EcoBonus 110 – (art 119) Testo Coordinato della Norma

Ultima Modifica in Aprile 22, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Norme istitutive, modificative, integrative e attuative

Articolo 119 – Testo Coordinato

Titolo

Incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici

Comma 1

Istituzione EcoBonus 110%


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

La detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022 , da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, nei seguenti casi:

Comma 1 lettera a)

Interventi di isolamento termico


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Gli interventi per la coibentazione del tetto rientrano nella disciplina agevolativa, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente.

La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore:

  • 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità’ immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • euro 40.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • euro 30.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017.

Comma 1 lettera b)

Impianti su Parti Comuni


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102.

La detrazione di cui alla presente lettera e’ calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore:

  • a euro 20.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari
  • ovvero a euro 15.000 moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Comma 1 lettera c)

Impianti su Unità Abitativa


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti:

  1. con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria:
    • a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013;
    • a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici
  2. con impianti di microcogenerazione, a collettori solari o, esclusivamente per le aree non metanizzate nei comuni non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE
  3. con caldaie a biomassa aventi prestazioni emissive con i valori previsti almeno per la classe 5 stelle individuata ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 7 novembre 2017, n. 186 esclusivamente per i comuni montani non interessati dalle procedure europee di infrazione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente, definiti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102.

Anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6

La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed e’ riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Comma 1-bis

Definizione di

“Accesso autonomo dall’esterno

“Funzionalmente indipendente


Modifiche:

Legge n. 126 del 13 ottobre 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici, l’incentivo di cui al comma 1 spetta per l’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione

Ai fini del presente articolo, per “accesso autonomo dall’esterno” si intende un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di proprietà non esclusiva

Un’unità immobiliare può ritenersi “funzionalmente indipendente” qualora sia dotata di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva:

  1. impianti per l’approvvigionamento idrico; impianti per il gas;
  2. impianti per l’energia elettrica;
  3. impianto di climatizzazione invernale

Comma 1-ter – quater

Edifici privi di attestato di prestazione energetica


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Sono compresi fra gli edifici che accedono alle detrazioni di cui al presente articolo anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi, che devono comprendere anche quelli di cui alla lettera a) del comma 1, anche in caso di demolizione e ricostruzione o di ricostruzione su sedime esistente, raggiungano una classe energetica in fascia A.

Comma 2

Estensione al 110% per altri Interventi

Efficienza Energetica

Barriere Architettoniche

detti “Trainati”


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

L’aliquota prevista al comma 1, alinea, del presente articolo si applica anche a tutti gli altri interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, nei limiti di spesa previsti, per ciascun intervento di efficienza energetica, dalla legislazione vigente, nonché agli interventi previsti dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera e), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, anche ove effettuati in favore di persone di età superiore a sessantacinque anni, a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al citato comma 1.

Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al citato comma 1 siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi di cui al presente comma, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al medesimo comma 1, fermi restando i requisiti di cui al comma 3.

Comma 3

Requisiti

Miglioramento classi energetiche

Demolizione e ricostruzione


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Ai fini dell’accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo devono rispettare i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari le quali siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno, ovvero, se ciò non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E.), di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, prima e dopo l’intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Nel rispetto dei suddetti requisiti minimi, sono ammessi all’agevolazione, nei limiti stabiliti per gli interventi di cui ai citati commi 1 e 2, anche gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

Comma 3-bis

Proroga per Istituti Autonomi Case Popolari


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Per gli interventi effettuati dai soggetti di cui al comma 9, lettera c), le disposizioni dei commi da 1 a 3 si applicano anche alle spese, documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022.

Per le spese sostenute dal 1° luglio 2022 la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo.

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Comma 4

Rischio Sismico Estensione al 110%

Cessione del 90% a fronte di Polizza Assicurativa


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Per gli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, l’aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, la detrazione è ripartita in quattro quote annuali di pari importo.

Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipulazione di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell’articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta nella misura del 90 per cento.

Le disposizioni del primo e del secondo periodo non si applicano agli edifici ubicati nella zona sismica 4 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003.

Comma 4-bis

Rischio Sismico Monitoraggio

Estensione al 110%


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

La detrazione spettante ai sensi del comma 4 del presente articolo è riconosciuta anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, a condizione che sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente per i medesimi interventi.

