti condizioni:

      • senza sostituzione di un vecchio impianto, ma concomitante a interventi di risparmio energetico
      • senza ristrutturazione, ma in sostituzione di un vecchio impianto

      In tutti i casi è necessario inviare una comunicazione all’ENEA relativa alla classe energetica e alla potenza elettrica assorbita, così come previsto già per l’Ecobonus.


      Bonus con ristrutturazione

      Il bonus condizionatori con ristrutturazione beneficia delle stesse agevolazioni (110%, 65% o 50%) riconosciuti dalla legge agli interventi edilizi che il cittadino sta realizzando, purché venga dimostrato un risparmio energetico.

      Bonus senza ristrutturazione

      Infine, il bonus condizionatori spetta, sempre nella misura della detrazione al 50%, anche senza ristrutturazione se si acquista un climatizzatore a pompa di calore e l’intervento permette di sostituire un vecchio impianto con uno nuovo ad alta efficienza energetica. Ammontare di spese non superiore a 30 mila euro.


      Modalità di pagamento

      • Bonifico Bancario;
      • Pagamento rateale tramite finanziamento.

      Non sono ammessi le seguenti modalità di pagamento: Contanti, Carta di credito, Bancomat, PostaPay, Assegni.

      Va precisato che il Bonifico bancario dovrà essere di tipo parlante, ossia dovrà indicare i seguenti dati nella causale di pagamento:

      • Acquisto climatizzatore;
      • Codice fiscale dell’acquirente oppure partita IVA;
      • Riferimento al numero della fattura;
      • Riferimento alla legge del bonus.

      Sarebbe prudente comunque rivolgersi ad installatori specializzati e aggiornati per garantire il rispetto della normativa e i requisiti per l’ottenimento del bonus.

      Leggi anche

      ______________

      ENEA – Istruzioni e Comunicazione

      EcoBonus 110% – Guida Pratica

      Che cos’è

       il SuperBonus 110%

      E’ un beneficio fiscale (detrazione di Imposta) convertibile in Credito di Imposta o Sconto in fattura nella misura del 110% delle spese documentate e sostenute per specifici interventi, cosiddetti “trainanti” e “trainati”, eseguiti su edifici posseduti o di proprietà.

      Il Bonus è da RIPARTIRE IN 5 QUOTE ANNUALI di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, IN 4 QUOTE per quelle sostenute nel 2022.

      Il beneficiario, qualora non intendesse cedere il credito alle banche, avrebbe l’onere di anticipare la spesa per la parte scoperta dallo sconto su fatture, per poi recuperarla in busta paga, o in pensione o in dichiarazione, sottoforma di minor imposte pagate.

       

      Periodo di spesa

      Le spese ammesse al superbonus 110% devono essere sostenute nel periodo compreso dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022.

       

      Per i Condomini, se alla data del 30 giugno 2022 risultano effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, il termine ultimo entro cui far valere le spese ammesse a beneficio sarà il 31/12/2022.

      La proroga approvata dalla legge di bilancio per l’anno 2022 resta subordinata alla definitiva approvazione da parte del Consiglio dell’Unione europea, in caso contrario resterà valida la naturale scadenza del 31 dicembre 2021.

      Utilizzo del Bonus 110%

      I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

      Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
      Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
      Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
      Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

      Residuo annuo non utilizzabile

      Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

      (Vedi Esempio di Calcolo)


      La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
      Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
      (Qui l’approfondimento Sconto)
      La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
      (Qui l’approfondimento)
      La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
      (Qui l’approfondimento)

      Soggetti ammessi

      le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, che possiedono o detengono l’immobile unifamiliare o composto fino a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, anche senza condominio.

      i Condomini che possiedono o detengono unità immobiliare funzionalmente indipendente e che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno, sita all’interno di edifici plurifamiliari (es. villetta a schiera)

      La detrazione spetta ai privati:
      1. condomini;
      2. persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari (massimo  2 Unità).
      La detrazione spetta ai familiari a condizione che:
      • siano conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione se antecedente all’avvio dei lavori;
      • le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può esplicarsi la convivenza.
      La detrazione, pertanto, non spetta al familiare del possessore o del detentore dell’immobile nel caso di interventi effettuati su immobili che non sono a disposizione (in quanto locati o concessi in comodato). Per fruire del Superbonus non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi.
      I titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi effettuati:
      • dal condominio sulle parti comuni
      • direttamente su immobili di proprietà NON strumentali ma patrimoniali
       
      • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing"
      • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa
      • Onlus e associazioni di volontariato
      • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

      Titolo di disponibilità dell’immobile:

      • proprietario
      • nudo proprietario
      • titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
      • detentore dell’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile.

       

      Possono essere ammessi anche i familiari del possessore o del detentore dell’immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado), sempreché sostengano le spese per la realizzazione dei lavori.

