SuperBonus 110 – Proroga al 15 aprile 2021 la comunicazione spese 2020

Ultima Modifica in Aprile 2, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Le opzioni “Sconto” e “Cessione Credito” devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate annualmente. Ciò vale per gli interventi Superbonus decreto-legge n. 34 del 2020 che e per gli altri interventi edilizi elencati al comma 2 del medesimo articolo 121 dello stesso Decreto.

La comunicazione dell’opzione deve essere inviata telematicamente entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione.

Il termine di scadenza del 16 marzo 2021 per l’invio delle spese relative al periodo 2020 è stato prorogato prima al 31 marzo 2021, con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 febbraio 2021 e per ultimo con provvedimento del 30 marzo 2021 al 15 aprile 2021.

Attenzione: La mancata comunicazione entro il 15/04/2021 fa perdere il diritto alla Cessione Credito e alla fruizione dello Sconto per le spese sostenute nel periodo 2020.


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    Cessione Credito e Sconto in Fattura – Per quali Interventi e per quale Aliquota?

    Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    E’ la risoluzione N. 83/E del 28 dicembre 2020 dell’Agenzia delle Entrate a fare chiarezza sul sistema complesso della norma che regola l’ opzione dello Sconto e della Cessione del Credito di imposta.

    I crediti d’imposta sono fruiti con la stessa ripartizione con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione dal beneficiario originario (cinque o dieci quote annuali di pari importo); la quota dei crediti non compensata nell’anno di riferimento non può essere fruita negli anni successivi, né può essere richiesta a rimborso.

    Le suddette opzioni possono essere esercitate in relazione alle spese sostenute per interventi di:

    1.

    50%

    Recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) ;

    2.

    Fino a 110%

    Efficienza Energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63 (c.d. Ecobonus) e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. Superbonus);


    3.

    Fino a 110%

    Misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, del decreto-legge n. 63 del 2013 (c.d. sismabonus) e di cui al comma 4 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. superbonus);


    4.

    90%

    Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna (c.d. bonus facciate), di cui all’articolo 1, commi 219 e 220, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;


    5.

    Fino al 110%

    Installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h), del TUIR, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. superbonus);


    6.

    Fino al 110%

    Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge n. 63 del 2013 e di cui al comma 8 dell’articolo 119 del citato decreto-legge n. 34 del 2020 (c.d. superbonus).



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      Bonus Casa – Come vendere il credito di imposta on-line – Piattaforma SiBonus di Infocamere

      Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

      E’ InfoCamere, società delle Camere di Commercio Italiane, ad avere pubblicato la prima piattaforma on-line per lo scambio diretto tra venditori e acquirenti del credito di imposta. 

      Si chiama “SiBonus“la nuova piattaforma.


      Come funziona:

      Annuncio – Accodo – Vendita


      Chi può utilizzare la Piattaforma SiBonus

      Il servizio è accessibile a tutti i cittadini dotati di una identità digitale SPID/CNS interessati a vendere o acquistare crediti di imposta generati a seguito dagli interventi previsti dalla legge (Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus, Bonus facciate, Bonus ristrutturazioni).

      Come inserire e consultare gli annuci

      Qualsiasi utente una volta acceduto al servizio potrà compilare e pubblicare gratuitamente un annuncio di vendita del proprio credito di imposta. L’annuncio sarà ricercabile e consultabile gratuitamente in modalità anonima da tutti gli utenti che, se interessati, potranno contattarti per conoscerti e avere più informazioni per acquistare il tuo credito


      Qui il Link della Piattaforma SiBonus di Infocamere


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        EcoBonus 110 – Offerte Banche a confronto

        Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

        102,00 € su 110


        102,00 € su 110


        103,00 € su 110


        105,00 € su 110


        100,00 € su 110


        102,00 € su 110

        101,00 € su 110


        Dettaglio offerte di acquisto

        Banca Offerta su 110 di credito
        Fineco 105
        Poste Italiane 103
        Unicredit 102
        Banca Intesa 102
        Mediolanum 102
        MPS 101
        BNL 100
        E' l'UniCredit la banca che propone la prima offerta di acquisto del credito di imposta.
        Il foglio informativo pubblicato da UniCredit offre ai contribuenti un PREZZO DI ACQUISTO valevole fino al 30 settembre 2020, diverso per tipo di contribuente e tipologia di credito:
        • Persone fisiche e Condomini - € 102 per ogni 110€ di credito di imposta
        • Imprese - € 100 per ogni 110€
        • Crediti fiscali diversi dal Superbonus 110% - € 78 per ogni 100€
        In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102.
        Anche Banca Intesa ha pubblicato la sua offerta di acquisto
        (Qui il foglio Informativo Banca Intesa).
        Attraverso tale offerta, il Contribuente/Beneficiario che ha maturato un credito d’imposta lo trasferisce pro-soluto e a titolo definitivo alla banca il credito ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata. Offerte di acquisto Banca Intesa:
        • EcoBonus 110% - Prezzo di Acquisto 92,70% del credito
        • Diversi da EcoBonus con detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,10% del credito
        • Diversi da EcoBonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito
        In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102 (pari al 92,70% di 110).
        Poste Italiane ha annunciato il suo ingresso in campo con la piattaforma online o, in alternativa, gli sportelli sul territorio.

        Poste mette in campo un meccanismo di cessione del credito a rimborso dei costi già sostenuti da imprese e privati.