Comma 4-ter

Aumento limiti di spesa


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

I limiti delle spese ammesse alla fruizione degli incentivi fiscali eco bonus e sisma bonus di cui ai commi precedenti, sostenute entro il 31 dicembre 2020, sono aumentati del 50 per cento per gli interventi di ricostruzione riguardanti i fabbricati danneggiati dal sisma nei comuni di cui agli elenchi allegati al decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, e di cui al decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77. In tal caso, gli incentivi sono alternativi al contributo per la ricostruzione e sono fruibili per tutte le spese necessarie al ripristino dei fabbricati danneggiati, comprese le case diverse dalla prima abitazione, con esclusione degli immobili destinati alle attività produttive”

Comma 4-quater

Stato di emergenza


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dal 1° aprile 2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, gli incentivi di cui al comma 4 spettano per l’importo eccedente il contributo previsto per la ricostruzione.

Comma 5

Fotovoltaico

Intervento “Trainato

Estensione al 110%


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, ovvero di impianti solari fotovoltaici su strutture pertinenziali agli edifici, la detrazione di cui all’articolo 16-bis, comma 1, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella misura del 110 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, sempreché l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai commi 1 o 4 del presente articolo. In caso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) e f), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il predetto limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.

Comma 6

Fotovoltaico e Sistemi di Accumulo

Intervento “Trainato

Estensione al 110%

La detrazione di cui al comma 5 è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

Comma 7

Fotovoltaico e Sistemi di Accumulo

Requisito cessione energia e non cumulabilità di incentivo


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

La detrazione di cui ai commi 5 e 6 del presente articolo è subordinata alla cessione in favore del Gestore dei servizi energetici (GSE), con le modalità di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, dell’energia non autoconsumata in sito ovvero non condivisa per l’autoconsumo, ai sensi dell’articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all’articolo 25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.

Con il decreto di cui al comma 9 del citato articolo 42-bis del decreto-legge n. 162 del 2019, il Ministro dello sviluppo economico individua i limiti e le modalità relativi all’utilizzo e alla valorizzazione dell’energia condivisa prodotta da impianti incentivati ai sensi del presente comma.

Comma 8

Ricarica Veicoli Elettrici

Intervento “Trainato”

Estensione al 110%


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, per gli interventi di installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, la detrazione e’ riconosciuta nella misura del 110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, sempreché’ l’installazione sia eseguita congiuntamente a uno degli interventi di cui al comma 1 del presente articolo e comunque nel rispetto dei seguenti limiti di spesa, fatti salvi gli interventi in corso di esecuzione:

  • euro 2.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o piu’ accessi autonomi dall’esterno secondo la definizione di cui al comma 1-bis del presente articolo;
  • euro 1.500 per gli edifici plurifamiliari o i condomini che installino un numero massimo di otto colonnine;
  • euro 1.200 per gli edifici plurifamiliari o i condomini che installino un numero superiore a otto colonnine.

L’agevolazione si intende riferita a una sola colonnina di ricarica per unità immobiliare.

Comma 8-bis

Proroga per Condomini al 31/12/2022


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Per gli interventi effettuati dai soggetti di cui al comma 9, lettera a), per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022.

Per gli interventi effettuati dai soggetti di cui al comma 9, lettera c), per i quali alla data del 31 dicembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo, la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023.

Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 8 si applicano agli interventi effettuati:

a) dai condomini e dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche;

b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari, salvo quanto previsto al comma 10;

c) dagli istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

d) dalle cooperative di abitazione a proprieta’ indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;

d-bis) dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;

e) dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Comma 9-bis

Semplificazioni delibere assembleari


Modifiche:

Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Le deliberazioni dell’assemblea del condominio aventi per oggetto l’approvazione degli interventi di cui al presente articolo sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio.

Le deliberazioni dell’assemblea del condominio, aventi per oggetto l’imputazione a uno o piu’ condomini dell’intera spesa riferita all’intervento deliberato, sono valide se approvate con le stesse modalità di cui al periodo precedente e a condizione che i condomini ai quali sono imputate le spese esprimano parere favorevole.

Le persone fisiche di cui al comma 9, lettere a) e b), possono beneficiare delle detrazioni di cui ai commi da 1 a 3 per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Comma 11

Visto di Conformità

Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo.

Il visto di conformità è rilasciato ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del comma 3 dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all’articolo 32 del citato decreto legislativo n. 241 del 1997.

