Contributo a Fondo Perduto – Decreto Sostegni marzo 2021 – Calcolo

Ultima Modifica in Giugno 28, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

Il bonus contributo a fondo perduto consiste nell’erogazione di una somma di denaro o, a scelta, di utilizzare l’intero importo come credito d’imposta.

I contribuenti aventi diritto possono richiedere il contributo a fondo perduto con apposita istanza, da presentare esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, dal 30 marzo 2021 al 28 maggio 2021.

In cosa consiste l’Agevolazione

Contributo a fondo perduto

oppure, Credito di imposta

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.

Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019, ai fini della media di cui al periodo precedente, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita IVA.


Chi può beneficiare

Soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.

Il soggetto richiedente deve possedere i seguenti requisiti:

1. avere la partita IVA attiva al 23 marzo 2021, data di entrata in vigore del decreto Sostegni;

2. aver avuto ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nell’anno 2019;

3. aver avuto nell’anno 2020 un fatturato medio mensile inferiore almeno del 30 per cento rispetto al fatturato medio mensile dell’anno 2019.

Ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza del requisito relativo al calo di fatturato.


Chi NON può beneficiare

Non possono beneficiare del contributo le seguenti categorie:

– soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni (23 marzo 2021);

– soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto Sostegni (dal 24 marzo 2021);


– intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’articolo 162-bis del TUIR.


Calcolo del contributo

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo dell’anno 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:

60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro

50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro

40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro

30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro

20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

Nel dettaglio, il calcolo del contributo deve essere effettuato nel seguente modo:

1. se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ed è almeno del 30 per cento, a tale importo (preso in valore assoluto) si applica la percentuale prevista in relazione alla fascia dei ricavi/compensi 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo se superiore.

2. per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30 per cento, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

In presenza dei requisiti, il contributo è comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.

Dl n. 41 del 22 marzo 2021


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    “Riapri Calabria 2^ edizione” è la terza misura a favore di imprese e professionisti colpite dalla crisi economica connessa all’emergenza epidemiologica.

    Il contributo una tantum di 1500 euro è rivolto a:

    • Produzione
    • Edilizia
    • Commercio ingrosso e dettaglio
    • Artigiani
    • Ristorazione e Pasticceria
    • Riparazioni
    • Noleggio
    • Altro
    Titolari di P.IVA
    • Avvocati
    • Notai
    • Ingegneri, Architetti, Geometri
    • Commercialisti
    • Veterinari
    • Agrari
    • Agenti
    • Altre professioni

    Altri Requisiti:

    • sede in Calabria
    • codice attività Ateco compreso nell’allegato B del Bando bis
    • riduzione percentuale di almeno il 33% del fatturato medio mensile dei mesi di marzo e novembre 2020 rispetto al fatturato medio mensile del 2019
    • non aver beneficiato del sostegno previsto dalle precedenti edizioni.

    La richiesta del contributo

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    RISTORO LAZIO IRAP

    Ultima Modifica in Giugno 23, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    Scheda Agevolazione

    Aiuto

    Contributo a fondo perduto pari all’importo
    della seconda o unica rata dell’acconto 2020 dell’Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP)

    Beneficiari

    Microimprese, PMI e i professionisti titolari di partita IVA che hanno versato o devono versare una quota IRAP 2020

    Requisiti

    1. Non presentare le caratteristiche di Impresa in Difficoltà
    2. Attestazione (Perizia asseverata da professionista) della quota di imposta di competenza della Regione Lazio
    3. Unità operativa nella Regione Lazio
    4. Operanti nei settori di attività specificamente previsti in appendice del Bando

    Scadenza

    Invio telematico a partire dalle 10.00 di lunedì 11 gennaio fino alle 10.00 di lunedì 8 febbraio.(51.000.000).

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    Imprese e Professionisti – Contributo a fondo Perduto -Riapri Calabria

    Contributo una tantum di 1500 euro rivolto a:

    • Produzione
    • Edilizia
    • Commercio ingrosso e dettaglio
    • Artigiani
    • Ristorazione e Pasticceria
    • Riparazioni
    • Noleggio
    • Altro
    Titolari di P.IVA
    • Avvocati
    • Notai
    • Ingegneri, Architetti, Geometri
    • Commercialisti
    • Veterinari
    • Agrari
    • Agenti
    • Altre professioni

    Altri Requisiti:

    • sede in Calabria
    • codice attività Ateco compreso nell’allegato B del Bando
    • riduzione percentuale di almeno il 33% del fatturato medio mensile dei mesi di marzo e aprile 2020 rispetto al fatturato medio mensile del 2019
    • non aver beneficiato del sostegno previsto dalla prima edizione dell’intervento