        L'offerta in linea generale proposta a privati e piccole imprese è che, a fronte della cessione del 110% del bonus per tutti i cinque anni, Poste rimborserà in un’unica soluzione il 103% .
        La procedura di PosteItaliane mira all'obiettivo "Documenti Zero". Infatti il cliente di Poste deve avere già la titolarità del credito, già perfezionata dal visto di conformità.
        Qui la pagina PosteItaliane
        L’importo liquidato sarà pari a:
        • 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni(pari al 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
        • 85 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni(pari all’85% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
        Per esempio:
        • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 110% (Superbonus) con recupero fiscale in 5 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 105.000 euro
        • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 80% con recupero fiscale in 10 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 68.000 euro
        Offerte di acquisto BNL:
        • EcoBonus 110% detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,91% del credito
        • Bonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito

        Esempio di vendita a BNL (Ecobonus 110%):
        • Spese 100
        • Credito di imposta 110
        • Valore di vendita 100 (pari al 90,91% di 110)
        La banca pagherà al Cedente/Beneficiario 100€ per ogni 110€ di credito
        Il Cedente/Beneficiario può ottenere il pagamento del corrispettivo in via anticipata senza dover attendere la compensazione su più annualità.
        All'Operazione Anticipi su contratti viene applicato un Tasso Nominale 7,60% e TAEG 11,75%

        L’operazione di cessione è condizionata all’avverarsi di determinate condizioni sospensive (previste dalla normativa e/o indicate nel contratto).

        Alla verifica di tali condizioni il controvalore del credito di imposta sarà utilizzato ai fini del rimborso dell’anticipo concesso.

        Nel caso in cui non si verifichino tali condizioni sospensive previste nel contratto di cessione del credito o il controvalore della cessione non sia sufficiente ad estinguere l’affidamento, il cliente è tenuto a pagare alla banca quanto dovuto alla data di scadenza dell’anticipo su contratto concesso.


        Foglio informativo della Banca BNL
        Le modalità di intervento previste sono due:
        1.  Anticipo di liquidità e contestuale promessa di cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che hanno necessità di liquidità e vogliono cedere i loro crediti.
        2. Cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che vogliono esclusivamente cedere il credito d’imposta.

        L'offerta di acquisto è riservato alla clientela retail di Banca Mediolanum. Il prezzo di acquisto è di 102 euro su 110 euro.
        Qui il comunicato Mediolanum
        Il prezzo di acquisto previsto per la cessione del credito è calcolato sull’importo nominale del credito di imposta maturato e varia in base alla tipologia di bonus edilizio e al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidatoti dalla Banca è quindi pari al:
        • 91,82% del valore nominale del credito fiscale (101 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni
        • 92% del valore nominale del credito fiscale (92 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni
        • 80% del valore nominale del credito fiscale (80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni
        L'operazione di apertura di credito consiste nella messa a disposizione per l’azienda di una somma di denaro, da parte della Banca, per una durata massima di 18 mesi, a sostegno delle necessità finanziare connesse alla realizzazione dei lavori di riqualificazione degli immobili, ai sensi della richiamata normativa, con impegno dell’azienda a cedere alla Banca il futuro credito di imposta. L’importo dell’apertura di credito concessa dalla banca non può risultare superiore al 50% degli interventi per i quali è prevista la maturazione del credito di imposta. L’ammontare complessivo degli utilizzi della linea non potrà in ogni caso superare il controvalore a cui la Banca acquisterà il credito di imposta che l’azienda si impegna a cedere. La linea di credito è collegata ad uno specifico conto corrente, esente da spese, intestato all’azienda e che può essere utilizzato solo per la gestione dell’apertura di credito. Il rientro della linea potrà avvenire a maturazione e successiva cessione alla Banca del credito di imposta. Per questo, al momento della sottoscrizione dell’apertura di credito, la Banca ti chiede di sottoscrivere un impegno a cederle il credito d’imposta che maturerà, in sede di SAL (valido ad esempio nei casi di superbonus 110%) e/o a fine lavori.
        Qui il foglio informativo mps
        Unicredit mette a disposizione le seguenti soluzioni • acquisto crediti fiscali • apertura di credito a scadenza per anticipo contratti / fatture Attraverso il contratto di cessione del credito fiscale, il beneficiario si impegna a cedere alla Banca i futuri crediti fiscali che matureranno in seguito alla realizzazione dei lavori previsti dalla legge ed a destinare i proventi derivanti dalla cessione dei suddetti crediti fiscali diventati certi liquidi ed esigibili sul proprio conto corrente acceso presso la Banca a estinzione o riduzione del finanziamento concesso.
        I soggetti interessati possono richiedere una apertura di credito per anticipo contratti-fatture della durata massima di 18 mesi, mediante accensione di un conto corrente a termine dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni (TAEG 2,79% Persone Fisiche - TAEG 6,57% Imprese e Condomini).
        La linea di credito dovrà essere utilizzata per pagare gli interventi che danno diritto ai benefici fiscali e nel limite massimo dell’importo del credito fiscale ceduto. Le somme derivanti dalla cessione del credito fiscale dovranno essere utilizzate per rimborsare la linea di credito concessa.
        La percentuale anticipabile sui contratti – fatture è:
        • per le Imprese fino al 60% della cessione del credito fiscale
        • per i Condomìni fino al 100% della cessione del credito fiscale
        • per le Persone fisiche fino al 100% della cessione del credito fiscale
        Per poter utilizzare la linea di credito i persone fisiche e i Condomini devono presentare alla Banca la fattura da pagare, o il contratto con la ditta, con le modalità previste dalla normativa per ottenere i benefici fiscali. Esempio:
        • 1 settembre 2020 - sottoscrizione impegno a cedere i futuri crediti fiscali alla banca, che si impegna ad acquistarli;
        • 30 novembre 2020 - maturazione e cessione dei crediti fiscali sorti a seguito di asseverazione che certifica il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
        • 15 gennaio 2021 - maturazione e cessione dei crediti fiscali derivanti dal raggiungimento del 60% di lavori con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
        • 1 marzo 2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali residui a fine lavori, a seguito di avvenuta validazione del rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
        E’ prevista l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa senza costi fissi fino a 30 operazioni, da mantenere aperto fino alla conclusione della gestione dei flussi e del finanziamento concesso nelle more della maturazione del credito fiscale finalizzato all’avvio dei lavori.
        Allegati: Foglio Informativo UniCredit

        Tutti gli utilizzi del Bonus

        I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

        Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
        Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
        Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
        Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

        Residuo annuo non utilizzabile

        Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

        (Vedi Esempio di Calcolo)