Comma 12

Comunicazione Telematica opzione sconto/cessione

I dati relativi all’opzione sono comunicati esclusivamente in via telematica, anche avvalendosi dei soggetti che rilasciano il visto di conformità di cui al comma 11, secondo quanto disposto con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che definisce anche le modalità attuative del presente articolo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Comma 13

Asseverazione tranne per fotovoltaico e infrastruttura di ricarica


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Ai fini della detrazione del 110 per cento di cui al presente articolo e dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121:


a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione è trasmessa, esclusivamente per via telematica, all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità attuative;


b) per gli interventi di cui al comma 4, l’efficacia degli stessi al fine della riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 58 del 28 febbraio 2017. I professionisti incaricati attestano altresì la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Il soggetto che rilascia il visto di conformità di cui al comma 11 verifica la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

Comma 13-bis

Asseverazione e Stati di Avanzamento


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

L’asseverazione di cui al comma 13, lettere a) e b), del presente articolo è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori sulla base delle condizioni e nei limiti di cui all’articolo 121.

L’asseverazione rilasciata dal tecnico abilitato attesta i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione.

Ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese si fa riferimento ai prezzari individuati dal decreto di cui al comma 13, lettera a).

Nelle more dell’adozione del predetto decreto, la congruità delle spese è determinata facendo riferimento ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto, ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

Comma 13-ter

Semplificazioni Titoli Parti Comuni


Modifiche:

Legge n. 126 del 13 ottobre 2020

Al fine di semplificare la presentazione dei titoli abitativi relativi agli interventi sulle parti comuni che beneficiano degli incentivi disciplinati dal presente articolo, le asseverazioni dei tecnici abilitati in merito allo stato legittimo degli immobili plurifamiliari, di cui all’articolo 9-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e i relativi accertamenti dello sportello unico per l’edilizia sono riferiti esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati dai medesimi interventi

Comma 14

Professionista

Sanzioni

Polizza


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa.

I soggetti di cui al primo periodo stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata.

L’obbligo di sottoscrizione della polizza si considera rispettato qualora i soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni abbiano già sottoscritto una polizza assicurativa per danni derivanti da attività professionale ai sensi dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, purché questa: a) non preveda esclusioni relative ad attività di asseverazione; b) preveda un massimale non inferiore a 500.000 euro, specifico per il rischio di asseverazione di cui al presente comma, da integrare a cura del professionista ove si renda necessario; c) garantisca, se in operatività di claims made, un’ultrattività pari ad almeno cinque anni in caso di cessazione di attività e una retroattività pari anch’essa ad almeno cinque anni a garanzia di asseverazioni effettuate negli anni precedenti. In alternativa il professionista può optare per una polizza dedicata alle attività di cui al presente articolo con un massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 euro, senza interferenze con la polizza di responsabilità civile di cui alla lettera a).

La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689. L’organo addetto al controllo sull’osservanza della presente disposizione ai sensi dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è individuato nel Ministero dello sviluppo economico.

Comma 14-bis

Cartello Cantiere


Modifiche:

Legge Bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020

Per gli interventi di cui al presente articolo, nel cartello esposto presso il cantiere, in un luogo ben visibile e accessibile, deve essere indicata anche la seguente dicitura: “Accesso agli incentivi statali previsti dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, superbonus 110 per cento per interventi di efficienza energetica o interventi antisismici.

Comma 15

Ammissibilità Spese Attestazioni

Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di conformità di cui al comma 11.

Comma 15-bis

Esclusioni Categorie Catastali


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8, nonché alla categoria catastale A/9 per le unità immobiliari non aperte al pubblico.

Comma 16

Modifiche normativa efficienza energetica


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Al fine di semplificare l’attuazione delle norme in materia di interventi di efficienza energetica e di coordinare le stesse con le disposizioni dei commi da 1 e 3 del presente articolo, all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le seguenti modificazioni, con efficacia dal 1° gennaio 2020:


a) il secondo, il terzo e il quarto periodo del comma 1 sono soppressi;


b) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
“2.1. La detrazione di cui ai commi 1 e 2 e’ ridotta al 50 per cento per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2018, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013. Sono esclusi dalla detrazione di cui al presente articolo gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe di cui al periodo precedente. La detrazione si applica nella misura del 65 per cento per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal citato regolamento delegato (UE) n. 811/2013, e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione 2014/C 207/02 della Commissione, o con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Comma 16-bis

Produzione di energia fino a 200 kW


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

L’esercizio di impianti fino a 200 kW da parte di comunità energetiche rinnovabili costituite in forma di enti non commerciali o da parte di condomini che aderiscono alle configurazioni di cui all’articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, non costituisce svolgimento di attività commerciale abituale.