      Dovranno essere possessori o detentori dell’immobile oggetto dell’intervento, in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio.

      Soggetti NON ammessi

      Il Superbonus non spetta ai soggetti che non possiedono redditi imponibili i quali, inoltre, non possono esercitare l’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito. E’ quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 24/E.

      Il superbonus non può essere fruito, inoltre,
      per interventi effettuati su unità immobiliari residenziali appartenenti alle categorie
      catastali A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli), ma solo per le unità immobiliari non aperte al pubblico.

      Attenzione ai proprietari di interi fabbricati con più di 4 unità abitative!!

      Attenzione alle abitazioni senza accesso autonomo!!

      Si tratta in particolare di due fattispecie che trovano restrizioni:

      Sono esclusi dall'Ecobonus gli interventi realizzati su un edificio composto da più di quattro unità immobiliari la cui proprietà è tale da non consentire la costituzione di un condominio. Esempio di edificio (più unità abitative) con unico proprietario o in comproprietà (es tra coniugi), cioè proprietà non separata. Non può costituirsi infatti il condominio se l'edificio è composto per cinque appartamenti in comproprietà. Per la costituzione del condominio occorrono più unità immobiliari appartenenti a più proprietari giuridicamente diversi.
      Sono esclusi dall'Ecobonus gli interventi realizzati su edifici le cui singole unità non dispongono di un "accesso autonomo". In pratica le unità immobiliari che fanno parte dello stesso edificio devono avere "accesso autonomo dall'esterno". Per accesso autonomo si intende un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d'ingresso che consenta l'accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di proprietà non esclusiva. Se non vi è accesso autonomo, restano ammissibili soltanto gli interventi sulle PARTI COMUNI di cui alla lettera b) dell'art 119. In pratica la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale CENTRALIZZATA .

      In sintesi, per essere ammessi all’ecobonus bisogna che l’edificio non abbia più di 4 unità immobiliare , oppure faccia parte di un complesso edilizio (condominio), il cui ingresso alla propria abitazione sia autonomo (es. villetta a schiera). Vedi Faq.

      Interventi TRAINANTI

      …su un massimo di due unità.

      L’agevolazione del 110% è vincolata alla realizzazione di almeno uno dei seguenti interventi:

      ....su superfici verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio
      • Spesa Max 60.000
      • Bonus Max 66.000
      ...di climatizzazione invernale esistenti
      • Spesa Max 30.000
      • Bonus Max 33.000
      ...zone sismiche 1-2-3
      • Spesa Max 96.000
      • Bonus Max 105.600

      Interventi Trainati (NON trainanti)

      …già agevolati (al 75% – 65%) da precedenti normative, potranno beneficiare del bonus 110% se realizzati in concomitanza ad uno degli interventi “Trainanti”.

      Altri Interventi di Ristrutturazione volti al risparmio energetico:

      Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
      • Isolamento termico
      • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

      Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

      1. Riqualificazione Energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro bonus ordinario 75%).
      2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
      3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
      4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
      5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
      6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
      7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
      Tra gli interventi di "Efficientamento Energetico", vi sono quelli di "Riqualificazione Energetica".
      Possono rientrare nella Riqualificazione Energetica tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione.

      Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato"


      La funzione di risultato dovrebbe comprendere tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee a conseguire determinati livelli di risparmio energetico.

      Detto ciò potrebbe rientrare, per esempio, la realizzazione di pareti interne o pavimenti, oltre ovviamente infissi e finestre, se si rispettano delle specifiche (es coibentazione) tali da poter raggiungere un migliore indice di prestazione energetica.

      E' consigliabile rivolgersi ad esperti.

      Devono essere (TRAINATI) realizzati con almeno uno dei seguenti interventi:
      • Isolamento termico
      • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
      • Riduzione del Rischio Sismico
      Approfondimenti su Impianto Fotovoltaico
      Deve essere (TRAINATO) realizzato con almeno uno dei seguenti interventi:
      • Isolamento termico
      • Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
      Ammontare massimo delle spese pari a 3.000 euro.

      Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

      • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
      • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
      • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
      • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

      E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
      L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
      Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
      Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
      Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
      Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

      Deduzione

      La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

      Esempio di deduzione:

      • Reddito 30.000
      • Spese deducibili 5.000
      • Reddito Tassato 25.000
      • Imposte 5.000

      Detrazione

      La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

      Esempio di Detrazione:

      • Reddito 30.000
      • Spese deducibili 5.000
      • Reddito Tassato 25.000
      • Imposte 5.000
      • Detrazione Imposta 5.000
      • Versamenti 0

      In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
      Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
      Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
      E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

      I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

      1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
      2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

       Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
      La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
      Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

      Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

      Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

      Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

      Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

      Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


      Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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