        La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
        Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
        (Qui l’approfondimento Sconto)
        La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
        (Qui l’approfondimento)
        La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
        (Qui l’approfondimento)


        Approfondimenti

        Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

        • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
        • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
        • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
        • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

        E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
        L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
        Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
        Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
        Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
        Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

        Deduzione

        La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

        Esempio di deduzione:

        • Reddito 30.000
        • Spese deducibili 5.000
        • Reddito Tassato 25.000
        • Imposte 5.000

        Detrazione

        La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

        Esempio di Detrazione:

        • Reddito 30.000
        • Spese deducibili 5.000
        • Reddito Tassato 25.000
        • Imposte 5.000
        • Detrazione Imposta 5.000
        • Versamenti 0

        In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
        Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
        Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
        E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

        I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

        1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
        2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

         Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
        La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
        Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

        Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

        Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

        Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

        Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

        Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


        Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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          EcoBonus 110 – Quando l’IVA è compresa nel Bonus

          Come si applica l’IVA sugli interventi ammessi all’EcoBonus?

          Principio Generale

          L’IVA è una spesa ammissibile solo quando rappresenta un costo.

          IVA ed EcoBonus

          Per tutte le detrazioni e i crediti fiscali (EcoBonus 110% compreso), l’importo massimo su cui calcolare l’agevolazione è:

          1. Iva compresa per i privati (rappresenta un costo)
          2. IVA esclusa per le aziende (non rappresenta un costo essendo iva a credito detraibile in liquidazione)

          Importo
          Cappotto Termico 30.000,00
           IVA al 10% 3.000,00
          Spesa IVA compresa
          33.000,00
          EcoBonus 110%
          36.300,00

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          Cappotto Termico 30.000,00
           IVA al 10% 3.000,00
          Spesa IVA NON compresa
          30.000,00
          EcoBonus 110%
          33.000,00

          IVA in Edilizia

          Gli interventi che beneficiano di detrazioni fiscali, es. risparmio energetico, facciate, ristrutturazioni edilizie, rientrano nel regime dei cosiddetti “interventi di recupero del patrimonio immobiliare”, in base al quale regime si applicano due possibili aliquote:

           

          1. Iva 10%

          • Manodopera, Materie Prime e Prodotti Finiti non significativi

          2. Iva 22%

          • Prestazioni professionali
          • Prodotti Finiti Significativi” (cioè Beni Finiti di un certo “valore“).

          Regola speciale

          L’installazione di pannelli solari (beni e manododpera) è sempre assoggettata all’aliquota IVA del 10%

          Applicazione IVA per Aliquote

          • Manodopera
          • Installazioni
          • Materie Prime, Semilavorati, Altri Beni “Non Finiti”
          • Pannelli Solari (Apparecchiature e installazione)
          • Beni Finiti “Non Significativi” – Es Tapparelle, Raccordi, Elementi, Radiatori, ecc
          • Beni Finiti “Significativi” – Es Caldaia (entro il limite del 50% del tot contratto chiavi in mano)
          • Consulenze Tecniche, Progettazione, Asseverazioni e Certificazioni
          • Materie Prime acquistati dal committente
          • Beni Significativi scoperti da installazione e posa in opera

          IVA per tipologia di spese

          • IVA agevolata al 10%
          La prestazione di servizi è un obbligo di “fare”, anziché quella di “dare”, se ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”,assume natura di operazione soggetta a IVA agevolata al 10%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
          • al 10% se forniti dalla ditta che esegue i lavori
          • al 22% se acquistati direttamente e forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

          Tutti i Beni che non rispondono alla definizione di “Beni Finiti”, sono da considerare “Beni NON Finiti“, quindi materie prime e semilavorati.

          Esempio di Materie Prime e Semilavorati:

          • tegole
          • piastrelle
          • mattoni
          • materiale edile
          • ecc.
          Il loro impiego concorre a formare altri beni, es tetto, pavimenti, muri.
          • Per i Beni Finiti l’Iva può essere al 10%, al 22% o mista a seconda se il Prodotto Finito sia o meno “Significativo”
          • I Pannelli Solari (apparecchiatura e manodopera) appartengono ad un regime speciale di aliquota al 10%
          • Il prodotto finito “non significativo” avrà sempre aliquota al 10%, anche se acquistato direttamente dal committente.

          Esempio di Beni Finiti NON Significativi:

          • Tapparelle e Zanzariere,
          • Raccordatori
          • Elementi degli Impianti elettrici
          • Radiatori degli impianti termici
          • ecc.

          Si definiscono beni finiti quelli che successivamente al loro impiego non perdono la loro individualità e pur incorporandosi nell’immobile possono essere sostituiti autonomamente (es infissi, sanitari, apparecchiatura elettrica, ecc), non perdono la loro individualità, né si trasformano in beni diversi.

          L’acquisto di “Beni finiti”, purchè “non significativi”, per beneficiare della aliquota 10% deve essere ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”, altrimenti assume natura di operazione soggetta a IVA Ordinaria del 22%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
          Il prodotto finito è significativo perchè il suo valore è rilevante rispetto al lavoro di posa in opera o di installazione.

          I “prodotti finiti” significativi sono tassativamente elencati per legge e comprendono:

          • ascensori e montacarichi
          • infissi esterni ed interni
          • caldaie
          • videocitofoni
          • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
          • sanitari e rubinetterie da bagno
          • impianti di sicurezza
          Il “prodotto finito significativo” avrà un’Iva mista, se la cessione è con “posa in opera”, ovvero quando si configura una vera e propria prestazione di servizi dipendente da contratto di appalto chiavi in mano. Vedi Esempi

          Esempio 1 – Prodotto Finito Significativo con IVA al 10%

          Iva è al 10% quando il valore del Bene Significativo non supera il valore della prestazione d’opera
          • 5.000 Prestaz. d’opera
          • 5.000 Condizionatori

          Esempio 2 – Prodotto Finito Significativo con IVA mista

          • 4.000 Prestaz. d’opera
          • 6.000 Condizionatori
          • 10.000 Totale Intervento
            • 10% su 8.000 pari alla capienza della prestazione d’opera
            • 22% su 2.000