La detrazione prevista dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per gli impianti a fonte rinnovabile gestiti da soggetti che aderiscono alle configurazioni di cui al citato articolo 42-bis del decreto-legge n. 162 del 2019 si applica fino alla soglia di 200 kW e per un ammontare complessivo di spesa non superiore a euro 96.000.

Comma 16-ter

Produzione di energia fino a 200 kW

Estensione al 110%


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Le disposizioni del comma 5 si applicano all’installazione degli impianti di cui al comma 16-bis. L’aliquota di cui al medesimo comma 5 si applica alla quota di spesa corrispondente alla potenza massima di 20 kW e per la quota di spesa corrispondente alla potenza eccedente 20 kW spetta la detrazione stabilita dall’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel limite massimo di spesa complessivo di euro 96.000 riferito all’intero impianto.

Comma 16-quater

Fondi


Modifiche:

LEGGE n. 77 del 17 luglio 2020

Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati:

  • in 63,6 milioni di euro per l’anno 2020,
  • in 1.294,3 milioni di euro per l’anno 2021,
  • in 3.309,1 milioni di euro per l’anno 2022,
  • in 2.935 milioni di euro per l’anno 2023,
  • in 2.755,6 milioni di euro per l’anno 2024,
  • in 2.752,8 milioni di euro per l’anno 2025,
  • in 1.357,4 milioni di euro per l’anno 2026,
  • in 27,6 milioni di euro per l’anno 2027,
  • in 11,9 milioni di euro per l’anno 2031,
  • in 48,6 milioni di euro per l’anno 2032,

si provvede ai sensi dell’articolo 265.


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    EcoBonus 110 – No ai proprietari di interi fabbricati senza condomino

    Attenzione ai proprietari di immobili in cui vi siano più unità abitative!!

    La Legge di Bilancio 2021 ammette al superbonus 110% gli edifici composti da quattro unità immobiliari, distintamente accatastate, possedute da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche..

    Per essere ammessi all’ecobonus bisogna:

    • che l’edificio non sia composto da più di quattro unità immobiliari 
    • oppure, se superiore a 4 unità immobiliari appartenenti allo stesso edificio o complesso edilizio, che vi sia costituito il condominio.

    Il riferimento normativo al “condominio” (articolo 119, comma 9, lettera a, del decreto legge n. 34 del 2020) comporta che il Superbonus spetti per gli interventi realizzati sulle parti comuni di un edificio in condominio.

     Sono da intendersi esclusi gli interventi su edifici composti da più di 4 unità immobiliari di un unico proprietario o di comproprietari. Anche la comproprietà se riferita all’intero fabbricato rappresenta una causa ostativa all’accesso ecobonus 110%. Si preda l’esempio di un fabbricato a più livelli appartenente interamente a due coniugi in comproprietà; se tale fabbricato è composto da più di 4 unità catastalmente individuabili non presenta le condizioni costitutive di condominio in quanto entrambi i coniugi sono comproprietari di ogni unità abitativa. Pertanto questa fattispecie non rientra nell’ecobonus 110%.

    Nell’ipotesi invece in cui si verificano le condizioni costitutive di condominio, si deve rispettare la condizione dell’accesso autonomo (a cui si rimanda qui per un Approfondimento).

    CIRCOLARE N. 24/E 08/08/2020 Agenzia delle Entrate

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      EcoBonus 110 – No ai condomini senza accesso autonomo

      Attenzione ai condomini le cui abitazioni non dispongono di un ingresso indipendente collegato con l’esterno!!

      Secondo quanto previsto dal nuovo comma 1-bis all’articolo 119 del “Decreto Rilancio” che istituisce l’Ecobonus 110%, i condomini, le cui unità abitative non dispongono di accesso autonomo dall’esterno, non possono beneficare del superbonus 110%.

      Il nuovo comma 1-bis all’articolo 119 del “decreto Rilancio” è stato introdotto dalla legge di conversione del 13 ottobre 2020, n. 126, in modifica e integrazione al decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104.

      E’ quanto sollevato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini sulle questioni interpretative della norma, nell’audizione tenuta il 18 novembre 2020 in Commissione parlamentare di vigilanza.