    La richiesta del contributo si articola in 3 fasi:

    Decreto Agosto – Aiuti alle imprese

    Ultima Modifica in Novembre 17, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 61 – COMUNICATO STAMPA

    Ecco alcune novità di interesse per le imprese che troviamo nel comunicato stampa che accompagna l’imminente pubblicazione del decreto-legge di Agosto:

    • Gli esercizi di ristorazione che abbiano subito una perdita di fatturato da marzo a giugno 2020 di almeno il 25% rispetto allo stesso periodo del 2019, potranno ottenere un contributo a fondo perduto minimo è di 2.500 euro per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole da materia prima italiana. Il contributo .
    • Gli esercenti dei centri storici che abbiano registrato a giugno 2020 un calo del 50% del fatturato rispetto allo stesso mese del 2019, potranno ottenere un contributo a fondo perduto minimo è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per i soggetti diversi.
    • Vengono inoltre rifinanziati alcuni strumenti di supporto alle imprese: 64 milioni per la “nuova Sabatini”; 500 milioni per i contratti di sviluppo; 200 milioni per il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa; 50 milioni per il voucher per l’innovazione; 950 milioni per il Fondo Ipcei per il sostegno alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di interesse europeo.

    Articoli Correlati

    Istanza e Utilizzo Credito di Imposta 60% Spese Coronavirus

    Ultima Modifica in Gennaio 11, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    Pubblicati dall’Agenzia delle Entrate i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta pari al 60% le spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione (Circolare AE N. 20 /E del 10 luglio 2020)

    I soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge per accedere ai crediti d’imposta in argomento potranno a partire dal 20 luglio 2020 comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute fino al mese precedente alla data di sottoscrizione della comunicazione e l’importo che prevedono di sostenere successivamente, fino al 31 dicembre 2020.

    A seguito della presentazione della Comunicazione sarà rilasciata, al massimo entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha trasmesso la Comunicazione, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

    Altra diversa comunicazione riguarda l’eventuale cessione del credito. Questa dovrà esclusivamente a cura del soggetto cedente con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Il cessionario è tenuto a comunicare con le stesse modalità l’accettazione del credito ceduto.

    Diciamo subito che un’importante differenza tra i due crediti è data dal più ampio utilizzo del credito spettante per le spese di sanificazione e DPI. Infatti tale credito, a differenza del credito per adeguamento, beneficia della possibilità di essere riportato negli anni successivi, ove utilizzabile, qualora non sia stato utilizzato totalmente dell’anno di maturazione. Inoltre è molto ristretta la platea dei soggetti che possono accedere al credito per adeguamento, le cui attività devono rientrare tra quelle individuate dall’elenco attività allegato al provvedimento di attuazione.


    Utilizzo Credito per Adeguamento

    La Comunicazione può essere inviata dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021. Nel caso in cui sia inviata dopo il 31 dicembre 2020, sono indicate esclusivamente le spese ammissibili sostenute nel 2020

    Il credito per adeguamento potrà essere utilizzato:

    1. in compensazione da parte del beneficiario (o, in alternativa)
    2. può essere ceduto, anche parzialmente, solo a decorrere dal 1° gennaio 2021 e non oltre il 31 dicembre 2021, ad altri soggetti ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito

    Attenzione eventuali crediti residui al 31 dicembre 2021 non potranno essere utilizzati negli anni successivi, né ulteriormente ceduti oppure richiesti a rimborso.

    La cessione può riguardare esclusivamente la quota del credito relativa alle spese effettivamente sostenute, nei limiti dell’importo fruibile.

    Pertanto il credito spettante per adeguamento e i corrispondenti utilizzi, non anche i residui, andranno indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi 2021 relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, specificando sia la quota compensata tramite modello F24 sia la quota ceduta.


    Utilizzo Credito Sanificazione e DPI

    La Comunicazione può essere inviata dal 20 luglio al 7 settembre 2020

    Il credito per sanificazione e DPI potrà essere utilizzato:

    1. in compensazione (modello F24)
    2. nella dichiarazione dei redditi per gli anni successivi
    3. può essere ceduto, anche parzialmente, solo a decorrere dal 1° gennaio 2021 e non oltre il 31 dicembre 2021, ad altri soggetti ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito

    L’eventuale credito residuo potrà essere riportato nei periodi d’imposta successivi, ma, in assenza di una espressa indicazione nell’articolo 125 del decreto Rilancio, non potrà essere richiesto a rimborso.