          Esempio 3 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista senza manodopera

          • 22% su 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
          • 10% su  2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)

          Esempio 4 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista e manodopera

          • 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
          • 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
          • 2.000 Manodopera
          • 14.000 Totale Intervento
            • 10% su 2.000 infissi pari alla capienza della prestazione d’opera
            • 22% su 8.000 infissi non capienti
            • 10% su 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
            • 10% su 2.000 Manodopera
              • Riepilogo IVA
              • 10% su 6.000
              • 22% su 8.00

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            Gli interventi che beneficiano di detrazioni fiscali, es. risparmio energetico e per le ristrutturazioni edilizie, rientrano nel regime dei cosiddetti “interventi di recupero del patrimonio immobiliare”, in base al quale regime si applicano due possibili aliquote:

            1. Iva 10%

            • Manodopera, Materie Prime e Prodotti Finiti non significativi

            2. Iva 22%

            • Prestazioni professionali
            • Prodotti Finiti Significativi” (cioè Beni Finiti di un certo “valore“).

            Regola speciale

            L’installazione di pannelli solari (beni e manododpera) è sempre assoggettata all’aliquota IVA del 10%

            Applicazione IVA per Aliquote

            • Manodopera
            • Installazioni
            • Materie Prime, Semilavorati, Altri Beni “Non Finiti”
            • Pannelli Solari (Apparecchiature e installazione)
            • Beni Finiti “Non Significativi” – Es Tapparelle, Raccordi, Elementi, Radiatori, ecc
            • Beni Finiti “Significativi” – Es Caldaia (entro il limite del 50% del tot contratto chiavi in mano)
            • Consulenze Tecniche, Progettazione, Asseverazioni e Certificazioni
            • Materie Prime acquistati dal committente
            • Beni Significativi scoperti da installazione e posa in opera

            IVA per tipologia di spese

            • IVA agevolata al 10%
            La prestazione di servizi è un obbligo di “fare”, anziché quella di “dare”, se ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”,assume natura di operazione soggetta a IVA agevolata al 10%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
            • al 10% se forniti dalla ditta che esegue i lavori
            • al 22% se acquistati direttamente e forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori

            Tutti i Beni che non rispondono alla definizione di “Beni Finiti”, sono da considerare “Beni NON Finiti“, quindi materie prime e semilavorati.

            Esempio di Materie Prime e Semilavorati:

            • tegole
            • piastrelle
            • mattoni
            • materiale edile
            • ecc.
            Il loro impiego concorre a formare altri beni, es tetto, pavimenti, muri.
            • Per i Beni Finiti l’Iva può essere al 10%, al 22% o mista a seconda se il Prodotto Finito sia o meno “Significativo”
            • I Pannelli Solari (apparecchiatura e manodopera) appartengono ad un regime speciale di aliquota al 10%
            • Il prodotto finito “non significativo” avrà sempre aliquota al 10%, anche se acquistato direttamente dal committente.

            Esempio di Beni Finiti NON Significativi:

            • Tapparelle e Zanzariere,
            • Raccordatori
            • Elementi degli Impianti elettrici
            • Radiatori degli impianti termici
            • ecc.

            Si definiscono beni finiti quelli che successivamente al loro impiego non perdono la loro individualità e pur incorporandosi nell’immobile possono essere sostituiti autonomamente (es infissi, sanitari, apparecchiatura elettrica, ecc), non perdono la loro individualità, né si trasformano in beni diversi.

            L’acquisto di “Beni finiti”, purchè “non significativi”, per beneficiare della aliquota 10% deve essere ricondotto ad un “intervento di recupero del patrimonio immobiliare”, altrimenti assume natura di operazione soggetta a IVA Ordinaria del 22%. Da qui la necessità di rilasciare una dichiarazione di responsabilità in cui si richiede che venga applicata in fattura l’aliquota IVA agevolata del 10%.
            Il prodotto finito è significativo perchè il suo valore è rilevante rispetto al lavoro di posa in opera o di installazione.

            I “prodotti finiti” significativi sono tassativamente elencati per legge e comprendono:

            • ascensori e montacarichi
            • infissi esterni ed interni
            • caldaie
            • videocitofoni
            • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
            • sanitari e rubinetterie da bagno
            • impianti di sicurezza
            Il “prodotto finito significativo” avrà un’Iva mista, se la cessione è con “posa in opera”, ovvero quando si configura una vera e propria prestazione di servizi dipendente da contratto di appalto chiavi in mano. Vedi Esempi

            Esempio 1 – Prodotto Finito Significativo con IVA al 10%

            Iva è al 10% quando il valore del Bene Significativo non supera il valore della prestazione d’opera
            • 5.000 Prestaz. d’opera
            • 5.000 Condizionatori

            Esempio 2 – Prodotto Finito Significativo con IVA mista

            • 4.000 Prestaz. d’opera
            • 6.000 Condizionatori
            • 10.000 Totale Intervento
              • 10% su 8.000 pari alla capienza della prestazione d’opera
              • 22% su 2.000

            Esempio 3 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista senza manodopera

            • 22% su 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
            • 10% su  2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)

            Esempio 4 – Prodotto Finito (Non Significativo e Significativo) con IVA Mista e manodopera

            • 10.000 Infissi (Prodotto Finito Significativo)
            • 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
            • 2.000 Manodopera
            • 14.000 Totale Intervento
              • 10% su 2.000 infissi pari alla capienza della prestazione d’opera
              • 22% su 8.000 infissi non capienti
              • 10% su 2.000 Zanzariere (Prodotto Finito Non Significativo)
              • 10% su 2.000 Manodopera
                • Riepilogo IVA
                • 10% su 6.000
                • 22% su 8.00

            Come si applica l’IVA sugli interventi ammessi all’EcoBonus?

            Principio Base

            L’IVA è una spesa ammissibile quando rappresenta un costo.