      Il nuovo comma 1-bis prevede che per accesso autonomo dall’esterno «si
      intende un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di proprietà non esclusiva»

      Qui sotto il Link della Audizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate in cui pagina 8 punto 3 viene trattata la questione del novello comma 1-bis.

      In breve, mentre gli edifici fino a quattro unità immobiliari alla luce delle modifiche apportate dalla legge di bilancio 2021 sono ammessi anche senza condominio, le altre unità abitative rientrano nell’Ecobonus solo se le stesse sono funzionalmente indipendenti e dispongono di ingresso autonomo che consente l’accesso dall’esterno tramite portone o cancello (es. villetta a schiera). 

      Se non vi è accesso autonomo, resterebbero ammissibili soltanto gli interventi sulle PARTI COMUNI di cui alla lettera b) dell’art 119, quelle cioè relative alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale CENTRALIZZATA .

      La nuova legge di bilancio 2021 introduce una nuova definizione secondo la quale un’unità immobiliare può ritenersi “funzionalmente indipendente” qualora sia dotata di almeno tre delle seguenti installazioni o manufatti di proprietà esclusiva: 

      1. impianti per l’approvvigionamento idrico; 

      2. impianti per il gas;

      3. impianti per l’e­nergia elettrica; 

      4. impianto di climatizzazione invernale

       

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        Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

        EcoBonus 110% – Bonus Riqualificazione Energetica – Bonus Facciate – Bonus Ristrutturazione – Bonus Verde – Bonus Mobili

        Bonus

        Elenco di tutte le agevolazioni valide per il 2020 e il 2021, che interessano l’edilizia sulle abitazioni.
        Detrazione di Imposta in 5 quote annuali pari al 110% delle spesa per
        1. Isolamento termico
        2. Sostituzione Impianti di climatizzazione
        3. Interventi antisismici
        4. Installazione di impianti fotovoltaici
        5. Infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
        Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari ad una percentuale che varia da 50% a 85% a seconda del tipo di intervento .

        Gli interventi di efficientamento energetico sono quelli previsti dall’articolo 14 del decreto legge n. 63/2013:

        1. riqualificazione energetica (vedi nota sotto) di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria (valore massimo della detrazione fiscale (75%) è di 100.000 euro).
        2. acquisto e posa in opera delle schermature solari  
        3. acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili  
        4. acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative  
        5. acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti  
        6. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione  
        7. acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.
        NOTA: Gli interventi di riqualificazione energetica possono riguardare tantissime opere e impianti rientranti nella comune e ordinaria ristrutturazione. Infatti la normativa non elenca e non può elencare tali interventi ma rimanda ad una "funzione di risultato", ovvero a tutto ciò che può conseguire una riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria dell’intero fabbricato e raggiungere le prestazioni energetiche idonee  a  conseguire  determinati  livelli  di  risparmio energetico. Per fare qualche esempio anche l'installazione di  pareti interne,  o pavimenti, o infissi e finestre può raggiungere migliore indice di prestazione energetica.
        Per le diverse percentuale consultare qui l'Allegato al Decreto Requisiti
         
        Detrazione di Imposta in 10 quote annuali pari al 90% delle spesa-
        Si tratta dei seguenti interventi su edifici esistenti ubicati in determinate zone:
        1. pulitura o tinteggiatura esterna
        2. recupero o restauro della facciata esterna degli

        Sono ammessi al beneficio esclusivamente gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. In particolare, si tratta delle zone A e B individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 del Ministro dei lavori pubblici:
        1. la prima include le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
        2. la seconda, invece, include le altre parti del territorio edificate, anche solo in parte, considerando tali le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.
         
        L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione del 50% e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
        È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.

        In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
        Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
         
        Il bonus verde consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per i seguenti interventi:
        • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
        • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
        La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto,  la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.
        Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni, frigoriferi, lavastoviglie), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

        Opzioni

        Detrazione/Cessione/Sconto valide per tutti i Bonus (eccetto Bonus Verde e Bonus Mobili/Elettrodomestici)

        I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

        Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
        Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
        Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
        Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

        Residuo annuo non utilizzabile

        Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

        (Vedi Esempio di Calcolo)


        La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
        Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
        (Qui l’approfondimento Sconto)
        La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
        (Qui l’approfondimento)
        La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
        (Qui l’approfondimento)


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          EcoBonus 110 – Quando l’IVA è compresa nel Bonus

          Come si applica l’IVA sugli interventi ammessi all’EcoBonus?