    Attenzione, in relazione al cessionario (cioè al soggetto a cui è stato ceduto), la quota di credito non utilizzata nell’anno in cui è stata comunicata la cessione all’Agenzia delle entrate non può essere utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.


    Link di approfondimento

    Precedenti Articoli:

    Bonus Adeguamento luoghi di lavoro – 60%

    Ultima Modifica in Gennaio 11, 2021 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    È pari al 60% il Credito di Imposta riconosciuto dal Decreto Rilancio sulle spese sostenute nel 2020, fino ad un limite di 80 mila euro, per la realizzazione degli interventi richiesti dalle prescrizioni sanitarie e dalle misure di contenimento contro la diffusione da COVID19

    Accesso al credito

    Per aver diritto all’utilizzo del credito di imposta dovrà essere inviata, per periodo dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021, una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

    La comunicazione dovrà riportare:

    • l’ammontare delle spese ammissibili sostenute fino al mese precedente alla data di sottoscrizione della comunicazione
    • l’importo che prevedono di sostenere successivamente, fino al 31 dicembre 2020.

    Nel caso in cui sia inviata dopo il 31 dicembre 2020, devono essere  indicate esclusivamente le spese ammissibili sostenute nel 2020.

    I  contribuenti interessati possono trasmettere  la comunicazione, esclusivamente in modalità telematica, sia direttamente sia avvalendosi di un intermediario, utilizzando l’applicativo web dedicato disponibile in area riservata (Entratel/Fisconline).

    Beneficiari

    • Imprese
    • lavoratori autonomi

    Non spetta alle imprese ed ai lavoratori autonomi che non esercitano la loro attività in luoghi aperti al pubblico

    Spese agevolabili

    • Interventi di rifacimento di spogliatoi e mense
    • Interventi per la realizzazione di spazi comuni e ingressi, di spazi medici
    • Acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti
    • Acquisto di arredi di sicurezza

    Cumulabilità

    È cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese nei limiti del costo
    sostenuto.

    Utilizzo del credito

    Il credito d’imposta è utilizzabile in dichiarazione ovvero, senza limiti di importo, in compensazione in F24

    Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle Imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP

    Cessione del Credito

    Fino al 31 dicembre 2021, i beneficiari dei crediti d’imposta per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, i quali possono utilizzare il credito ceduto anche in
    compensazione

    La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso

    Bonus Affitti – 60%

    Ultima Modifica in Novembre 17, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista

    CREDITO D’IMPOSTA DEL 60% SU TRE MENSILITÀ DI MARZO, APRILE E MAGGIO

    Spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare
    mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non
    abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale,
    agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

    Utilizzo del credito

    Il credito d’imposta è utilizzabile in dichiarazione ovvero, senza limiti di importo,
    in compensazione in F24

    Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle Imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP

    Opzione Credito di imposta o Sconto su l’affitto.

    Possibilità di cessione del credito d’imposta al locatore a fronte di uno sconto di pari ammontare sul canone da versare

    Cessione del Credito

    Fino al 31 dicembre 2021, i beneficiari dei crediti d’imposta per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono optare per la cessione, anche parziale, degli
    stessi ad altri soggetti, i quali possono utilizzare il credito ceduto anche in
    compensazione

    La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli
    anni successivi
    , e non può essere richiesta a rimborso

    Requisti

    • Beneficiari possono essere Imprese, Professionisti e Enti non commerciali (compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti)
    • Ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro
    • Contratti di affitto per Immobili ad uso non abitativo

    Per saperne di più visita la pagina dell’Agenzia delle Entrate

    Contributo a F.P. – Decreto Rilancio

    Ultima Modifica in Novembre 17, 2020 by Santo ORSA Dottore Commercialista


    L’istanza può essere presentata a partire dal giorno 15 giugno 2020 e non oltre il giorno 13 agosto 2020

    La trasmissione dell’Istanza è da effettuare mediante i canali telematici dell’Agenzia delle entrate ovvero mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle entrate


    Beneficiari

    • Imprese titolari di P.IVA con fatturato inferiore a 5 milioni di euro
    • Fatturato di aprile 2020 inferiore ai 2/3 di quello di aprile 2019 

    Entità del contributo

    Quota Fissa

    • 1000 € per ditte individuali (persone fisiche)
    • 2000€ Società  

    Quota Variabile

    Pari a una % applicata sulla perdita di fatturato (FatturatoAprile 2020 – FatturatoAprile 2019)

    • 25% se il Fatturato 2019 è inferiore a 450.000 
    • 15% se il Fatturato 2019 è inferiore a 1 milione 
    • 10% se il Fatturato 2019 è inferiore a 5 milione