            IVA ed EcoBonus

            Per tutte le detrazioni e crediti fiscali (EcoBonus 110% compreso), l’importo massimo su cui calcolare l’agevolazione è:

            1. Iva compresa per i privati (rappresenta un costo)
            2. IVA esclusa per le aziende (non rappresenta un costo in quanto detraibile)

            Importo
            Cappotto Termico 30.000,00
             IVA al 10% 3.000,00
            Spesa IVA compresa
            33.000,00
            EcoBonus 110%
            36.300,00

            Importo
            Cappotto Termico 30.000,00
             IVA al 10% 3.000,00
            Spesa IVA NON compresa
            30.000,00
            EcoBonus 110%
            33.000,00

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                EcoBonus – Come monetizzare il credito di imposta – Cessione in Banca

                Ultima Modifica in Marzo 12, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

                Come è noto il beneficiario dell’EcoBonus 110% ha quattro opzioni di utilizzo tra cui la “Cessione in banca” che qui approfondiremo.

                La legge da il diritto al Beneficiario del credito d’imposta di trasferire, in cambio di un corrispettivo, la piena titolarità alla Banca, che lo potrà utilizzare nelle modalità e nei tempi previsti dalla normativa.

                Oltre all’acquisto del credito fiscale le banche in genere offrono a Privati, Condomìni, Imprese, una copertura finanziaria dell’investimento mediante l’anticipazione dell’importo dei lavori. L’utilizzo in tempi successivi da parte della banca del credito rappresenta una forma di rimborso dell’anticipazione.


                Dettaglio offerte di acquisto

                Banca Offerta su 110 di credito
                Fineco 105
                Poste Italiane 103
                Unicredit 102
                Banca Intesa 102
                Mediolanum 102
                MPS 101
                BNL 100
                E' l'UniCredit la banca che propone la prima offerta di acquisto del credito di imposta.
                Il foglio informativo pubblicato da UniCredit offre ai contribuenti un PREZZO DI ACQUISTO valevole fino al 30 settembre 2020, diverso per tipo di contribuente e tipologia di credito:
                • Persone fisiche e Condomini - € 102 per ogni 110€ di credito di imposta
                • Imprese - € 100 per ogni 110€
                • Crediti fiscali diversi dal Superbonus 110% - € 78 per ogni 100€
                In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102.
                Anche Banca Intesa ha pubblicato la sua offerta di acquisto
                (Qui il foglio Informativo Banca Intesa).
                Attraverso tale offerta, il Contribuente/Beneficiario che ha maturato un credito d’imposta lo trasferisce pro-soluto e a titolo definitivo alla banca il credito ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata. Offerte di acquisto Banca Intesa:
                • EcoBonus 110% - Prezzo di Acquisto 92,70% del credito
                • Diversi da EcoBonus con detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,10% del credito
                • Diversi da EcoBonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito
                In pratica a fronte di spese per esempio pari a 100, il beneficiario avrà riconosciuto un credito di imposta pari a 110 e può cederlo alla banca per importo pari a 102 (pari al 92,70% di 110).
                Poste Italiane ha annunciato il suo ingresso in campo con la piattaforma online o, in alternativa, gli sportelli sul territorio.

                Poste mette in campo un meccanismo di cessione del credito a rimborso dei costi già sostenuti da imprese e privati.


                L'offerta in linea generale proposta a privati e piccole imprese è che, a fronte della cessione del 110% del bonus per tutti i cinque anni, Poste rimborserà in un’unica soluzione il 103% .
                La procedura di PosteItaliane mira all'obiettivo "Documenti Zero". Infatti il cliente di Poste deve avere già la titolarità del credito, già perfezionata dal visto di conformità.
                Qui la pagina PosteItaliane
                L’importo liquidato sarà pari a:
                • 105 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni(pari al 95,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
                • 85 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni(pari all’85% del valore nominale del credito d’imposta maturato)
                Per esempio:
                • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 110% (Superbonus) con recupero fiscale in 5 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 105.000 euro
                • se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito fiscale è pari al 80% con recupero fiscale in 10 anni, il controvalore pagato dalla banca è pari a 68.000 euro
                Offerte di acquisto BNL:
                • EcoBonus 110% detrazione in 5 anni - Prezzo di Acquisto 90,91% del credito
                • Bonus con detrazione in 10 anni - Prezzo di Acquisto 80,00% del credito

                Esempio di vendita a BNL (Ecobonus 110%):
                • Spese 100
                • Credito di imposta 110
                • Valore di vendita 100 (pari al 90,91% di 110)
                La banca pagherà al Cedente/Beneficiario 100€ per ogni 110€ di credito
                Il Cedente/Beneficiario può ottenere il pagamento del corrispettivo in via anticipata senza dover attendere la compensazione su più annualità.
                All'Operazione Anticipi su contratti viene applicato un Tasso Nominale 7,60% e TAEG 11,75%

                L’operazione di cessione è condizionata all’avverarsi di determinate condizioni sospensive (previste dalla normativa e/o indicate nel contratto).

                Alla verifica di tali condizioni il controvalore del credito di imposta sarà utilizzato ai fini del rimborso dell’anticipo concesso.

                Nel caso in cui non si verifichino tali condizioni sospensive previste nel contratto di cessione del credito o il controvalore della cessione non sia sufficiente ad estinguere l’affidamento, il cliente è tenuto a pagare alla banca quanto dovuto alla data di scadenza dell’anticipo su contratto concesso.


                Foglio informativo della Banca BNL
                Le modalità di intervento previste sono due:
                1.  Anticipo di liquidità e contestuale promessa di cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che hanno necessità di liquidità e vogliono cedere i loro crediti.
                2. Cessione del credito d’imposta. Rivolto a tutti i clienti che vogliono esclusivamente cedere il credito d’imposta.