          Principio Generale

          L’IVA è una spesa ammissibile solo quando rappresenta un costo.

          IVA ed EcoBonus

          Per tutte le detrazioni e i crediti fiscali (EcoBonus 110% compreso), l’importo massimo su cui calcolare l’agevolazione è:

          1. Iva compresa per i privati (rappresenta un costo)
          2. IVA esclusa per le aziende (non rappresenta un costo essendo iva a credito detraibile in liquidazione)

          Importo
          Cappotto Termico 30.000,00
           IVA al 10% 3.000,00
          Spesa IVA compresa
          33.000,00
          EcoBonus 110%
          36.300,00

          Importo
          Cappotto Termico 30.000,00
           IVA al 10% 3.000,00
          Spesa IVA NON compresa
          30.000,00
          EcoBonus 110%
          33.000,00

          IVA in Edilizia

          Gli interventi che beneficiano di detrazioni fiscali, es. risparmio energetico, facciate, ristrutturazioni edilizie, rientrano nel regime dei cosiddetti “interventi di recupero del patrimonio immobiliare”, in base al quale regime si applicano due possibili aliquote:

           

          1. Iva 10%

          • Manodopera, Materie Prime e Prodotti Finiti non significativi

          2. Iva 22%

          • Prestazioni professionali
          • Prodotti Finiti Significativi” (cioè Beni Finiti di un certo “valore“).

          Regola speciale

          L’installazione di pannelli solari (beni e manododpera) è sempre assoggettata all’aliquota IVA del 10%

          Applicazione IVA per Aliquote

          • Manodopera
          • Installazioni
          • Materie Prime, Semilavorati, Altri Beni “Non Finiti”
          • Pannelli Solari (Apparecchiature e installazione)
          • Beni Finiti “Non Significativi” – Es Tapparelle, Raccordi, Elementi, Radiatori, ecc
          • Beni Finiti “Significativi” – Es Caldaia (entro il limite del 50% del tot contratto chiavi in mano)
          • Consulenze Tecniche, Progettazione, Asseverazioni e Certificazioni
          • Materie Prime acquistati dal committente
          • Beni Significativi scoperti da installazione e posa in opera

          IVA per tipologia di spese

          • IVA agevolata al 10%
          La prestazione di servizi è un obbligo di “fare”, anziché quella di “dare”, se ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”,assume natura di operazione soggetta a IVA agevolata al 10%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
          • al 10% se forniti dalla ditta che esegue i lavori
          • al 22% se acquistati direttamente e forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

          Tutti i Beni che non rispondono alla definizione di “Beni Finiti”, sono da considerare “Beni NON Finiti“, quindi materie prime e semilavorati.

          Esempio di Materie Prime e Semilavorati:

          • tegole
          • piastrelle
          • mattoni
          • materiale edile
          • ecc.
          Il loro impiego concorre a formare altri beni, es tetto, pavimenti, muri.
          • Per i Beni Finiti l’Iva può essere al 10%, al 22% o mista a seconda se il Prodotto Finito sia o meno “Significativo”
          • I Pannelli Solari (apparecchiatura e manodopera) appartengono ad un regime speciale di aliquota al 10%
          • Il prodotto finito “non significativo” avrà sempre aliquota al 10%, anche se acquistato direttamente dal committente.

          Esempio di Beni Finiti NON Significativi:

          • Tapparelle e Zanzariere,
          • Raccordatori
          • Elementi degli Impianti elettrici
          • Radiatori degli impianti termici
          • ecc.

          Si definiscono beni finiti quelli che successivamente al loro impiego non perdono la loro individualità e pur incorporandosi nell’immobile possono essere sostituiti autonomamente (es infissi, sanitari, apparecchiatura elettrica, ecc), non perdono la loro individualità, né si trasformano in beni diversi.

          L’acquisto di “Beni finiti”, purchè “non significativi”, per beneficiare della aliquota 10% deve essere ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”, altrimenti assume natura di operazione soggetta a IVA Ordinaria del 22%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
          Il prodotto finito è significativo perchè il suo valore è rilevante rispetto al lavoro di posa in opera o di installazione.