                L'offerta di acquisto è riservato alla clientela retail di Banca Mediolanum. Il prezzo di acquisto è di 102 euro su 110 euro.
                Qui il comunicato Mediolanum
                Il prezzo di acquisto previsto per la cessione del credito è calcolato sull’importo nominale del credito di imposta maturato e varia in base alla tipologia di bonus edilizio e al numero di anni stabiliti dalla normativa fiscale per il recupero fiscale del credito. L’importo liquidatoti dalla Banca è quindi pari al:
                • 91,82% del valore nominale del credito fiscale (101 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi relativi al Superbonus 110% con recupero in 5 anni
                • 92% del valore nominale del credito fiscale (92 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 5 anni
                • 80% del valore nominale del credito fiscale (80 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato) per gli interventi diversi dal Superbonus 110% con recupero in 10 anni
                L'operazione di apertura di credito consiste nella messa a disposizione per l’azienda di una somma di denaro, da parte della Banca, per una durata massima di 18 mesi, a sostegno delle necessità finanziare connesse alla realizzazione dei lavori di riqualificazione degli immobili, ai sensi della richiamata normativa, con impegno dell’azienda a cedere alla Banca il futuro credito di imposta. L’importo dell’apertura di credito concessa dalla banca non può risultare superiore al 50% degli interventi per i quali è prevista la maturazione del credito di imposta. L’ammontare complessivo degli utilizzi della linea non potrà in ogni caso superare il controvalore a cui la Banca acquisterà il credito di imposta che l’azienda si impegna a cedere. La linea di credito è collegata ad uno specifico conto corrente, esente da spese, intestato all’azienda e che può essere utilizzato solo per la gestione dell’apertura di credito. Il rientro della linea potrà avvenire a maturazione e successiva cessione alla Banca del credito di imposta. Per questo, al momento della sottoscrizione dell’apertura di credito, la Banca ti chiede di sottoscrivere un impegno a cederle il credito d’imposta che maturerà, in sede di SAL (valido ad esempio nei casi di superbonus 110%) e/o a fine lavori.
                Qui il foglio informativo mps
                Unicredit mette a disposizione le seguenti soluzioni • acquisto crediti fiscali • apertura di credito a scadenza per anticipo contratti / fatture Attraverso il contratto di cessione del credito fiscale, il beneficiario si impegna a cedere alla Banca i futuri crediti fiscali che matureranno in seguito alla realizzazione dei lavori previsti dalla legge ed a destinare i proventi derivanti dalla cessione dei suddetti crediti fiscali diventati certi liquidi ed esigibili sul proprio conto corrente acceso presso la Banca a estinzione o riduzione del finanziamento concesso.
                I soggetti interessati possono richiedere una apertura di credito per anticipo contratti-fatture della durata massima di 18 mesi, mediante accensione di un conto corrente a termine dedicato all’iniziativa, senza costi fissi fino a 30 operazioni (TAEG 2,79% Persone Fisiche - TAEG 6,57% Imprese e Condomini).
                La linea di credito dovrà essere utilizzata per pagare gli interventi che danno diritto ai benefici fiscali e nel limite massimo dell’importo del credito fiscale ceduto. Le somme derivanti dalla cessione del credito fiscale dovranno essere utilizzate per rimborsare la linea di credito concessa.
                La percentuale anticipabile sui contratti – fatture è:
                • per le Imprese fino al 60% della cessione del credito fiscale
                • per i Condomìni fino al 100% della cessione del credito fiscale
                • per le Persone fisiche fino al 100% della cessione del credito fiscale
                Per poter utilizzare la linea di credito i persone fisiche e i Condomini devono presentare alla Banca la fattura da pagare, o il contratto con la ditta, con le modalità previste dalla normativa per ottenere i benefici fiscali. Esempio:
                • 1 settembre 2020 - sottoscrizione impegno a cedere i futuri crediti fiscali alla banca, che si impegna ad acquistarli;
                • 30 novembre 2020 - maturazione e cessione dei crediti fiscali sorti a seguito di asseverazione che certifica il raggiungimento di almeno il 30% dei lavori, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
                • 15 gennaio 2021 - maturazione e cessione dei crediti fiscali derivanti dal raggiungimento del 60% di lavori con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
                • 1 marzo 2021 maturazione e cessione dei crediti fiscali residui a fine lavori, a seguito di avvenuta validazione del rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa, con acquisto da parte della Banca e versamento del relativo controvalore sul conto corrente dedicato del cliente presso la banca
                E’ prevista l’apertura di un conto corrente dedicato all’iniziativa senza costi fissi fino a 30 operazioni, da mantenere aperto fino alla conclusione della gestione dei flussi e del finanziamento concesso nelle more della maturazione del credito fiscale finalizzato all’avvio dei lavori.
                Allegati: Foglio Informativo UniCredit

                  Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

                  - Verifica requisiti

                  - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

                  - Apposizione Visto di Conformità

                  La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                  *Dati obbligatori



                  Tutti gli utilizzi del Bonus

                  I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

                  Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
                  Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
                  Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
                  Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

                  Residuo annuo non utilizzabile

                  Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

                  (Vedi Esempio di Calcolo)


                  La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
                  Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
                  (Qui l’approfondimento Sconto)
                  La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
                  (Qui l’approfondimento)
                  La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
                  (Qui l’approfondimento)


                  Approfondimenti

                  Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

                  • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
                  • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
                  • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
                  • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

                  E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
                  L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
                  Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
                  Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
                  Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
                  Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

                  Deduzione

                  La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

                  Esempio di deduzione:

                  • Reddito 30.000
                  • Spese deducibili 5.000
                  • Reddito Tassato 25.000
                  • Imposte 5.000

                  Detrazione

                  La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

                  Esempio di Detrazione:

                  • Reddito 30.000
                  • Spese deducibili 5.000
                  • Reddito Tassato 25.000
                  • Imposte 5.000
                  • Detrazione Imposta 5.000
                  • Versamenti 0

                  In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
                  Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
                  Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
                  E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

                  I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

                  1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
                  2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

                   Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
                  La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
                  Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

                  Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

                  Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                  Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

                  Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

                  Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


                  Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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                  EcoBonus 110% – Esempio di Calcolo

                  Esempi

                  La quota residua di detrazione non utilizzata interamente nell’anno in cui si avrebbe diritto, non può essere trasferita/utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. 

                   

                   

                   

                   

                  Il periodo di utilizzo ordinario della detrazione per Altre spese di riqualificazione (es Infissi) è di 10 anni. Diventa di 5 anni se abbinato all’EcoBonus per beneficiare del 110%.

                  Ipotesi di Investimento al 110%


                  +30.000 (Isolamento Termico Involucro)

                  +10.000 (Altri Interventi Riqu. Energ. es Infissi)

                  +20.000 (Spese per Fotovoltaico)


                  60.000 Totale spese


                  Calcolo


                  110% (Percentuale EcoBonus)

                  66.000 (Bonus)


                  5 anni (Periodo di utilizzo della detrazione)

                  13.200 (Quota annua Utilizzabile*)

                  Ipotesi di Investimento misto 110%-90%-50%


                  +10.000 (Sost. Impianto di Climatizz. 110%)

                  +10.000 (Riqualif Energ Infissi 110%)

                  +20.000 (Facciata 90%)

                  +30.000 (Ristrutturazione 50%)


                  70.000 Totale spesa


                  Calcolo

                  Simulatore

                  Spesa % Bonus Bonus Anni Quota Annua
                  20.000 110% 22.000 5 4.400
                  20.000 90% 18.000 10 1.800
                  30.000 50% 15.000 10 1.500
                  Totale 55.000

                  Ripartizione bonus misto in 10 anni

                  1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Totale
                  7,7 7,7 7,7 7,7 7,7 3,3 3,3 3,3 3,3 3,3 55,00
                  in M€

                  Calcola tu


                  Gli Utilizzi del Bonus

                  I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

                  Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
                  Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
                  Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
                  Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l’importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

                  Residuo annuo non utilizzabile

                  Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

                  (Vedi Esempio di Calcolo)


                  La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
                  Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
                  (Qui l’approfondimento Sconto)
                  La cessione del credito agli istituti bancari è un’operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
                  (Qui l’approfondimento)
                  La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
                  (Qui l’approfondimento)

                    Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

                    - Verifica requisiti

                    - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

                    - Apposizione Visto di Conformità

                    La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                    *Dati obbligatori


                     
                     


                     

                    Approfondimenti

                    Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

                    • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
                    • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
                    • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
                    • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

                    E’ consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un’adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
                    L’uso combinato delle due opzioni, l’utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l’investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
                    Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
                    Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
                    Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
                    Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

                    Deduzione

                    La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un’aliquota.

                    Esempio di deduzione:

                    • Reddito 30.000
                    • Spese deducibili 5.000
                    • Reddito Tassato 25.000
                    • Imposte 5.000

                    Detrazione

                    La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

                    Esempio di Detrazione:

                    • Reddito 30.000
                    • Spese deducibili 5.000
                    • Reddito Tassato 25.000
                    • Imposte 5.000
                    • Detrazione Imposta 5.000
                    • Versamenti 0

                    In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
                    Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
                    Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
                    E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

                    I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

                    1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
                    2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

                     Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
                    La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
                    Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all’EcoBonus.

                    Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell’IVA.

                    Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                    Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l’anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell’economia di tutta l’operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l’abitazione.

                    Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull’acquisto del credito.

                    Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


                    Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

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                    EcoBonus 110% – Trasformazione Sconto in fattura

                    Ultima Modifica in Marzo 10, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

                    I cittadini che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per cui si ha diritto alla detrazione del 110%, possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione nella propria dichiarazione dei redditi in 5 quote annuali, allo Sconto in Fattura.

                    Sconto in Fattura

                    La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.

                    Gli interventi ammessi a vari Bonus potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite Sconto in Fattura, ossia Cessione del credito al Fornitore

                    E’ ragionevole però attendersi che i fornitori potrebbero essere interessati a ricevere solo un parziale pagamento tramite credito di imposta, misurato ovviamente al proprio fabbisogno finanziario di uscite fiscali. E’ facili quindi attendersi proposte commerciali da parte dei fornitori differenti tra loro in ragione di un loro diverso carico fiscale. 


                    Opzioni

                    I beneficiari di Bonus relativi a fabbricati (EcoBonus 110%, Bonus Risparmio Energetico, Bonus Facciate, Bonus Ristrutturazione) hanno il diritto di esercitare quattro diverse opzioni di utilizzo:  

                    Il bonus fiscale pari al 110% delle spese, consiste in una detrazione di Imposta da ripartire in 5 quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, in 4 quote per quelle sostenute nel 2022.
                    Posto quindi che la detrazione spettante nel periodo 2021 sia di euro 10.000, il massimo detraibile in un anno è di euro 2.000 per 5 anni.
                    Posto che la detrazione spettante per il periodo 2022 sia di euro 4.000, la quota annuale detraibile è di euro 1.000 per 4 anni.
                    Come tutte le detrazioni d’imposta, è possibile detrarre l'importo massimo che trova copertura nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

                    Residuo annuo non utilizzabile

                    Se per esempio la quota annua di 2.000 è maggiore delle imposte da compensare, la quota residua non può essere utilizzata in diminuzione dell’imposta lorda dei periodi successivi, né essere richiesta a rimborso.

                    (Vedi Esempio di Calcolo)


                    La cessione del credito al fornitore, sconto in fattura, sarebbe da considerare come metodo alternativo al pagamento in denaro.
                    Gli interventi in questione potrebbero essere pagati, in accordo tra le parti, interamente o parzialmente tramite cessione del credito.
                    (Qui l’approfondimento Sconto)
                    La cessione del credito agli istituti bancari è un'operazione attraverso la quale il contribuente beneficiario cede alla banca in cambio di denaro spesso associata ad prodotti di finanziamento (anticipazione su contratto) per garantire la copertura finanziaria all’investimento oggetto di agevolazioni.
                    (Qui l’approfondimento)
                    La cessione del credito ad atri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) è possibile a qualsiasi titolo come ad esempio corrispettivo di una prestazione o di una fornitura.
                    (Qui l’approfondimento)


                    Occorre chiarire subito che, se da una parte il beneficio può riuscire a garantire l’intera copertura dell’investimento, dall’altra è necessario che il beneficiario garantisca il rispetto della normativa avvalendosi necessariamente di figure professionali con diverse specializzazioni:

                    • Tecnico Geom/Arch/Ing per la documentazione tecnica e le asseverazioni
                    • Commercialista per Visto di Conformità e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate
                    • Banca per l’eventuale cessione del Credito di Imposta
                    • Ditte per la realizzazione dei lavori ed eventuale rilascio di certificazioni.