          I “prodotti finiti” significativi sono tassativamente elencati per legge e comprendono:

          • ascensori e montacarichi
          • infissi esterni ed interni
          • caldaie
          • videocitofoni
          • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
          • sanitari e rubinetterie da bagno
          • impianti di sicurezza
          Il “prodotto finito significativo” avrà un’Iva mista, se la cessione è con “posa in opera”, ovvero quando si configura una vera e propria prestazione di servizi dipendente da contratto di appalto chiavi in mano. Vedi Esempi

          Esempio 1 – Prodotto Finito Significativo con IVA al 10%

          Iva è al 10% quando il valore del Bene Significativo non supera il valore della prestazione d’opera
          • 5.000 Prestaz. d’opera
          • 5.000 Condizionatori

          Esempio 2 – Prodotto Finito Significativo con IVA mista

          • 4.000 Prestaz. d’opera
          • 6.000 Condizionatori
          • 10.000 Totale Intervento
            • 10% su 8.000 pari alla capienza della prestazione d’opera
            • 22% su 2.000

          Esempio 3 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista senza manodopera

          • 22% su 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
          • 10% su  2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)

          Esempio 4 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista e manodopera

          • 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
          • 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
          • 2.000 Manodopera
          • 14.000 Totale Intervento
            • 10% su 2.000 infissi pari alla capienza della prestazione d’opera
            • 22% su 8.000 infissi non capienti
            • 10% su 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
            • 10% su 2.000 Manodopera
              • Riepilogo IVA
              • 10% su 6.000
              • 22% su 8.00

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            EcoBonus 110% – Esempio di Calcolo

            Esempi

            La quota residua di detrazione non utilizzata interamente nell’anno in cui si avrebbe diritto, non può essere trasferita/utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. 

             

             

             

             

            Il periodo di utilizzo ordinario della detrazione per Altre spese di riqualificazione (es Infissi) è di 10 anni. Diventa di 5 anni se abbinato all’EcoBonus per beneficiare del 110%.

            Ipotesi di Investimento al 110%


            +30.000 (Isolamento Termico Involucro)

            +10.000 (Altri Interventi Riqu. Energ. es Infissi)

            +20.000 (Spese per Fotovoltaico)


            60.000 Totale spese


            Calcolo


            110% (Percentuale EcoBonus)

            66.000 (Bonus)


            5 anni (Periodo di utilizzo della detrazione)

            13.200 (Quota annua Utilizzabile*)

            Ipotesi di Investimento misto 110%-90%-50%


            +10.000 (Sost. Impianto di Climatizz. 110%)

            +10.000 (Riqualif Energ Infissi 110%)

            +20.000 (Facciata 90%)

            +30.000 (Ristrutturazione 50%)


            70.000 Totale spesa


            Calcolo

            Simulatore

            Spesa % Bonus Bonus Anni Quota Annua
            20.000 110% 22.000 5 4.400
            20.000 90% 18.000 10 1.800
            30.000 50% 15.000 10 1.500
            Totale 55.000

            Ripartizione bonus misto in 10 anni

            1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Totale
            7,7 7,7 7,7 7,7 7,7 3,3 3,3 3,3 3,3 3,3 55,00
            in M€

            Calcola tu


            Gli Utilizzi del Bonus

            I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

            Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
            Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
            Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
            Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l’importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

            Residuo annuo non utilizzabile

            Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

            (Vedi Esempio di Calcolo)


            La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
            Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
            (Qui l’approfondimento Sconto)
            La cessione del credito agli istituti bancari è un’operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
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            La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
            (Qui l’approfondimento)

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              Approfondimenti

              Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

              • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
              • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
              • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
              • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

              E’ consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un’adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
              L’uso combinato delle due opzioni, l’utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l’investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
              Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
              Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
              Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
              Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

              Deduzione

              La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un’aliquota.

              Esempio di deduzione:

              • Reddito 30.000
              • Spese deducibili 5.000
              • Reddito Tassato 25.000
              • Imposte 5.000

              Detrazione

              La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

              Esempio di Detrazione:

              • Reddito 30.000
              • Spese deducibili 5.000
              • Reddito Tassato 25.000
              • Imposte 5.000
              • Detrazione Imposta 5.000
              • Versamenti 0

              In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
              Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
              Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
              E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

              I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

              1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
              2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

               Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
              La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
              Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all’EcoBonus.

              Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell’IVA.

              Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

              Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l’anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell’economia di tutta l’operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l’abitazione.

              Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull’acquisto del credito.

              Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


              Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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