                    E' consigliabile conoscere anticipatamente, tramite Caf/Commercialista, la propria situazione fiscale, ovvero il preventivo ammontare annuo di imposte che saranno versate o trattenute in busta paga, allo scopo di riservarsi un'adeguata Detrazione di Imposta in linea alle proprie esigenze.
                    L'uso combinato delle due opzioni, l'utilizzo della detrazione di imposta per la copertura del proprio fabbisogno fiscale e la cessione del credito per la residua parte come sconto sui lavori da eseguire, potrebbero in alcuni casi essere la soluzione ottimale per realizzare l'investimento senza necessità di ricorrere alla cessione in banca.
                    Certo il ricorso in banca risulta necessario quando occorre anticipare le spese con capitale di terzi, ma anche in questo caso occorre valutare se perdere il 10% di Bonus cedendo il credito, oppure sfruttarlo al 110% per il pagamento delle proprie imposte.
                    Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, formule chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio di essere fornitori, con possibilità di guadagli sulla vendita, e acquirenti del credito con possibilità di rivenderlo a terzio. Attualmente ad esempio EniGas e Luce offre una soluzione chiavi in mano qui il link.
                    Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.
                    Si chiarisce l’importante differenza tra “Detrazione “ e “Deduzione”.

                    Deduzione

                    La deduzione permette di detrarre delle spese, appunto detraibili, dal proprio reddito che poi verrà tassato con un'aliquota.

                    Esempio di deduzione:

                    • Reddito 30.000
                    • Spese deducibili 5.000
                    • Reddito Tassato 25.000
                    • Imposte 5.000

                    Detrazione

                    La detrazione invece si sottrae all’imposta da pagare.

                    Esempio di Detrazione:

                    • Reddito 30.000
                    • Spese deducibili 5.000
                    • Reddito Tassato 25.000
                    • Imposte 5.000
                    • Detrazione Imposta 5.000
                    • Versamenti 0

                    In generale un dipendente pubblico o privato corrisponde all’Erario non meno di 5.000 euro l’anno. Sono Imposte che vengono trattenute dalla busta paga e versati dal sostituto di imposta che sarebbe il datore di lavoro.
                    Essendo che l’utilizzo diretto del Detrazione di Imposta in questione deve essere ripartito in 5 anni, un dipendente riuscirà a recuperare in tale periodo, sottoforma di minore imposte e quindi maggiore stipendio in busta paga, un valore di 25 mila euro di credito di imposta.
                    Più semplicemente, se un dipendente medio sostenesse per esempio spese di sostituzione impianto di climatizzazione per un importo di 20.000, tale importo maggiorato del 10% (22.000) gli verrebbe rimborsato totalmente in 5 anni sottoforma di maggiore stipendio in busta paga.
                    E’ necessario qui fare le opportune valutazioni tecniche di utilizzo.

                    I crediti d’imposta ceduti a terzi saranno da questi utilizzabili:

                    1. in compensazione di altre imposte, tasse e contributi, attraverso il modello F24
                    2. ceduti al loro volta a banche o a terzi

                     Il credito d’imposta è fruibile con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.
                    La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.
                    Costo zero vuol dire avere la certezza di recuperare tutte le spese sostenute per gli interventi ammessi all'EcoBonus.

                    Ricordiamo che il bonus è pari ad una percentuale (110%) delle spese ammissibili, in cui rientrano non solo gli interventi (spese per fornitura e posa in opera), ma anche tutti gli oneri annessi quali, installazioni, trasporti, certificazioni, asseverazioni, e spese per adempimenti vari. Inoltre, per i soggetti privati, la spesa ammessa al beneficio è comprensiva dell'IVA.

                    Il diritto alla detrazione o alla cessione del credito matura quando gli interventi sono stati realizzati e quando le spese risultano pagate.

                    Alcune Banche (Unicredit e Intesa), hanno previsto non solo soluzioni finanziarie di acquisto del credito, ma anche prestiti per l'anticipazione delle spese. Ovviamente in questo caso il contribuente cittadino deve mettere in conto il costo del capitale, gli interessi, che nell'economia di tutta l'operazione è un costo irrisorio, se consideriamo il valore reale di cui ne beneficia l'abitazione.

                    Alcune grandi aziende del settore (es. ENI) stanno inoltre presentando, forme alternative della cessione in banca. Si tratta di forniture di impianti e opere chiavi in mano a costo zero per il contribuente. Da parte loro avrebbero il doppio vantaggio, in qualità di fornitori con guadagli sulla vendita, in qualità di acquirenti del credito con guadagli sull'acquisto del credito.

                    Infine, altre aziende (Workinvoice, Crif e Pwc) stanno lavorando ad una specie di borsa online per l’acquisto e la vendita del credito acquisito post ristrutturazione, che dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno. Grazie a questa soluzione, chiunque vanti un credito d’imposta al 110%, lo potrà cedere su questa piattaforma vendendolo, presumibilmente al valore del 100%.


                    Chi comprerebbe il credito di imposta? Chi ha debiti fiscali e intende versare in meno tasse/imposte risparmiando di fatto e immediatamente il 10% del suo debito che altrimenti avrebbe dovuto versare.

                      Richiedi una consulenza a Famiglia & Impresa per:

                      - Verifica requisiti

                      - Comunicazione opzione Sconto o Cessione Credito

                      - Apposizione Visto di Conformità

                      La consulenza sarà svolta tramite contatti telefonici e canali informatici.




                      *Dati obbligatori



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